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Figure retoriche

prof.ssa Giovanna Vigan

1) Metafora (o catacresi)

Implica una relazione di somiglianza

polmoni della citt

Sei un leone

lo spirito dell'uomo

Il piede del tavolo

Or se' tu quel Virgilio e quella fonte

che spandi di parlar s largo fiume? (Dante, Inferno, I)

Gemendo

il fior de' tuoi gentili anni caduto (Foscolo, In morte del fratello Giovanni)

 

2) allusione

Consiste nell'assumere immagini o parole di altro autore, non per appropriarsene (plagio), ma contando sul riconoscimento da parte del lettore

O voce di colui che primamente

conosce il tremolar della marina... (D'Annunzio)

Conobbi il tremolar della marina...(Dante)

 

3) metonimia

Implica una relazione di contiguit. Si ha il passaggio da un campo semantico a uno contiguo

Produttore per il prodotto:

leggo Platone, Dante

Materia per l'oggetto:

brandire il ferro

che tronca fe' la trionfata nave

del maggio pino (Foscolo, Dei Sepolcri)

Contenente per contenuto:

Cittadino Mastai, bevi un bicchier (Carducci)

metonimia

Concreto per astratto:

Hai del fegato

non amo la parentela

Or di riposo

paghi viviamo, e scorti

da mediocrit (Leopardi, Ad Angelo Mai): "mediocrit vale per "uomini mediocri"

Causa per effetto e viceversa:

talor lasciando le sudate carte (Leopardi, A Silvia): studio faticoso che fa sudare sui libri

sento le campane

Astratto collettivo per concreto:

guadagna la vita col sudore della fronte

 

4) sineddoche

La sostituzione riguardata sotto il profilo dell'estensione, della quantit

La parte per il tutto

Ritornava la rondine al tetto (Pascoli, X Agosto)

Alla poppa raminga le ritolse

l'onda incitata degli inferi dei (Foscolo, Dei Sepolcri)

Il tutto per la parte

ha vinto l'oro nelle olimpiadi

Il singolare per il plurale

l'italiano sentimentale

Il plurale per il singolare

ha mogli e figli (= un figlio solo)

Il genere per la specie

muggire armenti (=buoi)

La specie per il genere

L'infelicit dei mortali (=uomini)

 

5) adynaton

Dichiara l'impossibilit di un evento, subordinandolo ad altro ancora pi impossibile

 

Prima divelte, in mar precipitando

Spente nell'imo strideran le stelle,

Che la memoria e il vostro

Amor trascorra o scemi. (Leopardi)

6) allegoria

E' una sorta di metafora continuata, estesa, per cui nozioni astratte, significati morali, si traducono in immagini pittoriche. Assai usata nel Medioevo.

 

Una donna soletta che si ga (= la Sapienza)

Cantando e scegliendo

Fior da fiore

Ond'era pinta tutta la sua via (Dante)

 

7) allitterazione

Ritmico ritorno di sillaba o fonema iniziale in parole legate dal senso

a. di folklore e di lingua corrente

Piantare baracca e burattini

Sudare sette camicie

a. connotativa espressiva

Breve pertugio dentro la muda,

La qual per me ha il titol de la fame

E 'n che convien ancor ch'altri si chiuda (Dante)

Ascoltando il canto

della rana rimota alla campagna (Leopardi, Le ricordanze)

a. connotativa iconica

Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge (Foscolo)

Un sordo sngaulo subito spento (Pascoli, Suor Virginia)

 

8) allusione

Consiste nell'assumere nel proprio testo immagini o parole di altro autore, non per appropriarsene (plagio), ma contando sul riconoscimento da parte del lettore

 

O voce di colui che primamente

Conosce il tremolar de la marina (D'Annunzio)

Conobbi il tremolar de la marina (Dante)

 

9) anacoluto

E' un costrutto sintattico "privo di compagnia" o di sostegno

 

Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro (Manzoni)

Un uomo che porta, la testa gli d noia (Jahier, Ritratto del soldato Somacal Luigi)

 

10) anadiplosi

Ripresa di un gruppo di parole dell'ultimo membro all'inizio del successivo

 

Questa voce sentiva

gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita (Saba)

 

11) anafora

Detta anche epanafora la ripetizione che avviene all'inizio di pi versi, o frasi, o membri di frase

 

Dagli atri muscosi, dai fori cadenti

dai boschi, dall'arse fucine stridenti

dai solchi bagnati di servo sudor (Manzoni, Adelchi, coro atto III)

 

Sei la voce roca

della campagna...

