Il teatro come visione del mondo

tra cinquecento e seicento, commedia dell’arte e Shakespeare

Nel periodo che va dalla fine del ‘500 al ‘700 si afferma il teatro e questo accade per ragioni sociali e culturali: nelle corti diventa strumento di diffusione di idee politiche, mentre nelle classi più basse il teatro diventa strumento per esprimere la propria ribellione. Inoltre in questo periodo è la vita ad essere concepita come un teatro: nella vita, infatti, avviene spesso uno scambio tra realtà e finzione, ci si trova a dover impersonare vari ruoli, proprio come accade agli attori teatrali che devono portare una maschera.

In Italia il teatro non ha una particolare diffusione, probabilmente anche a causa della crisi economica che nel ‘600 attraversò il nostro paese. In Inghilterra invece ricordiamo Shakespeare e in Francia Molière.

IL TEATRO “REGOLARE” ITALIANO TRA FINE CINQUECENTO E SEICENTO

La tragedia viene concepita più come un testo da leggere piuttosto che da rappresentare in teatro. Anche la commedia letteraria perde la sua diffusione, se si fa eccezione per il Candelaio di Giordano Bruno.

Il melodramma costituisce invece una grande novità, grazie alla quale l’Italia manterrà il primato europeo fino a tutto l’Ottocento. Esso nasce a Firenze inizialmente da alcuni studi sul teatro greco, nel quale la musica aveva un ruolo molto importante. Il primo tentativo fu ad opera di Rinuccini con La favola di Dafne.

Importante da ricordare è anche il dramma pastorale, cioè un dramma che era ambientato in luoghi campestri. Un esempio è dato dall’Aminta di Tasso e dal Pastor fido di Guarini. Il dramma pastorale è scritto in endecasillabi e settenari.

LA COMMEDIA DELL’ARTE

La commedia dell’arte si dice appunto dell’“arte” nel senso che vuole valorizzare il talento artistico individuale. In questo periodo (siamo nel ‘600) quello dell’attore diventa un vero e proprio mestiere e nascono i primi teatri pubblici, distinti dalle corti.

La prima compagnia teatrale di professionisti nasce a Padova e nel Veneto si era affermata la “commedia degli zanni”. Anche le donne diventano attrici e assumono un ruolo molto importante, specialmente quando viene affrontato il tema amoroso.

Le caratteristiche principali della commedia dell’arte sono:

-         In primo piano ci sono i contrasti tra tipi di personaggi diversi e non più la trama o i dialoghi.

-         I personaggi sono personaggi-tipo, indicano cioè alcune caratteristiche umane e sociali; i personaggi comici parlano in dialetto e portano la maschera (Pulcinella, Arlecchino).

-         Il canovaccio (cioè il copione) non contiene i discorsi, ma solo i comportamenti che gli attori dovranno adottare.

La posizione della Chiesa nei confronti della commedia dell’arte era quella di contrastare questo tipo di teatro, proprio per il suo carattere improvvisato e poco controllabile e perciò spesso gli spettacoli venivano censurati.

La commedia dell’arte, come già accennato, ebbe un grande successo che attraversò secoli, fino ad arrivare ai nostri giorni. Le ragioni di tale successo sono da attribuire innanzitutto all’improvvisazione, al fatto cioè che gli attori diventano dei veri e propri professionisti, capaci di improvvisare scene senza avere un copione prestabilito. Inoltre il pubblico non è più un pubblico solo aristocratico: chiunque può entrare a teatro, è necessario solo pagare il biglietto. Questo fatto lo rende uno spettacolo accessibile a tutti e quindi in grado di raggiungere più persone.

SHAKESPEARE, IL TEATRO E NOI

Shakespeare è uno degli autori più famosi e importanti della tradizione europea, famoso in tutto il mondo. il motivo di questa celebrità è da attribuire al fatto che i drammi di Shakespeare parlano di argomenti universali, comuni a tutti gli uomini (l’amore, la morte, ecc.) e che vanno quindi al di là di un determinato contesto storico. Un altro aspetto è quello della centralità del personaggio: attraverso i suoi personaggi Shakespeare vuole trasmettere qualcosa di più grande della persona stessa, vuole trasmettere dei valori universali (come l’amore in Romeo e Giulietta). I personaggi dunque esprimono quei conflitti interiori che ogni uomo si trova a vivere.

VITA DI WILLIAM SHAKESPEARE

William Shakespeare è nato nel 1564 a Stratford upon- Avon. E’ senza dubbio uno dei drammatici più grandi ammirati e rappresentanti di tutti i tempi per l’universalità dei temi e il linguaggio straordinariamente ricco. Figlio di un guantaio e piccolo proprietario terriero, Shakespeare sposa a 18 anni una donna maggiore di lui da cui ha due figli. A 22 anni abbandona la famiglia per cercare fortuna a Londra dove diventa attore oltre che autore di testi e impresario teatrale. Raggiunto il successo, grazie all’appoggio del duca di Southampton, diviene nel 1599 proprietario di un teatro, il celebre Globe, dove fa rappresentare i suoi testi. Della sua vita privata si sa ben poco: le uniche notizie riguardavano vicende legali di scarsa importanza oppure le date di pubblicazione o di rappresentazione delle suo opere. Dopo aver accumulato una discreta fortuna, ritorna a Stratford dove vive da gentiluomo di campagna fino alla morte, avvenuta nel 1616.

I SONETTI E LE PRIME OPERE TEATRALI

Possiamo distinguere tre fasi nella produzione di S.:

-         In una prima fase S. sperimenta generi diversi, anche non riguardanti il teatro. In questo periodo ricordiamo i Sonetti e alcune tragedie (ricordiamo Romeo e Giulietta); i drammi storici, come Riccardo III.

-         La seconda fase coincide con la produzione teatrale più importante. Tra le tragedie ricordiamo Giulio Cesare, Amleto, Otello, Macbeth.

L’Amleto è una tragedia in cui il protagonista, che è appunto Amleto, deve vendicare la morte del padre, di cui scopre l’assassino perché gli viene rivelato da un fantasma. La vicenda si complica perché Amleto non riesce subito ad uccidere l’assassino del padre, a causa dal suo carattere incerto, e questo genera una serie di circostanze per le quali muoiono molti dei personaggi, tra i quali, alla fine, anche lo stesso Amleto. Il personaggio di Amleto rispecchia l’uomo moderno proprio per questa sua incertezza e incapacità di prendere decisioni.

Nell’Otello, invece, accade che il protagonista uccide la propria amata a causa di un inganno e poi si uccide a sua volta, quando viene a sapere che la sua amata, Desdemona, non lo aveva realmente tradito, ma era stata anche lei vittima dell’inganno.

-         Nella terza fase della produzione di S. ricordiamo in particolare la Tempesta, un romance di tipo fiabesco in cui l’autore immagina un mondo in cui prevalgono la giustizia e la serenità. Protagonista è il mago Prospero, che alla fine avrà il compito di educare gli uomini alla civiltà.