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Uno studio in rosso

Arthur Conan Doyle

UNO STUDIO IN ROSSO

TITOLO

Il titolo deriva da un’affermazione fatta dallo stesso protagonista del romanzo: “nella matassa incolore della vita corre il filo rosso del delitto e il nostro compito consiste nel dipanarlo, nell’isolarlo, nell’esporne ogni pollice.”

AUTORE

Sir Arthur Conan Doyle (Edimburgo 1859 - Crowborough, Sussex, 1930). Di famiglia cattolica irlandese, esercitò la professione medica fino al 1890. Il suo primo romanzo poliziesco, Uno studio in rosso (1887), fu accolto con tanto favore da indurre Conan Doyle a dedicarsi completamente alla letteratura. Prese tuttavia parte, come medico militare, alla campagna del Sudan (1898) e alla guerra contro i Boeri (1899-1902), divenendo molto popolare in Inghilterra e ottenendo, nel 1902, il titolo di baronetto. Soldato semplice nella prima guerra mondiale, fu corrispondente di guerra dal fronte in Francia e in Italia. La sua ricca e varia produzione comprende anche lavori teatrali e romanzi storici (La compagnia bianca, 1891; Le avventure di Rodney Stone e Le gesta del brigadiere Gérard, 1896) o fantastici (Un mondo perduto, 1912), versi in esaltazione dell'esercito, studi sullo spiritismo, del quale fu assertore convinto. Tuttavia la sua fama rimane legata ai romanzi polizieschi: con Uno studio in rosso egli creò la più celebre figura di investigatore, Sherlock Holmes, che riapparve nei successivi volumi: Il segno dei quattro (1890), Le avventure di Sherlock Holmes (1892), Le memorie di Sherlock Holmes (1894), Le ultime avventure di Sherlock Holmes(1896). Quando lo scrittore, stanco del suo personaggio, volle farlo morire, la reazione del pubblico fu tale da indurlo, dopo lunga resistenza, a farlo riapparire: nacquero così Il mastino dei Baskerville (1902), Il ritorno di Sherlock Holmes (1905), L'ultimo saluto di Sherlock Holmes (1917) e Il taccuino di Sherlock Holmes (1927). Nel 1983 è uscita una raccolta di suoi racconti inediti, Il Conan Doyle sconosciuto. Il più rilevante è L'ultima possibilità, che affronta il tema degli uomini che si fanno giustizieri della criminalità sostituendosi alle istituzioni.

