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Inquinamento
tema svolto
Traccia:
“Qualsiasi attività vitale, in particolare quella umana altamente organizzata,
tende in qualche modo a modificare l’ambiente circostante. In questo non vi
sarebbe nulla di allarmante. Infatti, l’ambiente, anche quello atmosferico,
possiede i mezzi per ammortizzare e riportare nella norma queste variazioni,
sempre che esse non superino certi limiti. Tuttavia questi vengono in molti casi
oltrepassati e ciò è particolarmente riscontrabile nel caso di immissioni di
elevate quantità di sostanze inquinanti in aree ristrette in cui ostacoli
geologici – catene montuose – o artificiali – gruppi di edifici – o particolari
condizioni metereologiche impediscono la dispersione e il rimescolamento
dell’aria. Il problema risulta particolarmente grave nelle aree ad elevata
concentrazione produttiva o abitativa, come le zone industriali o le grandi
megalopoli.”
Questo
testo proveniente dal sito web utenti.lycos.it/atmo2001 ci ripropone i termini
principali del problema dell’inquinamento. Quali sono le tue considerazioni al
riguardo?
Svolgimento:
Il termine inquinamento indica
l'introduzione nell'ambiente di sostanze in grado di provocare pericoli
effettivi o potenziali per la salute dell'uomo oppure di minacciare l'esistenza
di animali e piante. Se ci chiedessero che cosa è l'ambiente, la nostra prima
risposta sarebbe "il verde che ci circonda", "la natura"; ma in realtà è un
insieme di diversi fattori (esseri viventi, caratteristiche climatiche,
interventi umani...) che permettono la vita; in esso anche un piccolo
cambiamento può causare conseguenze gravi. Anche l'uomo in questo sistema svolge
una funzione importante, ma spesso opera interventi locali che rovinano in modo
irreparabile gli ecosistemi.
In questi ultimi due secoli nei paesi ricchi e sviluppati, il "progresso" ha
influito pesantemente sull'ambiente, procurando conseguenze anche drammatiche
per la stessa sopravvivenza dell'uomo; si è, infatti, passati ad un mondo
costituito più di cemento che di "verde" e soprattutto a stili di vita
caratterizzati da esigenze, sia individuali sia comuni, sempre più elevate. Nel
dopoguerra, in seguito ad un aumento demografico e al boom economico, c'è stata
un'espansione delle città che si sono riempite di palazzi sempre più alti e
addossati gli uni agli altri, a discapito degli spazi verdi che si sono ridotti
spesso a semplici aiuole. Negli ultimi anni, fortunatamente, ci si è accorti che
gli spazi verdi sono indispensabili sia per un fattore estetico ma soprattutto
per un benessere comune.
Il progresso scientifico e soprattutto tecnologico ha permesso a tutti di
utilizzare elettrodomestici di vario tipo, senza i quali, ormai, non riusciremmo
a vivere; noi giovani per esempio riteniamo quasi indispensabili computer,
televisione, video giochi, impianti stereo, cellulari ecc.; e nessuna casalinga
riuscirebbe a fare a meno di lavatrice, frigorifero, forno, frullatori e così
via. Tutti questi strumenti però richiedono un dispendio di energia elevatissimo
e come sappiamo la corrente elettrica si ricava da risorse naturali di vario
tipo, impiegate nelle centrali. Spesso i genitori ci riprendono per l'eccessivo
consumo di energia, per esempio perché lasciamo accese troppe luci, o facciamo
funzionare contemporaneamente più strumenti. Adesso capisco che, oltre a un
discorso puramente economico, altrettanto importante è quello energetico e
quindi ambientale. La nostra è diventata anche una società "dell'usa e getta".
Infatti, si utilizzano sempre di più materiali cartacei o di plastica che
indubbiamente sono più pratici e igienici ma d'altra parte aumentano il volume
dei rifiuti che già comunque si producono. Oggi l'opinione pubblica si mostra
più sensibile al problema ambientale e collabora con le iniziative prese dalle
varie amministrazioni per migliorare la situazione; per esempio il nostro Comune
è stato uno dei primi ad attuare la raccolta differenziata dei rifiuti e da un
sondaggio pare che, dopo un primo momento di difficoltà, la popolazione abbia
aderito e collaborato attivamente.
Anche i governi hanno cominciato ad occuparsi del problema inquinamento: nel
1972 i rappresentanti di 113 Paesi si sono riuniti a Stoccolma per la prima
conferenza delle nazioni unite sull'ambiente per esaminare le conseguenze che
sarebbero derivate da un incontrollato inquinamento ambientale. Questa
conferenza è stata importante perché ha messo a confronto la situazione degli
Stati più industrializzati con quella degli Stati poveri. Si è arrivati alla
conclusione che una crescita economica tanto rapida, basata sullo sfruttamento
delle risorse naturali non rinnovabili, per esempio carbone e petrolio, può
portare in tempi brevi al loro rapido esaurimento e che lo sfruttamento delle
risorse apparentemente rinnovabili, come il suolo coltivato, se non si tiene
conto delle capacità e dei tempi di rigenerazione, può condurre a una
diminuzione della fertilità del terreno favorendo un aumento dei deserti. Questa
conferenza ebbe una ripercussione importante sulla vita di tutti i giorni,
causando, insieme alla crisi petrolifera quasi contemporanea, una maggiore
attenzione all’utilizzo limitato dei mezzi di trasporto (la cosiddetta
austerity) e alla ricerca di energie alternative. Successivamente nel 1987 fu
affermato che lo sviluppo tecnologico e economico è concepibile con la
salvaguardia dell'ambiente e fu introdotto il concetto di sviluppo sostenibile,
incentrato sulla possibilità di produrre un miglioramento che possa soddisfare i
bisogni delle attuali generazioni senza togliere a quelle future i mezzi per
soddisfare i loro. Infine nel 1992 la conferenza di Rio ha decretato la
protezione delle foreste ed alcuni impegni di politica ambientale mondiale.
Cosa si fa in pratica, in Italia, per realizzare questi importanti obiettivi?
Uno strumento importante, come già detto, è quello del riciclaggio dei rifiuti,
che fa sì che una parte dei nostri rifiuti possa essere riutilizzata (carta
plastica, vetro, concime) e non automaticamente distrutta. Oltre alla raccolta
differenziata, sono state istituite alcune domeniche senza automobili, durante
le quali il cittadino può circolare a piedi o in bicicletta oppure con mezzi
pubblici, spesso gratuiti. Purtroppo il fatto che non tutte le città aderiscano
a questa iniziativa, vanifica l'utilità della stessa, perché non esistono
barriere fisiche all'inquinamento tra località adiacenti e inoltre la scarsa
frequenza annulla il risultato. Noi non ce ne rendiamo conto, ma anche il
riscaldamento in inverno e i condizionatori in estate sono fattori inquinanti, e
vale la pena almeno di privilegiare fonti di energia con un minore impatto
ambientale (metano, invece di nafta e legna) ed operare per evitare gli sprechi.
Il problema sembra di difficile soluzione, ma la consapevolezza che le risorse
del nostro pianeta non sono illimitate, e che, anche nel nostro piccolo,
possiamo fare qualcosa per inquinare di meno, è già un passo avanti notevole.
Notabene:
l'ispirazione per l'elaborazione di questo tema è venuta leggendo il seguente
tema Inquinamento e degrado
ambientale. Si rimanda al sito
www.skuola.net, sul quale è pubblicato quel tema, per altro materiale
didattico gratuito e utilissimo per studenti e docenti.
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