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EPICUREISMO

di Laura

E’ la prima scuola ellenistica, fondata da Epicureo. Per noi oggi ha un significato negativo, perché si definisce “epicureista” sostanzialmente chi è libertino, dedito ai piaceri. E’ un significato che troviamo anche in Dante. E’ sbagliato, però, perché gli Epicurei hanno studiato il problema del piacere e della felicità, ma per loro il piacere sommo era costituito dallo studio intellettuale, dal sapere, non dal piacere materiale dei corpi.


PUNTI DI FONDO

1. La canonica, da “canone”, cioè “regola”, “teoria”. Si tratta di una teoria della conoscenza. Secondo gli epicurei, riprendendo i Sofisti, alla base del sapere vi sono le sensazioni. Una sensazione è sempre vera, perché arriva dai sensi. Casomai è il nostro cervello che sbaglia, perché ragionando può interpretare male le sensazioni. Questa è la sostanziale differenza fra gli Epicurei e i Sofisti e gli Scettici, perché secondo questi ultimi due, le sensazioni sono soggettive e quindi determinano un relativismo delle conoscenze. Ad esempio, per Protagora, lo stesso cibo è dolce per il sano, amaro per il malato. E’ vero, però, che vi sono sensazioni migliori di altre. E’ necessario guarire il malato, per fargli provare sensazioni più vere. Tuttavia, i Sofisti successivi negavano la conoscenza vera proprio sulla base della soggettività delle sensazioni, e così anche gli scettici.

2. La fisica. La teoria di Epicuro è atomistica (teoria valida anche oggi) ed è stata ripresa da Democrito e successivamente nel mondo romano da Lucrezio nel “De rerum natura”.
La teoria epicurea atomistica ha tre aspetti:
1) Se tutto è fatto di atomi anche l’anima alla morte del corpo si disgrega in atomi, e quindi non è immortale.
2) Non è vero che Epicuro e Lucrezio sono atei: credono negli dei, pur criticando le superstizioni religiose. La superstizione principale è che gli dei premiano o puniscano gli uomini a seconda del loro comportamento. Secondo Epicureo, infatti, gli dei vivono in mondi sparati, che Lucrezio chiama “Inter mundia” o “Intra mundia”.
3) La differenza con l’atomismo di Democrito sta nella teoria del “clinamen”. Secondo Democrito, gli atomi cadono nel vuoto in base alla legge di gravità, formano dei vortici e creano l’universo. Secondo Epicuro invece c’è il “clinamen” (da “clino”, “piegare”): gli atomi possono deviare dal loro corso verticale. Questo introduce nel rigido sistema meccanicistico di Democrito un principio di libertà, che si trasmette anche nel comportamento umano.

3. Il tetrafarmaco, cioè la teoria di come evitare il dolore e ricercare il piacere. Significa “quattro farmaci” e in questo modo cercano una serie di rimedi pratici all’infelicità, che vengono esposti nella lettera a Meneceo. Il dolore può essere di quattro tipi, con altrettanti rimedi:
1) Timore degli dei che ci premiano o puniscono in base alle nostre azioni. Questa paura è ingiustificata, perché gli dei risiedono negli “Inter mundia” e dunque non si preoccupano degli uomini.
2) Paura della morte, che va eliminata con la teoria atomistica: quando l’anima muore, essendo fatta di atomi, si disgrega. Quindi, quando c’è l’anima non c’è la morte e quando c’è la morte non c’è l’anima. Essendo anima e morte completamente separati, non possiamo avere paura di una cosa che non sperimentiamo.
3) Il male inferiore alla morte non è così grave perché non ci causa la morte, e dunque lo possiamo sopportare. Quand’anche fosse così insopportabile, ce ne libera la morte.
4) L’infelicità. La felicità si raggiunge con i veri piaceri, e qui si ricollega la teoria dei piaceri.

4. Distinzione fra piaceri necessari e naturali:
- Piaceri necessari e naturali, piaceri da seguire: mangiare…
- Piaceri naturali, ma non necessari: mangiare cibi raffinati, sessualità…
- Piaceri non naturali e non necessari: falsi piacere, egoismo, desiderio di ricchezza…
- Il massimo piacere, per Epicuro, è il piacere spirituale, il sapere.

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