Evoluzione della specie

di Irma Lanucara

L’evoluzione della specie è il fenomeno del cambiamento del fenotipo e del genotipo (cioè del patrimonio genetico) degli individui di una specie. Essa è riconducibile all’opera di Charles Darwin e alla genetica. La definizione di evoluzione ha costituito una vera e propria rivoluzione nel pensiero scientifico e ha ispirato numerose teorie e modelli in altri settori della conoscenza. Le posizioni degli studiosi erano divise in due grandi correnti di pensiero: da un lato, una natura in continuo cambiamento, dall’altro una natura immutabile. Della prima corrente facevano parte filosofi vicini all’Illuminismo francese. Lo scienziato definiva le varie specie come entità create una volta e incapaci di modificarsi .Le scoperte di Mendel e Morgan nel campo della genetica, i progressi della biogeografia hanno conferito validità alla teoria dell’evoluzione delle specie. All’inizio del XIX secolo iniziarono a sorgere, tra gli studiosi di scienze naturali, i primi dubbi: negli strati rocciosi più antichi, infatti, mancano totalmente tracce fossili. Nel 1809 il naturalista Lamarck presentò per primo una teoria evoluzionista detta “ lamarckismo”, secondo cui gli organismi viventi si modificherebbero nel tempo adattandosi all’ambiente: l’uso o il non uso di determinati organi porterebbe con il tempo ad un loro potenziamento o ad un’atrofia. Tale ipotesi comporta un errore di fondo: l’ereditabilità dei caratteri acquisiti (una culturista non avrà necessariamente figli muscolosi).

Georges L. Chretien Cuvier, aveva elaborato “la teoria delle catastrofi naturali” secondo la quale la maggior parte degli organismi viventi nel passato sarebbero stati spazzati via da numerosi cataclismi e il mondo infatti sarebbe ripopolato dalle specie sopravvissute. Darwin formulò una nuova teoria evoluzionistica: durante il suo viaggio giovanile sul brigantino Beagle, si convinse che la “lotta per la vita” fosse uno dei motori principali dell’evoluzione. L’ambiente non può essere la causa primaria del processo di evoluzione in quanto tale ruolo è giocato anche dalle mutazioni genetiche. I principali meccanismi che partecipano in queste situazioni sono:

- meccanismi genetici( fattori innati)

- meccanismi ecologici (ambientali).

Due processi fondamentali determinano la sopravvivenza di caratteristiche: la selezione naturale e la deriva genetica. La selezione naturale è il fenomeno per cui organismi della stessa specie con caratteristiche differenti ottengono un diverso successo riproduttivo. Di conseguenza le caratteristiche che avvantaggiano la riproduzione diventano più frequenti di generazione in generazione. Grazie a tale meccanismo la selezione può eliminare i cambiamenti dannosi e mantenere quelli vantaggiosi. E’ anche importante evidenziare che la selezione è condizionata dall’ambiente.