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L'obbligazione

Il contenuto dell’obbligazione è costituito dalla prestazione, essa è il comportamento che il debitore deve tenere per la realizzazione dell’interesse del creditore.

La prestazione può consistere in un DARE ( es. la consegna di merce), in un FARE (es: l’attività lavorativa), o in un NON FARE ( es: astensione dal fare concorrenza).

 La prestazione viene considerata sia come comportamento, sia come risultato di un comportamento.

 Si parla a questo proposito di obbligazione di mezzi e obbligazioni di risultato.

Nelle obbligazioni di mezzi il debitore assume l’obbligo di tenere un certo comportamento, senza garantirne il risultato ( es: l’avvocato che assiste nel processo ma non garantisce la vittoria ; il medico ti cura ma non può assicurarti la guarigione.).

 Nelle obbligazioni di risultato, invece, la prestazione è individuata sulla base del risultato che da essa ci si attende e il cui raggiungimento è garantito dal debitore. (es: il sarto si impegna a realizzare quel vestito commissionatogli dal cliente)

 In base all’art. 1174 c.c. la prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica (patrimonialità della prestazione) e deve corrispondere ad un interesse anche non economico ( es: culturale,ricreativo, sportivo) del creditore.( es: si pensi a chi frequenta una palestra per migliorare la propria forma fisica.

 La prestazione deve avere determinate caratteristiche, essa deve essere:

LECITA, cioè non contraria alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.

POSSIBILE, sia materialmente ( cioè consentita dalla natura delle cose) sia giuridicamente, cioè permessa dall’ordinamento giuridico:

DETERMINATA o DETERMINABILE vale a dire che non è specificata sin dall’inizio, devono essere almeno individuati i criteri per determinarla in seguito / es: ti vendo queste azioni al prezzo che risulterà dalle quotazioni della borsa di Milano.

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      PATRIMONIALITA’  DELLA  PRESTAZIONE

  Art. 1174 Carattere patrimoniale della prestazione

 La prestazione che forma oggetto dell'obbligazione deve essere suscettibile di valutazione

 economica    e deve corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del creditore.

   Art. 1322 Autonomia contrattuale

 Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge .

 Le parti possono anche concludere contratti che non appartengono ai tipi aventi una disciplina particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.

 LA  DISPOSIZIONE  CODICISTICA  SOPRA  RIPORTATA  SI  PUÒ  SCOMPORRE  IN  DUE  STATUIZIONI  FONDAMENTALI,  L’UNA  IN  ORDINE  ALLA  NATURA  E  ALLA  PRESENZA [1]  DELL’INTERESSE  DEL  CREDITORE,  L’ALTRA  RELATIVA  ALLE  CARATTERISTICHE  DELLA  PRESTAZIONE.

 LA  STATUIZIONE  RELATIVA  ALLA  NATURA  DELLA  PRESTAZIONE  PONE  UN  CRITERIO  FONDAMENTALE  PER  DISTINGUERE  LE  “OBBLIGAZIONI  IN  SENSO  TECNICO”  DAGLI  ALTRI  OBBLIGHI  GIURIDICI[2].

 LA  PATRIMONIALITA’  E’  PERTANTO  UN  CARATTERE  SPECIFICO  DELL’OGGETTO  DELL’OBBLIGAZIONE  ESPRESSAMENTE  ENUNCIATO  DALLA  LEGGE[3].

 INVERO,  PONENDO  IL  REQUISITO  DELLA  PATRIMONIALITA’  IL  LEGISLATORE  HA  STABILITO  LA  SUA  FUNZIONE  DEFINITORIA [4]NEL  SENSO  CHE  CONTRIBUISCE  A  STABILIRE  A  QUALI  OBBLIGHI  PRIVATISTICI  SI  APPLICHI  DIRETTAMENTE  LA  DISCIPLINA  PREVISTA  DAGLI  ARTT. 1173 ss.  E  QUALI  ACCORDI  DI  DIRITTO  PRIVATO  SIANO  DIRETTAMENTE  SOGGETTI  ALLE  NORME  CONTENUTE  NEGLI  ARTT.  1321 c.c.[5]   [6].

 LA  TERMINOLOGIA  ADOTTATA  DAL  CODICE  CIRCA  LA  PARTE  “LA  PRESTAZIONE […]  DEVE  ESSERE  SUSCETTIBILE  DI  VALUTAZIONE  ECONOMICA”  E’  DA INTERPRETARE  SECONDO  UNA LARGA   ACCEZIONE .