Sei la grande fatica

e la notte che sazia...

Sei riarsa come il mare

come un frutto di scoglio (Pavese)

Cos come ci sono formiche rosse,

Cos come ci sono formiche nere (Gozzano, La signorina Felicita)

 

12) epifora

Se l'anafora ricorre alla fine della frase, invece che all'inizio

 

Irridere pareva al grande mio

dolore, al disperato dolor mio (Saba)

Tutto presente. Il passato presente. Il futuro presente. (D'Annunzio, Notturno)

 

13) anastrofe

Inversione dell'ordine abituale di due parole in seno a un gruppo

 

Quando alcun di s asseta (Dante)

Non lume di chiesa o d'officina

che alimenti

chierico rosso o nero (Montale, Piccolo testamento):

il soggetto chierico postposto al predicato alimenti

 

14) annominazione

Un tipo di paranomasia consistente nell'evocare un nome mediante un altro omofono

 

Tu sei Pietro e sopra questa pietra edificher la mia Chiesa (Vangelo)

Accostare parole diverse solo per la flessione ("derivazione anaforica")

I miei morti che prego perch preghino (Montale)

Che il non mutato amor mutata serbi (Montale)

 

15) antfrasi

Forma di ironia che consiste nello stigmatizzare un atteggiamento deplorevole, definendone il contrario

 

Proprio una bella figura!

Avea chiesto perdono a chi perdona

Tutto, di nulla (Pascoli, Suor Virginia)

Nel gregge la forza, il diritto, il pensiero, la saggezza, la luce... (D'Annunzio, Le vergini delle rocce): il "superuomo" C. Cantelmo pensa esattamente il contrario

 

16) antitesi

Accostamento, in genere con struttura simmetrica, di due immagini che si contrappongono

 

Non pomi v'eran, ma stecchi con tosco (Dante)

Avea chiesto perdono a chi perdona

tutto, di nulla (Pascoli, Suor Virginia)

 

17) antonomsia

Traslato con cui si sostituisce il nome proprio designante un essere animato o inanimato con la qualit o propriet che gli appartengono per eccellenza, mediante:

 

Un nome comune (o un soprannome)

il Poeta (= Dante)

la Zuppidda (= la zoppetta dei Malavoglia)

Un'attribuzione

l'Urbinate (= Raffaello)

 

18) apostrofe

E' una deviazione da un tratto espositivo, per rivolgersi a qualcuno o a qualcosa, anche se lontano

Forma frequente di apostrofe l'invettiva

 

E tu, onesta vergogna, tardi da me conosciuta, perdonami (Boccaccio)

 

19) asindeto

Unione di parole o frasi mediante semplice virgola, senza congiunzione. Per le frasi si parla di paratassi

 

E il clarino si torce,

Rompe il chiasso sonoro, s'inoltra, si sfoga

Come un'anima sola, in un secco silenzio (Pavese)

Beppina, Poronga, polli, peone, la vecchia emiplegica del venerd (Gadda, La cognizione del dolore)

 

20) polisindeto

Opposto all'asindeto, la congiunzione reiterata che serve a creare un ritmo di intensificazione cumulante

 

Voglio dire, le donne da noi stanno a casa

e ci mettono al mondo e non dicono nulla

e non contano nulla e non le ricordiamo (Pavese)

E mi sovvien l'eterno

e le morte stagioni, e la presente

e viva, e il suon di lei (Leopardi, L'infinito)

 

21) antinoma

Quando nel polisindeto la contrapposizione tra parole in senso contrario

 

E temo e spero, et ardo e sono un ghiaccio (Petrarca)

 

