Il diritto della navigazione aerea

di Irma Lanucara

Il diritto della navigazione è l’insieme delle leggi che regolano l’attività di navigazione (esclusa la navigazione militare). Il termine “navigazione” si riferisce a tutte quelle attività che implicano l’uso del mezzo aereo (o della nave). Gli elementi da tenere presenti nella navigazione sono:

-         I mezzi (nave o aereo);

-         L’ambiente nel quale si svolge (mare o spazio aereo);

-         Gli obiettivi che si cerca di raggiungere (trasporto, commercio, svago, ecc.)

Il concetto di navigazione aerea riguarda inoltre anche la struttura in cui avviene il decollo e l’atterraggio, cioè l’aeroporto ed è un tipo di diritto che è anche internazionale, poiché riguarda anche i rapporti tra i vari stati.

Le fonti

Le fonti del diritto di navigazione sono primarie e secondarie: le primarie sono regolate solo dalla Costituzione, mentre le secondarie sono regolate dalle leggi. Il diritto della navigazione ha regole proprie, che non appartengono al diritto comune. Il codice navale afferma che nel momento in cui si dovessero creare delle situazioni alle quali non possono essere applicate le leggi del diritto di navigazione, allora bisognerà applicare il diritto comune (o civile). Quello che complica le cose è che, essendo la navigazione una materia che riguarda vari stati, allora bisognerà fare riferimento alle norme dei vari stati.

Il codice della navigazione prevede:

-         Regole comuni alla navigazione marittima e aerea;

-         Regole riguardanti solo la navigazione aerea;

-         Regole riguardanti solo la navigazione marittima.

La prima parte del codice si occupa della navigazione marittima e interna e comprende: l’ordinamento amministrativo, la costruzione e le proprietà della nave, l’attività di navigazione e gli elementi processuali. La seconda parte tratta della navigazione aerea e comprende: l’ordinamento amministrativo, della tecnica di navigazione aerea, dei beni che riguardano la navigazione aerea, della polizia degli aeroporti, della struttura dell’aereo e delle disposizioni processuali. La terza parte riguarda le disposizioni penali e processuali e la quarta parte riguarda le disposizioni complementari.

Perché una legge relativa alla navigazione venga accettata dall’ordinamento giuridico del nostro paese è necessario che venga approvate dal Parlamento.

Tra le fonti secondarie assumono una particolare importanza i regolamenti, divisi in base agli organismi che li emanano: abbiamo regolamenti governativi, ministeriali e quelli emanati dall’amministrazione della navigazione.

La normativa comunitaria

Come già accennato, le norme del diritto di navigazione spesso si devono integrare con quelle dell’Unione Europea. Nel caso in cui queste norme sono in contraddizione, allora è stato stabilito che dovranno prevalere quelle della Comunità Europea. Tra le norme più importanti riguardanti i trasporti aerei ricordiamo il regolamento n. 2407 del 23 luglio 1992, che stabilisce le regole per il rilascio delle licenze di esercizio dei vettori aerei.

Un altro importante aspetto è quello delle convenzioni internazionali: per evitare che ogni paese faccia delle norme diverse in materia di navigazione, sin dall’inizio del Novecento sono state stipulate delle convenzioni internazionali per fare in modo che in linea di massima ci siano le stesse leggi nell’ambito della navigazione aerea. Tra queste convenzioni ricordiamo:

-         La convenzione di Parigi (1919), che stabilisce la sovranità dello stato sullo spazio atmosferico che sovrasta il suo territorio;

-         La convenzione di Varsavia (1929), che stabilisce che, in caso di danni al passeggero, la responsabilità non deve essere tutta della compagnia aerea;

-         La convenzione di Chicago (1944), che sottolineò l’esigenza di far nascere e mantenere buoni rapporti tra i paesi, specie dopo la seconda guerra mondiale. Si fecero degli accordi riguardanti il trasporto aereo internazionale.