NELLA  PRESTAZIONE  IL  VALORE  DI  SCAMBIO  PUÒ  ESSERE  IMMANE [7] O  RIFLESSO[8]

   LA  PRESTAZIONE  E’  CORRELATA  AD  UN  INTERESSE  ( APPREZZABILE)  DEL  CREDITORE,

INTERESSE  INDIPENDENTE,  DI  REGOLA,  DAL  CARATTERE  PECUNIARIO ,  CIOÈ  UN  INTERESSE  CONSUNTIVO :  L’INTERESSE  ALLA  PRESTAZIONE  NON  IMPLICA  CHE  LA  PRESTAZIONE  MEDESIMA  DEBBA  ARRECARE  UN  VANTAGGIO  ECONOMICO[9].

 LA  LIBERTA’  CONTRATTUALE  ,  PREVISTA  ESPRESSAMENTE  ALL’ART. 1322  c.c.,  DA  LA  POSSIBILITA’  AL  SOGGETTO  PRIVATO  DI  STABILIRE  IL  VARIO  CONTENUTO  NEGOZIALE,  FONDENDO  ANCHE  ELEMENTI  E  PARTI  DI  NEGOZI  TIPICAMENTE  PREVISTI  DALLA  LEGGE,  PURCHE’  DIRETTI  A  CONSEGUIRE  INTERESSI  NON  IN  CONTRASTO  CON  LE  NORME  IMPERATIVE,  L’ORDINE  PUBBLICO  E  IL  BUON  COSTUME.

  ALLA  LUCE  DELLA  TUTELA  RISARCITORIA  IL  CARATTERE  PATRIMONIALE  DELLA  PRESTAZIONE  APPARE  PROPRIAMENTE  COME  AGEVOLAZIONE  ALL’ATTUAZIONE  DEL  MECCANISMO  COERCITIVO PREVISTO  DAL  DIRITTO  IN  CASO  DI  INADEMPIMENTO .

IN  DEFINITIVA,  LA QUESTIONE  DELLA  PATRIMONIALITA’  E’    INTESA  COME  QUESTIONE  DI  RILEVANZA  GIURIDICA  DELL’OBBLIGO.


[1] LA  MANCANZA  DI  QUESTO  INTERESSE  IMPEDIREBBE  IL SORGERE  DELL’OBBLIGAZIONE,  MENTRE  IL  SUO  VENIR  MENO  NE  COMPORTEREBBE  L’ESTINZIONE

[2] NEL  SENSO  CHE  ESSO  DAREBBE  ALL’INTERPRETE  UNO  STRUMENTO  ESSENZIALE  PER  STABILIRE  QUALI  OBBLIGHI  SIANO  SOGGETTI  ALLA  DISCIPLINA  PREVISTA  DAGLI  ARTT.  1173 ss.  E  QUALI NO

[3] DA  QUI  SI  DICE  CHE  LA  PATRIMONIALITA’  E’  UN  REQUISITO  LEGALE  DELLA  PRESTAZIONE

[4] L’OBBLIGO  GIURIDICO  PRIVO  DI  CONTENUTO  PATRIMONIALE  NON  RIENTRA  NELLA  NOZIONE  NORMATIVA  DI  OBBLIGAZIONE,  MA  IN  QUANTO  ABBIA  UN  VALIDO  TITOLO,  LEGALE  O  NEGOZIALE,  ESSO  E’  PUR  SEMPRE  UN OBBLIGO  GIURIDICAMENTE  VINCOLANTE.

[5] I  PRIVATI  SONO  IN  GRADO  DI  CREARE  VINCOLI  NON  PATRIMONIALI  MA  TALI  VINCOLI  NON  SONO  OBBLIGAZIONI  E  GLI  ACCORDI  AL  ESSI  RELATIVI  NON  SONO  CONTRATTI

[6] COME  POSIZIONE  DI  DOVERE,  L’OBBLIGAZIONE  ESPRIME  UNA  NOZIONE  DIVERSA  DA  QUELLA  DI  SOGGEZIONE :  LA  SOGGEZIONE  E’  LA  POSIZIONE  PURAMENTE  PASSIVA  DEL  DESTINATARIO  DI  UN  POTERE  ALTRUI ;  IL  TITOLARE  DELLA  SOGGEZIONE  SI  LIMITA  A  SUBIRE  LE  MODIFICHE  ALLA   SFERA  GIURIDICA  PRODOTTE  DALL’ESERCIZIO  DELL’ALTRUI  POTESTA’

[7] IMMANE  VUOL  DIRE  CHE  E’  OBIETTIVAMENTE  ACCERTABILE   OVVERO  CHE  E’   RITENUTO ECONOMICAMENTE  RILEVANTE   DALLE  PARTI

[8] Può  DERIVARE  DA  “INDICI  DI  PATRIMONIALITA’ (  UN  CORRISPETTIVO,  UNA  CLAUSOLA  PENALE)  PATTUITI  ATTRAVERSO   LA  DEDUZIONE  DI  CLAUSOLE  NEL  CONTRATTO

[9] PUR  NON  AVENDO  VALORE  CREATIVO  DI  UTILITA’  ECONOMICHE,  SONO  COSTATE  SACRIFICI  PECUNIARIAMENTE  VALUTABILI

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      REQUISITI  DELLA  PRESTAZIONE

 Art. 1346 Requisiti

L'oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile (1418).

