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L’attaccamento nelle comunità

aspetti sociali (sociologia)

“Ci sono ormai tali prove da non lasciare alcun dubbio sul fatto che la deprivazione prolungata di cure materne subita da un bambino può avere effetti gravi e prolungati sul suo carattere ed in tal modo su tutta la sua vita futura” (Bowlby)

La deprivazione emotiva nei bambini è una malattia sociale che distorce e degrada il tessuto della vita sociale; è responsabilità e dovere della società porre rimedio a questa malattia con una medicina sociale adeguata.

Il riconoscimento bowlbiano degli effetti traumatici della perdita e della separazione nell’infanzia hanno portato una rivoluzione nella cura dei bambini con la tendenza a curare i piccoli pazienti, per quanto possibile, in casa, per evitare potenziali effetti dannosi causati dalle istituzioni le quali non erano in grado di provvedere al bisogno di ogni singolo bambino di formare attaccamenti sicuri.
Non era soltanto la separazione dalla madre ad essere dannosa quando un bambino andava in ospedale, ma la mancanza di familiarità della corsia e il fatto che ogni protesta del piccolo paziente veniva scoraggiata punitivamente.
Una situazione analoga è avvenuta con la chiusura degli ospedali psichiatrici, rimpiazzati dalle “cure di comunità”.
Molti pazienti erano intensamente dipendenti dal personale sanitario che se ne prendeva cura e verso cui si era creato un legame di attaccamento; anche a causa del crescente isolamento dovuto ai ritmi della vita moderna, tali pazienti sono incapaci di creare nella comunità la rete di legami che hanno lasciato con l’ospedale psichiatrico.
Quando i pazienti furono dimessi e affidati alle cure saltuarie di strutture territoriali, si sperava che tutta questa rete di servizi potesse provvedere all’accudimento degli stessi dando loro la sensazione di sentirsi a casa. Questi posti avrebbero dovuto offrire calore fisico ed emotivo, sicurezza, stimolazione e capacità di dare risposte sensibili: semplicemente un posto dove si può “essere”.
I politici, alla ricerca di soluzioni facili e veloci, non hanno riconosciuto sufficientemente il bisogno di sostegno degli operatori, né il fatto che i pazienti psicologicamente danneggiati che hanno perso i loro attaccamenti avranno bisogno di molti anni in un posto stabile e sicuro prima di poter sperare di interiorizzare la propria esperienza e cominciare a migliorare.
L’attuale gestione delle accettazioni psichiatriche con infermieri diversi e operatori che cambiano continuamente, rinforza le difficoltà d’attaccamento del paziente e il suo senso di isolamento. Tale situazione è aggravata dall’avvicendarsi rapido dei pazienti nei letti dei reparti psichiatrici, creando una situazione esattamente contraria ai bisogni che questi pazienti hanno di formare gradualmente un attaccamento a una corsia e ad un gruppo di operatori.
Nel nostro Stato, come nella maggior parte del mondo, vi sono una serie di strutture destinate all’accoglienza di persone portatrici di disagio, fisico e/o psichico, determinate come segue.

- Strutture protette:

residenze collettive per ospiti con gravi deficit, in case protette o in reparti protetti, nelle case di riposo. Gli ospiti sono persone anziane affette da gravi deficit, tali da non poter consentire il compimento di attività elementari. Essi non possono superare il 10% del numero complessivo degli ospiti. L’assistenza socio-sanitaria è assicurata 24 ore al giorno per tutto l’anno soddisfacendo i bisogni primari ed assistenziali. La struttura deve comunque rendere un gradevole ambiente di vita. Il personale deve comprendere l’operatore socio-assistenziale, l’animatore, l’assistente sociale, l’ausiliario, l’infermiere, il terapista della riabilitazione, il medico e personale amministrativo. L’accessibilità alla struttura ed ai relativi spazi collettivi, ai nuclei abitativi e ai servizi generali deve essere assicurata nella sua totalità. Gli arredi e le attrezzature devono servire a migliorare l’autonomia degli ospiti facilitando il lavoro del personale.