22) ipotassi

Opposta alla paratassi, la subordinazione, che invece il segno di dipendenze e implicazioni psicologiche

 

La vita gli di peso enorme

come laggi quell'ale di ape morta

alla formicola che la trascina (Ungaretti)

 

23) bisticcio (o paronomsia o equivoco)

Si ha quando si accostano parole di suono simile giocando sulla differenza di significato

 

Nel modo che 'l seguente canto canta (Dante)

Hai l'onore e l'onere

 

24) chiasmo

Disposizione sintattica della lettera greca  Χ (chi)

 

Un uomo l, che sfoglia dalla prima

Carta all'estrema, rapido, e pian piano

Va dall'estrema a ritrovar la prima (Pascoli)

Odi geggi belar, muggire armenti (Leopardi, Il passero solitario)

 

25) Correzione (o epanortosi)

Consiste nel riprendere quel che si detto per correggerlo o rifiutarlo

 

Malato, che dico? Pazzo!

Incurante, o forse solo distratto (Pirandello)

 

26) ellissi

Prodotto della grammatica logica di Port Royal (XVI secolo), fondata sul pregiudizio che una frase debba risultare formata almeno da un soggetto e da un predicato.

L'effetto pu essere la rapidit colloquiale o la concentrazione a sorpresa o esiti poetici

 

Il tuo riso e il tuo passo

come acque che sussultano -

la tua ruga fra gli occhi

come nubi raccolte -

il tuo tenero corpo

una zolla nel sole. (Pavese)

27) enallage

La traslazione di "una parte del discorso" in un'altra di pari funzione

 

respira profondo (= profondamente)

 

28) endiadi

Sdoppiamento di un unico concetto in due, ma in realt non si tratta di un tutto che si scinde, bens di due immagini che diventano autonome e che espressivamente si sommano

 

Candida, vereconda, austera luna

che vapori e tepor per l'alta notte

salano a te dagli arborati colli (Carducci)

 

29) enjambement

Qundo la fine del verso non coincide con la fine del memnro sintattico, per cui l'enunciato "scavalca" il verso e continua in quello seguente

 

Arcani mondi arcana

felicit fingendo al viver mio (Leopardi, Le ricordanze)

Le piante che riescono agli erbosi

fossi (Montale, I limoni)

 

30) epifonema

Sentenza esclamativa di solito a conclusione di un discorso

 

Ottimo risultato!

 

31) eufemismo

Una sorta di "tab", in origine sacrale, che proscrive le parole inadatte alla situazione o al tono, sostituendole con altre "addolcite" o con perifrasi tuttavia trasparenti

 

E' passato a miglior vita (= morto)

 

32) Geminazione (o reduplicazione)

La ripetizione immediata di due o pi parole

 

Non son colui, non son colui che credi. (Dante)

 

33) iterazione (o gradazione o climax)

E' una scala, una progressione che sale di intensit (climax ascendente)

o che decresce (climax discendente)

 

Vado, corro, volo!

Brilla, s'attenua, si spegne

 

34) Hysteron - proteron

E' l'ordo artificialis invertito rispetto all'ordo naturalis per cui viene "prima" ci che dovrebbe venir "dopo" per urgenza emozionale o, semplicemente per riprodurre la successione spontanea delle notazioni

 

E forse in tanto in quanto un quadrel posa

e vola e da la noce si dischiava,

giunto mi vidi ove mirabil cosa

mi torse il viso a s. (Dante)

 

35) inversione

Spostamento dei principali elementi costitutivi di una frase nella direzione contraria a quella normale (soggetto predicato oggetto), con vari effetti di risalto

 

Sovrumana dolcezza

io so, che ti far i begli occhi chiudere

come la morte. (Saba)

 

36) invettiva

Rimprovero o accusa violenta, maledizione

 

Ahi Pisa, vituperio delle genti

del bel paese l dove 'l s suona,

poi che i vicini a te punir son lenti

muovasi la Capraia e la Gorgona

e gaccian siepe ad Arno in su la foce,

s ch'egli annieghi in te ogni persona. (Dante)

 