  LA  PRESTAZIONE  DEVE  ESSERE  POSSIBILE  :  AD  IMPOSSIBILIA  NEMO  TENETUR

L’IMPOSSIBILITA’  PUÒ  ESSERE  FISICA,  QUANDO  LA  PRESTAZIONE  E’  IMPOSSIBILE  IN  RERUM  NATURA;  O  GIURIDICA,  QUANDO  LA  PRESTAZIONE  PUR  NON  CONSISTENDO  DI  PER  SE’  IN  UN  ILLECITO ,  NON  E’  POSSIBILE  IN  CONSEGUENZA  DI  UN  DIVIETO  LEGISLATIVO  (  ES.  VENDERE  IL  FORO  ROMANO,  RES  EXTRA  COMMERCIUM).

 L’IMPOSSIBILLITA’  PUÒ  ESSERE  ORIGINARIA  O  SOPRAVVENUTA;  TUTTAVIA,  CON  OPPORTUNO  CRITERIO  DI  PRATICITA’,  L’OBBLIGAZIONE  E’  RICONOSCIUTA  VALIDA  QUANDO  LA  PRESTAZIONE  INIZIALMENTE  IMPOSSIBILE  DIVIENE  POSSIBILE  PRIMA  DELL’AVVERAMENTO  DELLA  CONDIZIONE  SOSPENSIVA  O  DELLA  SCADENZA  DEL  TERMINE  INIZIALE  (1347) 

 Art. 1347 Possibilità sopravvenuta dell'oggetto

 Il contratto sottoposto a condizione sospensiva o a termine  è valido, se la prestazione inizialmente impossibile diviene possibile prima dell'avveramento della condizione o della scadenza del termine.

 NELLO  STESSO  ORDINE  DI  CONCETTI,  L’IMPOSSIBILITA’  TEMPORANEA  NON  IMPEDISCE  L’ESISTENZA  DELL’OBBLIGAZIONE;  COSI’  DI  REGOLA  E’  VALIDA  L’OBBLIGAZIONE  DI  PRESTARE  COSE  FUTURE (1348)[1]  :  esempi  sono  i  frutti  naturali  (che  formano  ancora  parte  della  cosa  fruttifera)  possono  venire  in  considerazione  come  cosa  mobile  futura.

 Art. 1348 Cose future

La prestazione di cose future (820,1472, 2823) può essere dedotta in contratto, salvi i particolari divieti della legge [2](179, 458, 771).

 IN  OGNI  CASO,  PERCHE’  L’OBBLIGAZIONE  NON  ABBIA  VALORE,  L’IMPOSSIBILITA’  DEVE  ESSERE  ASSOLUTA;  SE  L’IMPOSSIBILITA’  DI  ESECUZIONE  E’  PARZIALE,  ANCHE  LA  NULLITA’  DELL’OBBLIGAZIONE  E’  PARZIALE  QUANDO  CIO’  CHE  RIMANE  POSSIBILE  ABBIA  UNA  ESISTENZA  AUTONOMA  ECONOMICAMENTE  UTILE  PER  LE PARTI  INTERESSATE

 IN  SINTESI,  LA  PRESTAZIONE  E’  POSSIBILE  QUANDO  E’  ASTRATTAMENTE  SUSCETTIBILE  DI  ESECUZIONE;  LA  POSSIBILITA’  DEVE  ESSERE ( COME  VISTO)  MATERIALE  E  GIURIDICA,  NEL  SENSO  CHE  NON  DEVONO  SUSSISTERE  IMPEDIMENTI  DI  FATTO  NE’  DI  DIRITTO  ALL’ADEMPIMENTO.

 LA  PRESTAZIONE  DEVE  ESSERE  LECITA  :  UNA  PRESTAZIONE  CHE  SIA  CONTRARIA  A  NORME  IMPERATIVE,  ALL’ORDINE  PUBBLICO  O  AL  BUON  COSTUME  NON  PUÒ  FORMARE  IL  CONTENUTO  DI  VALIDA  OBBLIGAZIONE            (  ILLICEITA’  DELL  QUOD  DEBETUR).[3]

 I  CRITERI  PER  VALUTARE  LA  CONTRARIETA’  AL  BUON  COSTUME  O  ALL’ORDINE  PUBBLICO  SONO  DISTINTI,  IN  QUANTO  IL  PRIMO  ATTIENE  ALLA  MORALE  SOCIALE  E  IL  SECONDO  AI  FONDAMENTI  DELL’ORDINAMENTO. 