- Case di riposo:

residenze collettive che forniscono agli anziani, parzialmente autosufficienti, prestazioni di tipo alberghiero, assistenziale, culturale, ricreativo, sanitario-riabilitativo, dirette al recupero e al miglioramento dell’autosufficienza. L’assistenza deve essere assicurata 24 ore al giorno per tutto l’anno, e deve garantire il soddisfacimento dei bisogni primari e assistenziali degli ospiti. La struttura deve garantire all’anziano un ambiente di vita gradevole con un’animazione tale da soddisfare il bisogno e stimolare la capacità di rapporto sociale, sollecitando interessi di tipo culturali e di creatività. La casa di riposo deve garantire anche il soddisfacimento dei bisogni sanitari dell’ospite oltre ai normali servizi di cucina, servizio pasti, lavanderia, stireria, pulizie generali. Il personale deve comprendere l’operatore socio-assistenziale, l’animatore, l’assistente sociale, l’ausiliario, l’infermiere, il terapista della riabilitazione, il medico e personale amministrativo. L’accessibilità alla struttura ed ai relativi spazi collettivi, ai nuclei abitativi e ai servizi generali deve essere assicurata nella sua totalità. Gli arredi e le attrezzature devono servire a migliorare l’autonomia degli ospiti facilitando il lavoro del personale.

- Case albergo e case di soggiorno:

forniscono servizio di tipo alberghiero ad ospiti con autosufficienza psico-fisica. Le case di soggiorno forniscono lo stesso servizio in località climatiche. Sono destinatarie di queste strutture le persone che, pur non necessitando di particolare assistenza socio-sanitaria, richiedono la soddisfazione di esigenze di socializzazione. Tali case forniscono servizio di carattere alberghiero, di socializzazione, rispetto delle diete necessarie, servizio di assistenza continua garantendo un pronto intervento in caso di necessità. Tali strutture vengono anche utilizzate per i normali servizi socio-sanitari del territorio, aperti a tutti i cittadini (ambulatorio medico e fisioterapico, servizio sociale, centro diurno per anziani). Il personale non sarà così qualificato come per le case protette e le case di riposo. Tra gli spazi collettivi sarebbe utile prevedere una palestra.

- Centri diurni per anziani:

forniscono servizio di assistenza a carattere integrativo e di sostegno alle attività domestiche e di relazione, assicurando agli anziani possibilità di vita autonoma e sociale e favorendo il rapporto di socializzazione e di attività ricreative e culturali. Essi sono destinati agli anziani ma devono essere accessibili a tutti senza distinzione di età. Il centro diurno potrà supportare le attività di assistenza sanitaria e domiciliare dell’anziano bisognoso. Può comprendere anche attività di ristoro, di ritrovo, di consulenza, attività culturali, ricreative e di socializzazione. Inoltre può offrire prestazioni sanitarie di terapia riabilitativa per gli utenti bisognosi. In sintesi, i centri diurni per anziani possono offrire attività di svago, impiego del tempo libero, attività culturali, servizio mensa, servizi sanitari, consulenza e segretariato sociale. Il personale è composto da un operatore con funzioni di organizzatore e animatore, ed altro personale con le qualifiche professionali a secondo delle attività prestate dal centro.

- Assistenza domiciliare:

E’ costituita dal complesso delle prestazioni socio-sanitarie prestate al domicilio di anziani, minori e handicappati per limitare il ricorso a strutture residenziali. I destinatari sono persone non autosufficienti, in situazioni di solitudine, che hanno difficoltà a mantenere rapporti con il mondo esterno. Le prestazioni fondamentali di tale assistenza sono di tipo domestico (aiuto per il governo della casa, pulizie, commissioni, spese), di tipo infermieristico, medico-riabilitative, educative e complementari (servizio pasti, stireria, lavanderia, barbiere, ecc.). Il personale è composto da ausiliario socio- assistenziale, infermiere professionale, educatore.

- Centri socio-educativi per handicappati:

Accolgono soggetti con notevole compromissione dell’autonomia delle funzioni elementari. Tali strutture mirano alla progressiva socializzazione dei soggetti, sviluppando le capacità residue degli stessi. L’assistenza è specifica, continua e personalizzata. Il centro deve garantire un numero minimo di ore al giorno di funzionamento. Vengono svolte attività educative indirizzate verso l’autonomia personale, attività psico-motorie, socializzazione, attività occupazionali, attività culturali, attività sanitarie. Il personale è composto da un responsabile, dagli educatori e dagli ausiliari.