37) ipallage

Profondo scambio operato nella distribuzione delle parole entro la frase

 

Simil dolore non si sent mai a quello che io ho poscia portato posciach io ti perdei (Boccaccio)

Sorgon le dive

Membra da l'egro talamo (Foscolo, All'amica risanata)

 

o anche il riferire a un altro termine ci che spetterebbe a un termine vicino

 

Divino del pian silenzio verde (Carducci, Il bove)

 

38) iprbato

Talora confuso con l'anastrofe. Consiste nel separare un gruppo sintattico mediante l'inserzione di uno o pi elementi, con lo scopo di dare risalto alle parti del gruppo separate

 

Oh! belle agli occhi tende latine (Tasso)

Noi l'insueto allor gaudio ravviva (Leopardi)

Oh dilettore e care

mentre ignote mi fur l'erinni e il fato,

sembianze agli occhi miei (Leopardi, Ultimo canto di Saffo)

Mutarsi

In altra, non per noi pi, voce (Fortini, Traducendo Brecht)

 

39) iperbole

"esagerazione" volta a moltiplicare l'effetto

(es.: un secolo che aspetto), ma spesso con esito contrario

 

...L'armi, qua l'armi: io solo

Combatter, procomber sol io. (Leopardi)

Malignamente, commentava il Tommaseo, alla voce procombere del Dizionario: "l'adopra un verseggiatore moderno...Non avend'egli dato saggio di sapere neanco sostenere virilmente i dolori, la bravata appare non essere che rettorica pedanteria"

 

40) paradosso

diversamente dall'iperbole, esprime una verit, anche se in contraddizione con l'opinione comune

 

Arcano tutto

fuor che il nostro dolor (Leopardi)

 

41) ipostasi

Concretizzazione o personificazione di un concetto astratto

 

E par che de la sua labbia si mova

uno spirto soave pien d'amore

che va dicendo a l'anima: "sospira" (Dante, Tanto gentile)

 

42) Ipotiposi (dal gr. raffigurazione)

Rappresentazione al vero di un oggetto, di una situazione fantastica

 

Mi guardi come se fossi un mostro con le fauci spalancate

 

43) ironia

Figura con cui si esprime manifestamente il contrario di ci che si vuole intendere. Ha diverse tonalit: scherzosa, amara, sarcastica

 

Godi, Fiorenza, poi che se' s grande

Che per mare e per terra batti l'ali

E per lo 'nferno tuo nome si spande! (Dante)

 

44) umorismo

Esito dell'ironia, consiste nel rappresentare argutamente il ridicolo delle cose, non solo per divertire (comicit) o per risentimento morale (satira), ma con sofferta pensosit e umana simpatia (Pirandello)

 

45) litote

Forma di apparente attenuazione con cui per si ricerca l'effetto opposto. Consiste nell'affermare un concetto negandone il contrario

 

Tra li ladron trovai cinque coltali

Tuoi cittadini onde mi vien vergogna

E tu in grande onranza non ne sali. (Dante)

La onranza, anche se negata, evocata, e l'effetto, con l'accostamento a vergogna evidente

 

46) Omoteluto (o omeoteleuto)

E' una figura di suono di pi largo ambito della rima o dell'assonanza (che ne costituiscono casi particolari), in quanto pu realizzarsi in posizioni diverse da quelle canoniche, sia in verso che in prosa

 

Un raspare, un frugare, uno sfrascare. (Pascoli)

 

47) onomatopea

Voce creata per imitare direttamente un suono naturale

 

Chi dell'assiuolo nell'omonima poesia di Pascoli

 

48) ossimro

E' la congiunzione paradossale, ad effetto, di parole semanticamente antagoniste

 

Provvida sventura (Manzoni, Adelchi)

un piccoletto grande presepe (Pascoli)

immoto andare (Montale, Arsenio)

un amabile briccone

una dotta ignoranza

 

49) parallelismo

Si ha quando gli elementi di due o pi frasi si rispondono simmetricamente

 

E la mia forza supina

si stampa nell'arena,

diffondesi nel mare;

e il fiume la mia vena

e il monte la mia fronte,

la selva la mia pube,

la nube il mio sudore. (D'Annunzio)

 

50) paronomsia

Accostamento di parole con somiglianze foniche, ma di significato diverso

 

Le tue limpide nubi e le tue fronde

l'inclito verso... (Foscolo, A Zacinto): limpide e inclito hanno fonemi in comune

Silvia / salivi (Leopardi)

La luce si fa avara amara l'anima (Montale, I limoni)

 

51) perifrasi

E' un "giro di parole" che ha finalit diverse: sostitutiva (di un termine mancante); eufemistica; poetica ecc.