  L’OGGETTO  DELL’OBBLIGAZIONE  PUÒ  ESSERE  DETERMINATO  O  DETERMINABILE  CIO' SI  SPIEGA PERCHE’  LA  NATURA  VINCOLANTE  DELL’OBBLIGAZIONE,  COME  LIMITAZIONE  ALLA  REGOLA  GENERALE  DI  LIBERTA’  DEVE  TROVARE  UNA  PRECISA  CAUSA  E  DEVE  ESSERE  CONTENUTA  ENTRO  PRECISI  LIMITI  OBIETTIVI.

 NON  E’  NECESSARIO  CHE  IL CONTENUTO  DELLA  PRESTAZIONE  SIA  CERTO  ED  INDIVIDUATO  SIN  DAL  PRINCIPIO,  BASTA  CHE  FIN  DALL’INIZIO  ESISTANO  GLI  ELEMENTI  NECESSARI  PER DETERMINARE  LA  PRESTAZIONE  QUANDO  DOVRA’  ESSERE  ESEGUITA.

 QUESTA  DETERMINAZIONE  DEL  CONTENUTO    PUÒ  ESSERE  LASCIATA  A  UN  ELEMENTO  ESTRINSECO,  OPPURE  ALLE  PARTI  O  ALL’EQUO  ARBITRIO  DI  UN  TERZO  (  ARBITRATORE-  ARBITRIUM   MERUM    DELLA  DETERMINAZIONE  DELLA  QUALITA’  DI  UNA  DATA  MERCE  O  DEL  PREZZO  DI  UNA  PRESTAZIONE -  CASI  DI  CONTROVERSIE  ECONOMICHE)

 Art. 1349 Determinazione dell'oggetto

Se la determinazione della prestazione dedotta in contratto è deferita a un terzo e non risulta che le parti vollero rimettersi al suo mero arbitrio, il terzo deve procedere con equo apprezzamento. Se manca la determinazione del terzo o se questa è manifestamente iniqua o erronea, la determinazione è fatta dal giudice.

La determinazione rimessa al mero arbitrio del terzo non si può impugnare se non provando la sua mala fede. Se manca la determinazione del terzo e le parti non si accordano per sostituirlo, il contratto è nullo .

Nel determinare la prestazione il terzo deve tener conto anche delle condizioni generali della produzione a cui il contratto eventualmente abbia riferimento.


[1] A  PATTO  CHE  LA  COSA  VENGA  AD  ESISTENZA

[2] I  LIMITI  LEGALI  RICHIAMATI  DALL’ART. 1348  SONO  IL  DIVIETO  DI  FARE  CONTRATTI  SULLE    FUTURE  SUCCESSIONI  E  LA  NULLITA’  DELLE  DONAZIONI  DI  BENI  FUTURI.

SONO  INVECE  ESPRESSAMENTE  PREVISTE  LA  VENDITA  E  L’IPOTECA  DI  COSE  FUTURE  E  SONO  AMMESSI  ATTI  DI  DIPSOSIZIONE  SU  FRUTTI  DA  MATURARE.

Art. 1472 Vendita di cose future

Nella vendita che ha per oggetto una cosa futura (1348), l'acquisto della proprietà si verifica non appena la cosa viene ad esistenza. Se oggetto della vendita sono gli alberi o i frutti di un fondo, la proprietà si acquista quando gli alberi sono tagliati o i frutti sono separati (820).

 [3] LA  CAUSA  E’  INVECE  ILLECITA  QUANDO  LA  FUNZIONE  ECONOMICO-SOCIALE  CHE  GIUSTIFICA  IL  NEGOZIO  GIURIDICO  RISULTI  ESSERE  DIFFORME  AI  PARAMENTRI  NORMATIVI  E  MORALI  (  CUR  CONTRACTUM  EST ?)

NEL  PRIMO  CASO  LA  CONSEGUENZA E’  L’INADEMPIMENTO  E  LA  CONSEGUENTE  PRODUZIONE  DI  UN  EFFETTO  GIURIDICO  :  IL  RISARCIMENTO  DEI  DANNI;  MENTRE  NEL  SECONDO  CASO  SI  HA  IL  MANCATO  RICONOSCIMENTO  ALLA  VOLONTA’  DEI  SOGGETTI

della classe 4c 2005  Sezione serale
Istituto di Istruzione Superiore
"L. Scarambone"  Lecce

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