RIASSUNTO

La prima parte inizia con la presentazione di Watson, un ex-ufficiale medico dell’esercito britannico che in seguito a delle ferite subite in battaglia, viene congedato per nove mesi nel tentativo di migliorare la sua precaria salute. Arriva a Londra e vive per un periodo di tempo in un albergo, dando fondo al sussidio che gli fornisce il governo britannico. Quindi decide di lasciare l’albergo per un alloggio meno costoso. Il giorno stesso rincontra un giovane che era stato infermiere alle sue dipendenze, Stamford, che gli presenta un suo conoscente in cerca di qualcuno con cui dividere un appartamento ammobiliato a Londra. I due si danno appuntamento per visitare l’alloggio e il prezzo, diviso in due, è così conveniente, che l’affare viene presto concluso. Sembrava proprio che la convivenza non fosse difficile. Holmes aveva abitudini tranquille e regolari. La sua energia sembra inesauribile, quando lo coglie un accesso di attività; ma di tanto in tanto passa giorni e giorni sdraiato sul divano, senza muoversi, pronunciano a malapena qualche monosillabo. Col passare del tempo, in Watson la curiosità e l’interesse sullo scopo degli studi di Holmes si approfondisce. Fino a quando è proprio lui a parlare spontaneamente dell’ argomento. Tutto nasce da una discussione su un articolo apparso sul giornale: “Il libro della vita”. Quest’ultimo sosteneva che si poteva ricavare molto dall’osservazione accurata e sistematica di quello che capitava sott’occhio. Watson è dell’idea che l’articolo sia assurdo, mentre Holmes, che ne è l’autore, gli prova che quelle sue teorie sono esatte. Infatti gli confida di essere un investigatore-consulente. Quando un investigatore della polizia o privato si trova disorientato, si rivolge a lui e gli espone tutti gli indizi. E così, con l’aiuto delle proprie cognizioni, riesce a chiarire la vicenda. Visto che l’ ex ufficiale è scettico riguardi alle affermazioni di Holmes, fanno una prova. Vedono un giovane che cammina per la strada. L’investigatore è convinto che sia un ex-sergente della marina. Poco dopo l’uomo scelto suona il campanello e sentono dei passi sulle scale. Il giovane consegna una busta a Holmes. Watson coglie l’occasione per chiedere al fattorino che mestiere avesse svolto prima. La risposta conferma l’affermazione di Homes. Il messaggio contenuto nella busta è da parte di Tobias Gregson, che insieme a Lestrade, sono i migliori elementi di Scotland Yard. Il messaggio informa di un omicidio avvenuto in strane circostanze e con molti lati oscuri. L’uomo assassinato si chiama Enoch Drebber, dell’Ohio, e non presenta ferite, mentre sul pavimento ci sono molte tracce di sangue. Il Gregson invita Holmes per un sopralluogo e così, insieme a Watson, si reca dove è stato commesso il delitto. L’investigatore osserva attentamente la zona circostante la casa prima di entrare. Saluta Lestrade e Gregson e poi si dedica ad un attento esame della scena del delitto. Viene ritrovata un fede nuziale da donna e una scritta sulla parete della casa disabitata in cui è stato commesso il delitto: “Rache”. All’inizio i due poliziotti pensano alla parte di un nome femminile, ma Homes afferma che quella parola in tedesco significa vendetta. Holmes ha già svelato alcuni particolari sull’aggressore, lasciando sbalorditi tutti i presenti. Inoltre, secondo lui, la scritta serve solo per sviare le indagini su un complotto di spionaggio. Inoltre l’uomo è stato avvelenato. A questo punto l’investigatore e il suo coinquilino vanno ad interrogare l’agente che ha trovato il cadavere. L’agente riferisce ai due di aver visto un ubriaco in strada subito dopo aver rinvenuto il cadavere. Holmes crede allora che quello fosse molto probabilmente l’assassino, che stava tornando nella casa, per recuperare qualcosa di importante che aveva perso: l’anello. Così nel pomeriggio mette un annuncio su un giornale, dicendo di aver ritrovato una fede nuziale da donna. Una vecchia si presenta e chiede dell’anello, spiegando che era stato perduto da sua figlia. Dopodichè esce e prende una carrozza, che viene seguita, a sua propria insaputa, dall’investigatore. La signora scompare prima che la carrozza si fermi, quindi Holmes deduce che doveva essere un giovanotto travestito e particolarmente svelto, per essere riuscito a fuggire senza farsi notare. Il giorno dopo Gregson si reca a casa di Holmes. Tutto eccitato afferma di aver risolto il caso. Infatti, si era rivolto al negoziante che aveva fabbricato il cilindro dell’uomo assassinato e aveva scoperto che il capello era stato mandato ad un certo signor Drebber che alloggiava in una pensione. Vi si era recato subito e aveva trovato la proprietaria agitata e molto pallida. Così l’aveva convinta a spiegargli quello che sapeva: suo figlio, la sera prima, in seguito ad una discussione con Drebber, l’aveva portato fuori per essere sicuro che si allontanasse. Gregson aveva aspettato il suo ritorno e l’aveva arrestato. In quel momento arriva anche Lestrade, che spiega di aver scoperto un altro delitto: era stato ucciso il segretario di Drebber, con una pugnalata al cuore. Accanto al cadavere erano state rinvenute delle pillole, che secondo Holmes contenevano veleno. Decidono di fare una prova sul cane della padrona di casa e, dopo il primo tentativo fallito, il cane muore all’istante. Una pillola era innocua, mentre l’altra conteneva un veleno terribile. Inspiegabilmente, il coinquilino di Watson afferma che tra poco sarebbe arrivato il vero assassino di Drebber e del suo segretario. Ad un certo punto arriva una carrozza e mentre Holmes si fa aiutare a chiudere una piccola valigia dal cocchiere, lo ammanetta. Quest’uomo cerca di liberarsi, ma inutilmente. I due poliziotti decidono di portarlo a Scotland Yard.
Qui inizia la seconda parte del romanzo, in cui è narrata la storia di Lucy e del suo padre adottivo John Ferrier, salvati da una comitiva di mormoni a cui si sarebbero uniti successivamente. Passa il tempo e Lucy diventa una bella ragazza e deve sposarsi con un uomo della stessa religione della comunità a cui si è unita, ci sono due corteggiatori giovani, ricchi e di buona fede: i figli di Drebber e Stangerson. Ma il padre di Lucy non vuole che sua figlia sposi un mormone, ma l’uomo che ama: Jefferson. Mandano un messaggio di aiuto a quest’ultimo e lo aspettano con ansia. Il giovane interviene e li aiuta a fuggire sulle montagne. Purtroppo, mentre Jefferson si trova altrove, i fuggitivi vengono catturati e, mentre John viene ucciso, Lucy viene condotta in paese e costretta a sposare Drebber. La ragazza muore per il dolore dopo solo un mese. Jefferson, andando a dare un ultimo saluto alla sua salma, porta via la fede nuziale e promette vendetta.
Aveva così lavorato per molti anni e con i soldi risparmiati aveva seguito Drebber e Stengerson. Era riuscito a rintracciarli a Londra e aveva preso servizio come cocchiere, per avere maggiori possibilità di seguirli. Voleva che morissero capendo il grave torto che avevano arrecato a Lucy e ai suoi cari, così prima di ucciderli aveva mostrato loro l’anello. Era sicuro che la giustizia esisteva e aveva proposto a Drebber di scegliere tra una delle pillole, ed era morto avvelenato. Con Stengerson fu impossibile fargli inghiottire la pillola, perchè aveva reagito e Jefferson era stato costretto a pugnalarlo. Jefferson è molto malato, ha un aneurisma aortico, e muore prima del processo. I giornali sottolineano l’abilità di Lestrade e Gregson, minimizzando la partecipazione al caso di Holmes. Ma lui si accontenta della consapevolezza di risolto un caso interessante e di aver provato, ancora una volta, a Watson, come alcune semplici osservazioni potessero portare a comprendere moltissimi particolari di una storia, a prima vista, totalmente oscura.

