Il diritto del lavoro

di Irma Lanucara

Chi possiede un’impresa spesso ha bisogno che all’interno di essa lavorino altre persone. Il fatto che l’imprenditore debba cercare delle persone che lavorino per lui è regolato da diverse fonti disciplinari, che possono essere interne o estere.

Tra le fonti interne abbiamo:

  • La Costituzione, che da un grande valore al lavoro, come testimonia quanto si afferma nell’art. 1: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Inoltre si afferma anche che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione che sia proporzionata al lavoro che svolge. Importante è anche ricordare che all’interno della Costituzione viene sottolineata l’importanza di tutelare il lavoro femminile e del diritto di sciopero.

  • Nell’ambito della legge ordinaria abbiamo una parte, il codice civile, che tratta in modo particolare il diritto del lavoro. Un’altra norma fondamentale è il cosiddetto Statuto dei lavoratori.

  • Il contratto collettivo di lavoro è quel contratto che viene stipulato tra il sindacato dei lavoratori e l’associazione sindacale degli imprenditori al fine di stabilire le regole che dovranno essere rispettate nel momento in cui viene fatto un contratto.

  • Il contratto di lavoro individuale si ha quando un datore di lavoro propone un contratto lavorativo ad un singolo lavoratore. Il contratto di lavoro individuale dovrà rispettare le stesse regole del contratto di lavoro collettivo, a meno che non si voglia creare una situazione più favorevole per il lavoratore (ad esempio dargli uno stipendio maggiore rispetto a quello previsto dal contratto collettivo).

  • Il contratto di lavoro subordinato riguarda la situazione del lavoratore subordinato, ovvero di colui che si obbliga a prestare il proprio lavoro intellettuale e manuale sotto la direzione dell’imprenditore che ne cura la retribuzione.

 

Obblighi nascenti dal contratto

Gli obblighi principali del lavoratore sono:

  • Obbligo di obbedienza: il lavoratore deve osservare le regole stabilite dai suoi superiori e deve rispettare l’orario di lavoro.

  • Obbligo di fedeltà: il lavoratore non deve fare affari con altre imprese.

Se il lavoratore non rispetta questi obblighi può essere soggetto a sanzioni disciplinari, fino ad arrivare al licenziamento.

Gli obblighi del datore di lavoro sono:

·        Dare al lavoratore lo stipendio che gli spetta;

·        Dare almeno un giorno di riposo alla settimana e le ferie;

·        Provvedere all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro;

·        Tutelare il lavoratore dal punto di vista fisico e morale;

·        Se il lavoratore dovesse svolgere un lavoro che appartiene ad una categoria superiore, il datore di lavoro dovrà dargli una maggiore retribuzione.

I lavoratori vengono divisi dalla legge in quattro categorie:

1.      Il dirigente, che è quello che ha maggiore professionalità e responsabilità;

2.      I quadri, che sono una via di mezzo tra dirigenti e impiegati;

3.      Gli impiegati, che collaborano alle dipendenze dei superiori e non possono prendere decisioni;

4.      Gli operai, che svolgono essenzialmente un’attività manuale.

Durata e scioglimento del rapporto di lavoro

Il contratto di lavoro può essere a tempo determinato (per un certo periodo) o indeterminato (senza una scadenza). È possibile stipulare un contratto di lavoro che preveda un periodo di prova, al termine del quale il datore di lavoro deciderà se assumere o meno l’interessato.

Il rapporto di lavoro si può sciogliere per:

·        Dimissioni: quando il lavoratore decide di sciogliere il contratto, avvisando per tempo il datore di lavoro;

·        Licenziamento: il datore di lavoro può licenziare il lavoratore ed entro un certo periodo di tempo il lavoratore può richiedere il motivo del licenziamento (qualora il datore di lavoro non glielo avesse dato;

·        Morte del lavoratore: in questo caso bisogna provvedere a retribuire un’indennità di anzianità (?);

·        Termine del contratto a tempo determinato.

 

Il diritto sindacale

Cos’è un sindacato? Il sindacato è un ente che rappresenta i lavoratori delle varie categorie, che si riuniscono per difendere i loro interessi. Nascono durante la rivoluzione industriale, quando sorsero le fabbriche e per i lavoratori divenne necessario difendere i loro diritti.

È importante ricordare, per quanto riguarda il diritto sindacale, lo Statuto dei Lavoratori (1970), in cui tra l’altro si stabilisce:

-         Il diritto di formare associazioni sindacali;,

-         Il divieto di licenziare un lavoratore ad esempio perché partecipa ad uno sciopero, cioè una forma di astensione collettiva dal lavoro.

 

La legislazione sociale

La legislazione sociale riguarda quell’insieme di norme che assicurano un livello di vita dignitoso a tutti i lavoratori. La legislazione sociale riguarda:

-         L’assistenza sociale, cioè quella forma di assistenza rivolta ai cittadini inabili, che hanno diritto al mantenimento e all’assistenza;

-         La previdenza sociale (pensione, disoccupazione, ecc.), che è rivolta ai lavoratori attraverso gli organi di pubblica amministrazione. Tali organi possono dare tali contributi attraverso la riscossione delle imposte (tasse) e attraverso il contributo dei singoli lavoratori.