La sociologia di Auguste Comte

di Irma Lanucara

Auguste Comte (1789-1857), filosofo e sociologo francese, è considerato il padre fondatore del positivismo. Studiò alla Scuola Politecnica di Parigi e già a quattordici anni si propose di rinnovare il metodo di tutte le scienze, sulle ali dell’entusiasmo diffuso dalla rivoluzione francese.

Nel 1826 una violenta crisi nervosa lo costrinse ad entrare in manicomio; riuscì a riprendersi, ma il clima di ostilità che incontrò il suo Corso di Filosofia Positiva gli impedì di ottenere la cattedra di matematica alla Scuola Politecnica.

Nel 1846, in seguito alla morte dell’amata Clotilde de Vaux, si dedicò al progetto di una nuova religione.

Comte è il padre del positivismo e si dedicò più di ogni altro alla definizione di un altro sistema di pensiero che partisse dalle basi certe della fisica e del metodo sperimentale. Le leggi che regolano lo sviluppo dell’uomo e della realtà sono per lui leggi che possiedono la precisione e la determinazione delle scienze fisiche: il suo scopo è quindi quello di portare alla luce queste leggi in modo da possedere una conoscenza che possa agire sulla realtà concretamente.

Il termine “positivo”, da cui deriva positivismo, designa tutto ciò che è concreto, reale, sperimentabile, diverso da ciò che è astratto e metafisico, ma anche ciò che è utile al miglioramento materiale dell’uomo, diverso da ciò che appare inutile, non produttivo, ozioso. Con il positivismo si tratta di diffondere una nuova scienza sulle basi delle leggi concrete della natura e non fondata sulle sterili teorie metafisiche.

Alcuni tratti del positivismo sono:

1)      La scienza è l’unico metodo per raggiungere una vera conoscenza, in particolare le scienze naturali (fisica, chimica, biologia, astronomia).

2)      Lo studio della sociologia come indagine scientifica dei rapporti naturali che vincolano gli uomini. Secondo Comte anche i rapporti tra persone e tutto ciò che riguarda l’uomo è regolato da leggi scientifiche.

3)      L’ottimismo legato alla fiducia nella scienza, vista come una disciplina che può risolvere qualsiasi problema dell’uomo. La scienza tende ad aumentare il benessere degli uomini e l’approccio scientifico porta ad un progresso generale e costante delle qualità di vita.

4)      L’idea che la filosofia abbia il compito di organizzare e coordinare i risultati delle singole scienze specialistiche, ovvero la riduzione della filosofia da scienza prima a scienza generica con compiti di controllo.

La scienza positivista è per Comte il culmine di uno sviluppo storico ininterrotto verso la vera conoscenza delle cose; i modi in cui l’uomo si è accostato nel corso del passato a tale conoscenza sono principalmente tre, distinti da Comte in tre stadi:

1) Il primo stadio è quello teologico, cioè lo stato in cui l’uomo spiega l’ignota origine dei fenomeni attribuendo le cause a forze divine superiori.

2) Il secondo stadio è quello metafisico, cioè lo stato in cui l’uomo rifiuta la spiegazione divina e cerca nell’assenza astratta dei fenomeni la spiegazione di tutto.

3) Il terzo stadio è quello positivo, “scientifico”, cioè lo stato che si trova a vivere l’uomo moderno, il quale spiega i fenomeni studiando le leggi empiriche.

Nel positivismo si assiste a un importante cambiamento di prospettiva: l’uomo rinuncia alla ricerca dei perché delle cose, per concentrarsi sul “come” accadono. Questa nuova prospettiva è propria di tutta la scienza moderna e di larga parte della filosofia contemporanea. Mentre l’atteggiamento di chi vuol trovare il perché delle cose è sintomo dello stadio metafisico e teologico, l’atteggiamento positivista si limita ad identificare la legge che permette ai fenomeni e ai fatti di manifestarsi.

Comte afferma che le varie discipline scientifiche a lui contemporanee stanno per entrare o sono entrate nella fase positiva; tuttavia, in generale, la scienza non ha ancora aderito pienamente al positivismo. L’idea è che il pensiero positivo si sia affermato prima nelle scienze più semplici, quali la matematica, la fisica, l’astronomia e la biologia, e che le scienze il cui oggetto di studio è più complesso perché entra in gioco lo spirito dell’uomo, impiegheremo un tempo maggiore per diventare “positive”.

Comte è il padre riconosciuto della sociologia, con lui si fa avanti l’idea che il complesso delle relazioni umane sia regolato da leggi scientificamente determinabili. Dunque Comte crede nella possibilità dello sviluppo positivista delle scienze umanistiche, anche se è consapevole che tale sviluppo nella direzione positivista sarà per la sociologia più arduo rispetto, ad esempio, a quello della fisica. Per Comte la sociologia è un dovere, ma anche una necessità urgente, infatti solo studiando i problemi dell’uomo è possibile risolvere una volta per tutte le crisi che ancora tormentano le società e le nazioni. Per Comte, attraverso uno studio analitico e rigorosamente scientifico della società, è possibile risanare qualsiasi problema sociale e risolvere positivamente ogni questione politica.

Comte divide la sociologia in statica sociale e dinamica sociale:

1        La statica sociale si occupa di studiare le istituzioni sociali per ciò che sono in un determinato momento storico, al fine di trovare le connessioni che rendono possibile l’equilibrio sociale;

2        La dinamica sociale si occupa di definire le leggi del progresso sociale, ovvero i modi in cui le società si evolvono e i motivi di tale evoluzione.

Nell’ultimo periodo della sua vita Comte credette di poter diffondere ed affermare una vera e propria religione positivista.