PERSONAGGI PRINCIPALI

• Sherlock Holmes è un investigatore con straordinarie doti di osservazione e deduzione. Mostra interessi per vari rami della scienza e per la storia criminale. Ispirato in parte alla figura di Dupin, l'investigatore protagonista di tre racconti di E. A. Poe, Holmes conduce le indagini basandosi sull'osservazione di fatti apparentemente trascurabili e sullo studio di indizi minimi, giungendo alla ricostruzione completa di un evento unicamente a rigor di logica. Riesce, grazie a pochi indizi, risolvere un caso che aveva messo in difficoltà persino i migliori agenti di Scotland Yard.
• Il dottor John Watson: ha svolto il proprio mestiere nell’esercito britannico durante una guerra in India e, a causa di una ferita ad un braccio e seguenti malattie, è dovuto tornare a Londra per riposarsi. Trova molto curiosi e stupefacenti i metodi del coinquilino di applicare una “scienza della deduzione” ed è lui a riportare le vicende di Holmes nel romanzo “Uno studio in rosso”.
• Jefferson Hope è il colpevole. Agisce in questo modo non per pazzia, ma per vendicare la morte, accaduta venti anni prima, della propria amata e del suo padre adottivo, causata da Enoch Drebber e Joseph Stangerson, le due vittime.
• Drebber e Stangerson facevano parte di una comunità di mormoni. Vengono descritti come uomini meschini e vigliacchi. Venti anni prima della vicenda narrata avevano ucciso il padre di Lucy costretto la giovane a sposare uno di loro, portandola persino alla morte.
• Gli agenti Lastrade e Gregson fanno parte degli investigatori di Scotland Yard, sono i migliori nel loro campo, ma Watson ne sottolinea spesso l’incapacità di accordo e di gestione delle indagini.

