Sviluppo dell’ Inghilterra durante il regno di Elisabetta

della prof.ssa Irma Lanucara

Elisabetta I Tudor, figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, rifiutò di sposarsi per dedicarsi totalmente all’attività di governo e per incrementare lo sviluppo della sua nazione. Durante il suo regno infatti l’Inghilterra progredì decisamente nel campo economico e commerciale ed iniziò la sua potenza marittima e navale che la mise in primo piano nei secoli successivi. Inoltre in quel periodo la vita culturale e artistica rifiorì (in questo periodo si evidenzia ad esempio il contributo apportato dal drammaturgo W. Shakespeare).

Nel Medioevo le principali attività dell’Inghilterra erano state l’agricoltura e la pastorizia; nella seconda metà del XVI secolo si svilupparono le industrie e i commerci (in particolare lana, seta, merletti), soprattutto ad opera di commercianti e artigiani francesi e fiamminghi che si rifugiarono in Inghilterra per sfuggire alle persecuzioni religiose. Perciò l’isola divenne presto un attivo centro commerciale, nacquero le prime compagnie commerciali che svilupparono rapporti con paesi molto lontani. Non furono trascurati i rapporti col Nuovo Mondo e nel 1584 venne guidata una spedizione in America settentrionale che portò alla fondazione di una colonia, che fu detta “Virginia” in onore della regina Elisabetta.

Nello stesso tempo Elisabetta favorì, anche se in modo non ufficiale, l’attività dei pirati inglesi che, assalendo di sorpresa nell’Atlantico i pesanti galeoni spagnoli, rapinavano i loro preziosi carichi.

In campo religioso Elisabetta proseguì l’opera iniziata dal padre Enrico VIII, cercando di raggiungere un compromesso tra luteranesimo, calvinismo e cattolicesimo. I protestanti radicali si opposero e presero il nome di Puritani, in quanto volevano aderire alle forme pure della Riforma.

La politica commerciale  e marinara di Elisabetta limitava il dominio spagnolo nell’Atlantico (la Spagna fino ad allora era stata la maggiore potenza marittima). A ciò si aggiungeva pure la diversità religiosa tra i due sovrani: l’anglicanesimo di Elisabetta da un lato e il cattolicesimo di Filippo II dall’altro. Questa rivalità tra Spagna e Inghilterra ben presto portò ad una guerra, che ebbe come pretesto l’uccisione, ordinata da Elisabetta, della cattolica Maria Stuart. Dopo la morte del marito, il re di Francia Francesco II, Maria Stuart si trasferì in Scozia, dove cercò di combattere il calvinismo. Non potendo mettersi contro i nobili, cercò rifugio in Inghilterra, chiedendo la protezione di Elisabetta, che invece la tenne prigioniera per poi condannarla al patibolo. Perciò Filippo II si sentì offeso e decise di occupare l’Inghilterra con l’aiuto di una flotta potentissima, l’Invincibile Armata. Ma una tremenda burrasca distrusse gran parte delle navi spagnole, che furono anche assalite e distrutte dalla flotta inglese. La spedizione si concluse perciò disastrosamente (1588) e in seguito a questa grave sconfitta la Spagna perdette il dominio dei mari. Aveva inizio così la potenza navale dell’Inghilterra, mentre tramontava l’egemonia spagnola.