Max Weber

di Irma Lanucara

Max Weber (1864-1920) è stato un economista, sociologo, filosofo e storico tedesco. Larga parte del suo lavoro di pensatore e studioso riguardò la razionalizzazione nell’ambito della sociologia della religione e della sociologia politica, ma i suoi studi diedero un contributo importante anche nel campo dell’economia. La sua opera più famosa è il saggio L’Etica Protestante e lo spirito del capitalismo: in questo studio di sociologia Weber sviluppa la tesi secondo la quale la condotta di vita ascetica, propria del calvinismo, ebbe un influsso decisivo sulla genesi del capitalismo moderno. L’etica protestante è interpretata come una “molla” che ha contribuito a far scattare un processo di razionalizzazione unico sul piano storico, eppure di portata universale. Il metodo e il risultato di quest’analisi sociologico-metodologica hanno condizionato il dibattito fino a oggi,con il quale iniziò le sue riflessioni sulla sociologia della religione. Grazie a un’ingente rendita privata derivata da un’eredità, nel 1907 riuscì comunque a dedicarsi liberamente a tempo pieno ai suoi studi, che spaziarono dall’economia al diritto, dalla filosofia alla storia comparata ed alla sociologia, senza essere costretto a ritornare alla docenza. La sua ricerca scientifica affrontò problemi teorico-metodologici cruciali e svolse complesse indagini storico-sociologiche sulle origini della civiltà occidentale e sul suo posto nella storia universale. Durante la prima guerra mondiale prestò servizio come direttore degli ospedali militari di Heidelberg e al termine del conflitto tornò all’insegnamento con una cattedra di economia prima a Vienna e nel 1919 a Monaco di

Baviera, dove guidò il primo istituto universitario di sociologia in Germania. Benché in vita fosse considerato uno storico e un economista, Max Weber è ritenuto come uno dei fondatori della sociologia moderna, assieme a Karl Marx ed Emile Durkheim. Molte delle sue opere furono raccolte, revisionate e pubblicate dopo la sua morte. Interpretazioni fondamentali furono prodotte da grandi sociologi come Talcott Parsons e C.Wright Mills. Nell’opera postuma Sociologia della religione, Weber mostrava negli studi sull’etica economica delle religioni universali (confucianesimo, taoismo, induismo), come in nessun’altra civiltà che non fosse l’Occidente moderno si sia verificata una correlazione come quella che si è stabilita tra etica protestante e mentalità capitalistica. Importante fu anche il suo intervento nel campo della sociologia urbana. Analizzando l’opera Sociologia del potere, si possono trarre svariati tratti caratterizzanti le forme di legittimità carismatica. Il popolo è portato affettivamente a sottomettersi al carisma del signore, il quale è dotato di virtù soprannaturali (eroismo,ecc.) che non sono mai esistite.

Weber introduce i presupposti fondamentali della sociologia: il postulato dell’assenza dei giudizi di valore, il concetto del comprendere, il concetto del tipo ideale. Secondo il sociologo, infatti, i giudizi di valore dovrebbero essere esclusi dalle indagini sociologiche così come da qualsiasi altro campo del sapere, in quanto ne metterebbero in discussione l’oggettività. Con il concetto del comprendere, sviluppato in seguito nel saggio del 1913 Alcune categorie della sociologia comprendente, Weber propone di comprendere l’agire sociale attraverso un procedimento interpretativo, che include uno studio del “senso orientante”, per spiegarlo quindi causalmente nel corso e nei suoi effetti. Infine, attraverso il concetto di tipo ideale, Weber tenta di rilevare delle caratteristiche ricorrenti, ad esempio come la razionalità dell’agire economico. Nel 1909 Weber fonda con altri la Società tedesca di sociologia a Berlino.