Alfred Weber

di Irma Lanucara

Alfred Weber (1868-1958 ), fratello del più famoso Max, resta tutt’ora una specie di oggetto misterioso. La critica lo ritiene troppo filosofo e dunque poco adatto a contribuire alla costruzione di una sociologia scientifica. Nel 1904 inizia ad insegnare economia politica e sociologia all’università di Praga. Sul piano sociologico Alfred Weber sviluppa una teoria “triarticolare” dei processi sociali, che può essere analiticamente così suddivisa:

a) i processi sociali provocati dalla perpetua spinta della volontà degli individui e dei gruppi sono fenomeni che hanno carattere ciclico e possono essere studiati utilizzando modelli idealtipici, concepiti da suo fratello Max;

b) i processi di civilizzazione, che scaturiscono dalla necessità dell’uomo di dominare la natura, sono processi universali e trasferibili che seguono ritmi di natura evolutiva, difficilmente controllabili;

c) i processi culturali, che sono frutto di forze psico-culturali che seguono uno sviluppo discontinuo e imprevedibile, condizionato dalla loro unicità e non trasmissibilità. Dalla confluenza di questi tre processi sorgono quei grandi corpi storici che Weber chiama “costellazioni storico-sociologiche”. Sotto questo aspetto, infine, sia la lotta di classe sia la guerra, come le altre forme storiche e sociali di conflitto, rientrano nell’alveo delle “costellazioni storico-sociologiche”. In Italia dei circa dieci libri scritti da Alfred Weber, ne è stato tradotto solo uno: Storia della cultura come sociologia della cultura. Ciò costituisce un vero peccato, perché Weber si è occupato anche di crisi dello stato moderno, di sociologia del tragico, filosofia della storia, socialismo libertario.