- Centri residenziali per handicappati:

Sono residenze protette collettive che accolgono soggetti con gravi o gravissime limitazioni che necessitano di supporto assistenziale specifico. Gli ospiti sono persone anziane affette da gravi deficit, tali da non poter consentire il compimento di attività elementari. L’assistenza socio-sanitaria è assicurata 24 ore al giorno per tutto l’anno soddisfacendo i bisogni primari ed assistenziali. La struttura deve comunque rendere un gradevole ambiente di vita. Il personale deve comprendere l’operatore socio-assistenziale, l’animatore, l’assistente sociale, l’ausiliario, l’infermiere, il terapista della riabilitazione, il medico e personale amministrativo. L’accessibilità alla struttura ed ai relativi spazi collettivi, ai nuclei abitativi e ai servizi generali deve essere assicurata nella sua totalità. Gli arredi e le attrezzature devono servire a migliorare l’autonomia degli ospiti facilitando il lavoro del personale.

- Comunità alloggio:

La comunità alloggio è una soluzione residenziale che si propone per quelle persone in particolari condizioni esistenziali per cui non ricorrono i presupposti per il ricovero in residenze protette. E’ necessaria la presenza di un certo numero di operatori che condividono bisogni e necessità. Sono destinatari delle comunità alloggio i minori e le persone in difficoltà, soggette o meno a provvedimenti civili e amministrativi dell’Autorità Giudiziaria, persone in situazioni di devianza e di disadattamento, portatrici di handicap. È aperta 24 ore al giorno, tutto l’anno. Offre stimoli a maturare in senso psicologico, relazionale e sociale, mantenendo i rapporti con l’esterno e con la famiglia d’origine. Il responsabile organizza tutte le attività collaborando con gli educatori nelle attività giornaliere.

- Istituti educativo-assistenziali per minori:

Provvede alla ospitalità e alla educazione dei minori privi di famiglia o allontanati da essa a seguito di provvedimento dell’Autorità Giudiziaria per 24 ore al giorno, tutto l’anno. Le prestazioni servono a stimolare una maturazione psicologica, a curare l’integrazione con l’ambiente sociale, a promuovere e mantenere i contatti con la famiglia d’origine quanto non espressamente proibito dall’A.G.. Il responsabile organizza tutte le attività collaborando con gli educatori e con il personale ausiliario nelle attività giornaliere.

- Centri di pronto intervento:

Assicurano il soddisfacimento temporaneo di vitto e alloggio in attesa dell’individuazione di soluzioni più adeguate, per persone in difficoltà e a rischio di emarginazione. Funzionano 24 ore al giorno, tutto l’anno. Il responsabile organizza tutte le attività collaborando con gli educatori e con il personale ausiliario nelle attività giornaliere.

- Centri di aggregazione giovanili:

Accoglie tutti i giovani e gli adolescenti in condizione di emarginazione per l’occupazione del tempo libero dopo scolastico. Sono aperti tutti i pomeriggi ed a volte anche alcune sere. Vengono svolti vari lavori e varie attività. Il personale è composto dal responsabile e da educatori.

- Case vacanza e campeggi:

Sono per i minori e offrono un servizio residenziale temporaneo per il tempo libero. I minori si alternano con turni quindicinali. Sono coordinate da un direttore responsabile, dagli educatori e dal personale ausiliario.

- Centri ricreativi diurni:

Accolgono i minori rimasti nel luogo di residenza durante il periodo di vacanza. Vengono svolte attività educative, culturali, ecc. Vi sono operatori-animatori, personale di cucina e addetti alle pulizie.

- Asili nido:

E’ un servizio socio-educativo per la collettività rispondente al bisogno di socializzazione del bambino ed al suo armonico sviluppo psico-fisico. Vengono accolti i bambini da 0 a 3 anni. L’attività che viene svolta all’interno degli asili nido è di fondamentale importanza sia per lo sviluppo cognitivo che per quello affettivo del bambino. Essa è mirata a creare condizioni favorevoli per una crescita armonica. Il personale è composto da educatori, ausiliari addetti ai servizi e dal coordinatore.

Nicola Schiavone

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