 

incontro l dove si perde il giorno (Leopardi)

Crea la suggestione della luce che sfuma verso vaghe lontananze

 

52) pleonasmo

E' propriamente una ridondanza, come, in provincia, un cartello di sosta per un servizio pubblico:

fermata facoltativa su richiesta

A volte si tratta di ridondanza logica ma espressiva:

Tuo padre, lui, ha parlato male di me

Oppure l'elemento pleonastico svolge funzione ancillare consentendo la messa in rilievo di un altro elemento

La stuoia sul letto

La sporcavano con le scarpacce soldati e operai. (Pavese)

pointe (francese) o punta

Straniamento ottenuto mediante una strategia del discorso che nel finale di una poesia specie epigrammatica pone una soluzione "non attesa" (pensiero o parole) o elegante

 

Ave, o rima: e dammi un fiore

per l'amore,

e per l'odio una saetta. (Carducci)

 

53) preterizione

Figura con cui si attira l'attenzione su qualcuno o qualcosa, dichiarando di non volervisi soffermare

 

Cesare taccio che per ogni piaggia

Fece l'erbe sanguigne

Di lor vene. (Petrarca)

 

54) Prolessi (o anticipazione)

Uno spostamento nell'ordine sintattico che cos diviene l'ordine della particolare visione dell'autore o del protagonista

 

Rilucono gli occhi

di ciascuno che ascolta. (Pavese)

 

55) prosopopea

Figura di gusto classico con cui si fa parlare un assente, o si d vita a esseri defunti, inanimati o astratti

Reticenza (o aposiopesi)

Consiste nel lasciar volutamente sospeso il discorso, per far intendere di pi. seguita da puntini sospensivi.

 

Giorno verr... (Manzoni, Promessi Sposi, padre Cristoforo a don Rodrigo)

 

56) sillessi

Discordanza nell'accordo che avviene, anzich secondo grammatica, secondo il senso

 

Perocch gente di molto valore

Conobbi che in quel limbo eran sospesi. (Dante)

Vostra Eminenza sar accontentato

Una tonnellata e mezzo di grano

 

57) simbolo

E' l'oggetto o l'essere scelto per rappresentare una delle sue propriet salienti

 

la bilancia = simbolo della giustizia

l'ape = simbolo dell'industriosit

 

58) similitudine

Una comparazione estesa. Quando pi breve si atteggia come analogia:

- Analogia esplicita:

come questa pietra

il mio pianto

che non si vede. (Ungaretti)

- Identificazione analogica:

O memorie, ombre di sogni

per il cielo. (Pascoli)

E' il mio cuore

il paese pi straziato. (Ungaretti)

59) sinestesa

Coesistenza nello stesso contesto mentale di sensazioni provenienti da sensi diversi (vista, udito ecc.)

 

L, voci di tenebra azzurra. (Pascoli)

Fresche le mie parole ne la sera

ti sien come il fruscio che fan le foglie

del gelso (D'Annunzio, La sera fiesolana)

aroma lunare. (Rebora)

un ruvido odore di tuoni lontani. (Govoni)

 

60) straniamento

Procedimento (o la condizione risultante) per cui si "strania" ci che abituale trasferendolo dal suo contesto ordinario a un contesto straordinario

 

61) zeugma

Si ha quando un segno si accorda con pi altri nella frase ma solo con uno in modo conveniente alla sintassi e al senso

 

Parlar e lacrimar vedrai insieme. (Dante)

I cieli sono neri, la terra bianca; vedo il tuo pianto e il tuo lamento

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