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Con la voce

Approfondimento disciplinare di Musica per scuole elementari

di Maria Paola Viale

Gli studi recenti sullo sviluppo della comunicazione si sono indirizzati da una parte verso l’apprendimento  del linguaggio verbale e, dall’altra, verso l’apprendimento della competenza comunicativa come interdipendenza ed integrazione tra i linguaggi, verbali e non verbali. È stato dimostrato che nella fase prelinguistica dello sviluppo si può attribuire al bambino una competenza comunicativa, fondata sulla possibilità di comunicare attraverso canali e modalità non verbali. Anzi si può sostenere che i sistemi di comunicazione preverbale costituiscono la base per l’acquisizione del linguaggio verbale. Per questo motivo, si possono “progettare” attività didattiche  che abbiano come finalità il potenziamento e lo sviluppo della competenza comunicativa del bambino utilizzando sia il linguaggio verbale che quello “musicale”. Anche   il linguaggio musicale offre un ventaglio di attività sperimentando nuovi percorsi suggeriti dalle emozioni.

Le proposte operative al fine di “giocare con la voce” saranno suddivise  in due obiettivi educativi: il primo riguarderà attività ludiche e giochi che utilizzano la bocca come “teatro della fantasia e del gioco” , per potenziare nel bambino la capacità di servirsi della bocca di esprimersi, per parlare, per giocare , per comunicare; il secondo obiettivo riguarderà esplicitamente la conoscenza delle funzioni del linguaggio corale e le stesse funzioni della comunicazione, in senso più generale, che possono essere arricchite dalla musica

Pertanto,l’insegnante promuoverà un primo “blocco di giochi” riguardanti, in maniera più dettagliata, l’emissione di svariati suoni con la bocca  con una serie di suggerimenti sul come renderli significativi e “stimolanti”. Così l’educatrice proporrà ai bambini  tutti i “rumori “ possibili fare con la bocca, tipo: tosse, risolini, grida, soffi ecc. Subito dopo, la proposta può essere arricchita proponendo un racconto nel quale i bambini possono esprimersi solo esclusivamente con questi rumori della bocca.

Sempre lavorando sui suoni prodotti dalla bocca, questa volta sarà l’educatrice ad indicare ai bambini quali suoni emettere, lavorando sulle vocali e le consonanti dell’alfabeto, per offrire i suoni da “manipolare” da “sperimentare”. 

È importante, per il corretto uso della nostra voce che l’educatrice proponga delle attività per il corretto uso della voce.

É fondamentale conoscere   le caratteristiche vocali dei bambini con i quali si opera. La voce infantile ha un timbro chiaro, cristallino e si estende su suoni piuttosto acuti; le corde vocali sono ancora sottili e molto elastiche. La gamma dei suoni che possono produrre è molto ampia ma per il canto l’estensione utilizzabile è molto contenuta e varia con il crescere dell’età.

 “Per il bambino di tre anni la Fascia di Estensione Vocale (F.E.V.) è rappresentata indicativamente da: re - la. Si inizierà a cantare usando proprio questa estensione; ogni insegnante sceglierà canti che siano accessibili  ad ogni bambino del proprio gruppo e, almeno inizialmente che siano brevi, ripetitivi, estesi su pochi suoni, che usino un linguaggio semplice e affettivamente vicino al loro mondo. I canti, che dovranno avere anche un ritmo piuttosto semplice, dovranno essere intonati nella F.E.V. propria dell’età dei bambini con cui si lavora anche quando sono scritti in altra tonalità.

Con un allenamento adeguato e graduale si potrà raggiungere presto l’estensione di un’ottava ma è buona norma non forzare mai i bambini a raggiungere i suoni più gravi.

L’emissione e’ un gesto complesso legato a molte variabili .La gamma dei suoni che si realizzano su altezze diverse, ma che risultano di “colore” uguale, forma quello che in musica si chiama timbro. Perciò la voce si può considerare come uno “strumento musicale” che proprio attraverso il timbro ci distingue gli uni dagli altri e posso dire , per esperienza personale, che solo con una corretta educazione dell’emissione vocale , il bambino potrà usufruire pienamente di questo prezioso “Strumento musicale”.

di Maria Paola Viale

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