SPAZIO

La prima parte del romanzo è ambientata a Londra. La narrazione si sposta poi nell’Utah, negli Stati Uniti, per poi tornare all’ambiente londinese. I luoghi descritti sono prevalentemente chiusi nella prima parte del romanzo, mentre prevalgono le descrizioni di luoghi aperti, come le grandi vallate o i monti degli USA, nella seconda. Gli ambienti descritti sono fanno essenzialmente da sfondo alle vicende dei personaggi, anche se in qualche caso rispecchiano i sentimenti dei personaggi.

TEMPO

Gli eventi narrati nella prima parte del romanzo si svolgono negli anni ottanta dell’ottocento, nell’arco di tre giorni. La seconda parte è invece ambientata circa vent’anni prima. Si alternano scene di azione e momenti di riflessione dei personaggi. La fabula coincide con l’intreccio per quanto riguarda la prima e l’ultima parte del romanzo, poiché la parte centrale non è altro che un flash-back di uno dei personaggi.

STILE

Il linguaggio adottato dall’autore è formale ed informale a seconda della situazione in sui si trovano i personaggi. Il registro è alternativamente colloquiale e tecnico-scientifico, anche per il contesto in cui sono inseriti i fatti narrati: ad esempio nei vari dialoghi tra il protagonista ed alcuni esperti in materia di criminalità si svolgono utilizzando anche termini specifici del linguaggio scientifico o poliziesco. Lo stile è prevalentemente giornalistico.

TECNICHE DI PRESENTAZIONE DELLE PAROLE E DEI PENSIERI

È molto presente il discorso diretto, ma non mancano parti descrittive e di discorso indiretto. In vari casi il narratore usa il discorso indiretto libero per esprimere opinioni riguardo a personaggi o a fatti, poiché il narratore è anche personaggio. Sono presenti varie pause riflessive da parte del personaggio-narratore.

NARRATORE

Nella prima parte del romanzo il narratore è un personaggio interno alle vicende narrate, e descrive i propri movimenti e quelli degli altri personaggi. Il narratore della seconda parte è invece onnisciente e racconta i fatti come uno spettatore esterno.

TEMATICHE

In questo romanzo non sono presenti particolari spunti di riflessione riguardo a temi di interesse generale, se non quello che riguarda la capacità di ragionare in modo logico e rigoroso in base a pochi elementi disponibili: viene infatti mostrato come sia possibile ricostruire un’intera vicenda analizzando piccole osservazioni e semplici punti certi. Un altro tema può essere quello riguardante la vita di comunità, e le ingiustizie che spesso hanno luogo in alcune di queste piccole comunità religiose separate dalla società moderna.

COMMENTO

Ho trovato veramente interessante il modo in cui è suddiviso il romanzo: trama centrale, antefatto, ripresa delle vicende; infatti prima vengono illustrate le vicende che portano alla risoluzione del caso, poi si passa all’analisi del movente e poi si discute come è stato possibile risolvere il caso. Apprezzo molto il genere dei romanzi “gialli”, perché mi permette di verificare le mie doti di ragionamento e di osservazione, e di migliorarle; ma non solo, anche molte delle vicende narrate sono avvincenti e intriganti, ed attirano la mia curiosità. Credo sia inoltre utile capire come dover porsi alcune domande per arrivare alla conclusione di una determinata situazione: spesso gli investigatori, per comprendere l’accaduto, devono stravolgere il proprio punto di vista e cambiare modo di pensare. Penso che molti romanzi gialli insegnino, in parte, come affrontare determinati problemi che si possono incontrare nella vita.

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