|
Home
Tesine
Relazioni
Temi
Italiano
Latino
Storia
Matematica
Ecdl
Forum
maturità
Scienze
Inglese
Economia
Informatica
Università
Esami stato
Greco
Geografia
Filosofia
Diritto
Fisica
Arte
Elettronica
Elementari
Medie
Professionali
AltreMaterie
E-mail
Newsletter
| |
La confisca dei beni
Città di Santa Maria Capua Vetere
Progetto di Sicurezza Urbana Integrata
Bando per l’Assegnazione del Premio per la Legalità Destinazione Sociale dei
Beni Confiscati alle Mafie
Traccia
“La confisca dei beni appartenuti ai mafiosi e la loro destinazione a fini
sociali. Riappropriarsi dei luoghi dove le mafie hanno compiuto orrendi delitti,
come occasione di riaffermazione della legalità, di riscatto dei territori dal
condizionamento criminale, di rinascita e di concreta lotta culturale, oltre che
patrimoniale, alle mafie”
Svolgimento
Parlare di lotta alla mafia significa affrontare un argomento molto ampio e
difficile, sia per quanto riguarda cosa fare, sia per quanto riguarda il cosa si
dovrebbe fare di più. Su di essa, ci sarebbero da dire moltissime cose, ma il
tema che tratteremo, riguarda i beni confiscati dallo Stato e il loro
riutilizzo.
Per beni, intendiamo quelli mobili: denaro, conti correnti, automezzi,
apparecchiature informatiche o altre attrezzature; e quelli immobili: case,
terreni, fondi di qualsiasi tipo e aziende. Questi beni, in teoria, vengono
dapprima sequestrati dalle forze dell’ordine, poi successivamente confiscati,
quindi diventano proprietà dello Stato. Purtroppo non avviene sempre così o
almeno non in tempi brevi, infatti il processo che va dal sequestro alla
confisca è molto lungo e può capitare anche che dei beni sequestrati parecchi
anni prima, non siano ancora stati confiscati, a causa dei lenti processi
burocratici. Per l’organizzazione di questo tipo di beni, nel 2005, è nato il
progetto “Beni Confiscati” grazie al Ministero dell’Interno nell’ambito del
Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno, per
rafforzare ed ottimizzare lo strumento della confisca e delle misure di
prevenzione patrimoniale. Facendo una stima, ad oggi in Italia, si possono
contare circa 25500 beni sequestrati alla criminalità organizzata, solo 7000
confiscati e tra tutti solo 3000 hanno avuto una destinazione e quindi un
riutilizzo per la società. Secondo le Procure della Sicilia, a Trapani, su 80
beni confiscati, nessuno è stato assegnato o come a Siracusa, dove non risulta
nessun bene sequestrato e poi confiscato, come se la mafia non esistesse. Ogni
Comune a cui è stata assegnata una proprietà, decide la destinazione finale di
quel bene che nella maggior parte dei casi si assegna in concessione, a titolo
gratuito, a comunità, enti, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali,
comunità terapeutiche e centri di recupero per tossico-dipendenti. Molti esempi
ci sono in Campania, dove la maggior parte dei beni confiscati(713 su 1143), più
del 50 %, sono stati destinati, in un certo senso non è piacevole, perché
comunque questo dato indica un’elevata presenza di crimine organizzato, infatti
la Campania è seconda alla Sicilia in beni confiscati. Per cercare di riscattare
quei territori dove la mafia ha colpito, tutte queste attività sociali, vengono
concentrate in un punto ristretto, in modo che quei luoghi possano tornare a
rivivere. Infatti il vero problema non è la confisca dei beni, ma la
restituzione di quei terreni tolti alle brave persone martoriate dai tanti
soprusi dell’illegalità. Purtroppo tali problemi sociali, strano ma vero,
derivano in parte dalle stesse persone sfruttate dalla mafia, perché l’unico
modo per eliminare del tutto queste associazioni malavitose è denunciarle. La
maggior parte delle persone, testimoni di delitti o vittime stesse della mafia,
hanno paura di sporgere denuncia impedendo alle forze dell’ordine di porre fine
alle ingiustizie. Questo “silenzio” è chiamato comunemente OMERTÁ, base
fondamentale sulla quale il crimine organizzato fa leva, non solo tra i
componenti di uno stesso gruppo malavitoso, ma anche tra la povera gente.
Pazienza Stefano 01/02/1990
I.T.G.”P.L.Nervi” classe IV D
Libri
| |
Top ten
collaboratori
1-Paola Viale (451 file)
2-Vincenzo Andraous (231 file)
3-Alissa Peron (137 file)
4-Elena (84 file)
5-Sandro Borzoni (81
file)
6- A.Lalomia (79 file)
7-Luca Manzoni (68 file)
8-Francesco Avolio (51 file)
9- Silvia Sorrentino (47
file)
10-Rosalia Di Nardo (38 file)
|