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Tema svolto sulla moda

Oggi la moda, soprattutto quella in voga fra i giovani, è basata sul “casual”, sull’improvvisazione, sull’invenzione creativa che rifiuta regole e condizionamenti. Pensi che questa sia una vera forma di libertà o non è anch’essa un condizionamento?

Io credo che la moda sia di per sé un condizionamento. Se così non fosse, non esisterebbe la moda; essa è infatti l’imposizione di un gusto, di una scelta, di un modello, di un colore ad un pubblico vasto e vario nei suoi gusti, che accetta le scelte imposte proprio perché quelle scelte “vanno di moda”. Se ognuno di noi non prestasse occhi ed orecchi alle vetrine, ai giornali, alla pubblicità, la moda non esisterebbe e verrebbe a mancare, soprattutto in Italia, una importante industria. Non bisogna infatti dimenticare che la moda non è solo un piacere di indossare un determinato abito o di scegliere un colore piuttosto che un altro, ma è fondamentalmente un colossale giro d’affari in cui, fortunatamente, l’Italia occupa uno dei primissimi posti nel mondo.

Si può dire che oggi esistano tre tipi di moda, parlando in particolar modo dell’abbigliamento femminile: quello d’alta sartoria, riservato alle sfilate di modelle e alle ricche milionarie; la moda pronta che, in diversa qualità e con diverso prezzo, si può trovare nei normali negozi come nei più grandi magazzini e la moda giovane. Quest’ultima è una moda non moda. A noi giovani infatti non piace farci condizionare nella scelta dei nostri gusti dal mondo degli adulti e preferiamo quindi dar vita ad una moda soltanto nostra, nella quale possiamo riconoscerci, e che possiamo interpretare a modo nostro. Così la moda di noi giovani, agli occhi di una persona anziana o legata alle tradizioni superate del passato, può sembrare un pugno in un occhio, una stravaganza senza significato. Invece per noi giovani i colori vivaci, le stoffe orientali, lunghi foulards, la minigonna che ora sta ritornando di gran moda, tutto questo ha un preciso significato. Oggi il giovane veste a modo suo, mentre in passato doveva sottostare al gusto degli adulti.

Sotto questo aspetto quindi la moda giovane è soprattutto moda di libertà e di indipendenza.

Accadde però che questa autonomia di decisioni, per diventare moda, debba entrare a far parte di quel giro d’affari di cui parlavo prima, che è ovviamente in mano agli adulti. Infatti una precisa scelta non può diventare oggetto di moda se non diventa prodotto commerciale che possa avere una grande diffusione.

Allora cosa succede? Noi giovani che reclamiamo la nostra indipendenza in fatto di gusti e di scelta del vestiario, dobbiamo poi ricadere nella trappola della moda commerciale, che sfrutta questo desiderio di libertà, facendolo diventare oggetto di condizionamento. In questi ultimi tempi sono infatti sorti molti negozi specializzati in moda giovane che, su oggetti diversi, magari più strani e colorati di quelli degli adulti, applicano gli stessi criteri commerciali, dovunque validi. Il capo firmato costa il doppio di quello che non lo è, e così via.

In questi casi la moda giovane è diventata schiava della moda adulta e il nostro desiderio di indipendenza è stato annullato. Credendo di non essere condizionati in  pratica lo siamo come e forse anche di più degli adulti, dai quali vorremmo distinguerci. Anzi, come dicevo prima, molte volte ci lasciamo influenzare più noi dei nostri genitori. Per noi infatti è un fatto di vitale importanza vestire nel modo “giusto” e seguiamo alla lettera insegnamenti mutevoli di una moda in continuo cambiamento. L’adulto invece sa scegliere meglio e più di noi fra ciò che è destinato a durare una settimana o un’intera stagione.

In ogni caso mi sembra che questo del coinvolgimento e del condizionamento della moda sia una realtà che deve essere accettata come tale, perché non permette altre soluzioni.

Forse soltanto rinunciando alla moda e a tutte le sue costrizioni potremmo liberarci da questo condizionamento, ma a pensarci bene, anche in questo caso non saremmo del tutto liberi, perché allora sarebbe di moda non seguire la moda e torneremmo ad essere condizionati come sempre, nel nostro modo di pensare e di comportarci.

Domenica Carleo

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