Franz Boas e il diffusionismo

di Irma Lanucara

Sviluppatasi agli inizi del 900, la corrente diffusionista contesta l’ipotesi evoluzionistica, sostenendo che è l’interscambio culturale tra i diversi popoli a determinarne e a spiegarne sia le differenze che le somiglianze dei tratti comportamentali e degli elementi culturali.

La scuola britannica, in particolare, sostiene che sia le prime fondamentali innovazioni tecniche sia le prime significative elaborazioni spirituali, culturali e religiose dell’antico Egitto si siano “diffuse” in diversi altri paesi.

La scuola tedesco-austriaca sostiene che è possibile rintracciare e ricostruire il cosiddetto “cerchio culturale”, cioè l’origine della cultura, e il primitivo focolaio di civilizzazione dal quale quei determinati modelli culturali si sono diffusi in altre aree geografiche.

La scuola americana e elabora e approfondisce la “teoria delle aree culturali”, che dimostra come tra popoli ci sia stato sempre un interscambio e come questo abbia determinato la diffusione e l’assorbimento della cultura. Il vero fondatore dell’antropologia culturale americana è considerato Franz Boas.

Franz Boas nacque nel 1858 in Germania. La sua preparazione accademica fu variegata, ma ala fine decise di occuparsi di antropologia. Nel 1886 compì un viaggio nell’America settentrionale, durante il quale scoprì che il gruppo eschimese degli Jnuit possedeva una serie di categorie cromatiche che influenzavano la loro percezione del colore dell’acqua del mare e così giunse alla conclusione che persino le nostre percezioni possono venire influenzate da fattori culturali. Si trasferì negli Stati Uniti e iniziò una serie di studi etnografici sulle tribù indiane.

Il suo contributo più importante fu l’introduzione dell’approccio detto particolarismo storico: esso è un procedimento induttivo fondato sull’osservazione empirica di un gruppo culturale ben localizzato, volto a mettere in luce le strutture sociali peculiari a partire dal suo specifico sviluppo storico. L’affermazione di Boas secondo cui la cultura non esiste, ma esistono invece diverse culture, trova il suo fondamento proprio nell’idea che ogni gruppo etnico sia diverso da un altro per il carattere irripetibile della sua storia. Boas è stato il primo a introdurre il concetto di “relativismo culturale”, che è del resto l’inevitabile approdo del particolarismo storico. Questa tesi si fonda sull’assunto secondo cui ogni cultura ha una sua vivacità che la rende incomprensibile e impossibile da valutare a tutti coloro che non la studiano dal suo interno.