Alcuni cenni storici sull' antropologia culturale

di Irma Lanucara

Come scienza autonoma l’antropologia culturale è sorta intorno alla seconda metà dell’Ottocento. Franz Boas  rinnovò l’antropologia culturale, fondandola epistemologicamente  come una disciplina autonoma rispetto alla filosofia. Egli è considerato un “caposcuola”, intorno al quale si formeranno i più validi antropologi statunitensi, tra cui Sapir, Benedict, Mead, che a loro volta daranno origine alla cosiddetta “scuola di cultura e personalità”.

Emile Durkheim avviò la ricerca secondo l’approccio strutturale e funzionalistico;questo modello di indagine sarà seguito dal suo allievo Mauss, che userà anche lui un modello di ricerca di tipo strutturale.

Bronislaw Malinowski intese la comunità sociale come “sistema di funzioni”, per cui i fatti di per se non hanno alcun significato, ma diventano significativi quando se ne scopre l’utilità.

Claude Levì-Strauss diede un importantissimo contributo all’affermazione dell’antropologia culturale nell’ambito della cultura contemporanea, fondando lo strutturalismo antropologico, secondo cui i fenomeni socio-culturali acquistano il loro “senso” nella misura in cui vengono inseriti per l’appunto in una struttura, cioè in un elemento che conferisce stabilità al sistema (per esempio i fenomeni della parentela e dei miti). L’antropologo effettua le sue ricerche nel vasto campo della cultura. Per conoscere la propria cultura, bisogna effettuare un lavoro di comparazione con le culture altre e l’antropologo deve sempre porsi da una prospettiva trasversale: esplorare, conoscere e comprendere culture e società diverse dalle proprie, elevandosi al di sopra del proprio etnocentrismo. Alla propria visione etnocentrica, dovrà opporre la capacità di decentramento, che costituisce il fondamento stesso del relativismo culturale. Lo sguardo antropologico dovrà essere caratterizzato dalla cosiddetta “distanza culturale”:

1.      l’osservazione diretta,con la conseguente comparazione dei dati raccolti;

2.      tecniche d’indagine di tipo particolaristico, incentrando la ricerca su una sola cultura;

3.      analisi funzionale: centrata sull’indagine di singoli aspetti o tratti culturali, interpretati però alla luce della loro utilità al sistema generale.

Lo scopo della cultura è quello di pervenire alla formulazione di leggi generali che regolano una particolare società. Fra i diversi metodi seguiti la ricerca sul campo è la strategia procedurale “per eccellenza fondata sull’osservazione partecipante”; questa strategia consente all’antropologo di osservare e studiare in modo intensivo il gruppo sociale prescelto per il proprio lavoro di ricerca.