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Conoscenza

Sintesi della tesina "Sapere e conoscenza: Uomo , Universo , Dio: un viaggio dell’Io"

Istituto Di Istruzione Superiore Sezione Liceo Scientifico

Introduzione

fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e conoscenza
Dante Alighieri , Divina Commedia Inferno , Canto XXVI ,vv. 119 – 120

E’ con Dante che la figura di Ulisse diventa il simbolo della ricerca del sapere - attitudine che Aristotele riteneva propria dell’uomo - di quella smania cioè di aprirsi sempre a nuove rotte spostando di continuo i traguardi del proprio viaggio verso mete ancora sconosciute . Quello del conoscere è un desiderio inappagabile , forse perché l’uomo perverrà sempre e comunque ad un sapere relativo , e non ha , tra l’altro , una fonte univoca : curiosità , attrazione per l’ignoto , desiderio di perfezionamento della natura umana potrebbero forse essere alcune delle possibili cause. Da impostazioni razionali a quelle spirituali , il nostro viaggio vuole mettere in evidenza come il singolo e la società si approcciano al problema della conoscenza , delineando un quadro cosi composito , che va dal raggiungimento di un’idea assoluta attraverso la quale e possibile spiegare e comprendere il mondo e l’uomo alla rinuncia di qualsiasi verità passando per uno stato di relativismo cosmico .

 

Storia della Letteratura Latina

Agostino d’Ippona

Fede , Ragione , Passione . La ricerca del senso.

S. Agostino asseriva che in noi stessi troviamo una certezza fondamentale che supera i dubbi : non si può infatti rimanere per sempre nel dubbio o nella sospensione di giudizio. Chi dice di dubitare di tutto si contraddice perché è almeno certo del fatto di che può dubitare, e quindi che vive e pensa. Questo non lo può mettere in dubbio o negare e dunque ottiene già una prima certezza. Il dubbio stesso porta l’uomo sulla strada della verità. E la verità è la luce che guida e richiama l’anima alla sincerità e all’umiltà della confessione. La verità è quindi il criterio di cui la ragione si serve per giudicare le cose. La verità è la rivelazione di ciò che è, dell’essere. E’ dunque l’essere che si rivela, l’essere che illumina la ragione umana e le fornisce la norma di ogni giudizio. Ma questo essere allora non è altro che Dio stesso che si rivela all’uomo e gli fa scoprire qual è la verità. La verità è Dio, Dio è la verità .

 

Lucio Apuleio

Il mondo visto alla rovescia .

Lucio , protagonista dell’Asino d’Oro , ci viene presentato come un giovane di buona famiglia , che vanta tra i propri antenati nientemeno che lo scrittore Plutarco . Il suo carattere curioso lo spinge a conoscere il mondo in tutti i suoi aspetti e soprattutto in quelli più indefiniti e sfuggevoli . In particolare , si ripromette di penetrare i segreti della magia attraverso l’occasionale relazione con la schiavetta Fotide . I primi capitoli del romanzo sono però cosparsi di avvertimenti a non mescolare magia e sesso . Lucio però se ne infischia di questi moniti . La sua colpa è precisamente la dissennata bramosia di conoscere , e in particolare di conoscere attraverso la magia : non è così che si può considerare la conoscenza del cosmo e Dio , come dovrebbe sapere bene colui che si proclama come discendente di Plutarco ; servono semmai passione per lo studio e meditazione .

 

Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Pascoli

L’Inquietudine del profondo dietro l’innocenza .

A esplorare il mistero , riferendoci dunque alla realtà che ci avvolge , si sono rivelati impotenti tanto la filosofia quanto la scienza . Perché una non ha saputo dare una spiegazione sicura del mondo , l’altra non ha saputo assicurare all’uomo la felicità promessa e il dominio incontrastato sulla natura . Ma là dove hanno fallito il filosofo e lo scienziato può riuscire il poeta , il quale , anche se non perviene alla piena rivelazione del mistero , può illuminarlo mediante improvvise intuizioni , scoprendo il segreto della vita universale e le corrispondenze arcane tra le creature e le cose .

 

Luigi Pirandello

La narrazione dell’incomprensibilità della vita .

Il Pensiero pirandelliano deriva alla crisi del Positivismo , provocata , verso la fine dell’800 e l’inizio del’ 900 , dalla nuova fisica , fondata sulla teoria della relatività dei fenomeni , che fece perdere alla scienza quei caratteri di verità assolute che il Positivismo le aveva assegnato .Quella crisi determinò la sfiducia nella ragione , il che generò insicurezza , dubbi , scetticismo , incomunicabilità . Pirandello rispecchia nei suoi scritti proprio tale dimensione d’inquietudine , d’incertezza e di angoscia esistenziale . Protagonista delle sue opere non è più l’uomo intero , ancorato ai valori oggettivi e universali , ma un uomo frantumato nelle sue componenti , che si trova solo e si sente diverso non soltanto dagli altri , ma anche dal suo stesso di prima , perché non riesce a fissarsi in una personalità definita : è uno , nessuno e centomila .

 

Storia della Letteratura Inglese

Charles Dickens

Un realismo di opposizione .

Dickens ebbe una conoscenza profonda, enciclopedica di Londra. Vi si trasferì all'età di 12 anni; dopo che il padre fu arrestato egli fu costretto a lavorare in una fabbrica di lucido da scarpe: esperienza, questa, che lo segnò per sempre. Quel ragazzo, che all'uscita dal lavoro vagabondava per le strade grigie, immagazzinava, ad ogni passo, impressioni ed immagini. E quando cominciò a scrivere, si trovò con un vero e proprio patrimonio di visioni . Dickens è il poeta di Londra, ne conosce le nebbie, le strade fangose, i vicoli stretti e miserabili, nei quali non penetra mai un raggio di sole. Il giovane Charles, appena aveva qualche soldo in tasca,  entrava nei caffè, conversava coi camerieri, e sperimentava lo svantaggio di essere povero, molto giovane e timido , talvolta gli servivano gli avanzi dei piatti o i fondi dei bicchieri altrui. In qualsiasi squallido alloggio, caffè, o recondita viuzza, i suoi personaggi dovessero recarsi, Dickens vi si era recato. Conosceva i bassifondi londinesi, le rive fangose del suo imbronciato fiume, le schiere di ladri, usurai e ricettatori che si muovevano come vermi tra quelle piaghe. Solo una così profonda conoscenza di quella realtà poteva legittimare rappresentazioni così nitide .

 

Oscar Wilde

I pericoli della conoscenza

Dorian Gray è un’affascinate giovane della Londra Vittoriana . Il suo fascino è tale che l’artista Basil Hallward decide di catturarne l’anima in un dipinto . Invidioso del fatto che il ritratto conserverà per sempre quell’istante di eterna giovinezza esprime il desiderio che sia il ritratto ad invecchiare al posto suo . Dorian mantiene fascino e giovinezza mentre è il dipinto a mostrare giorno dopo giorno i segni del tempo , del vizio e della corruzione , diventando orrendo . Nel romanzo c’è un capovolgimento dell’usuale logica tra la realtà e la sua rappresentazione : è nel dipinto il senso , l’essenza , la verità ; nella vita di tutti i giorni Dorian crea un’immagine idealizzata di se stesso . Guardarsi nel dipinto è come penetrare nella propria anima , ma poiché quella realtà a Dorian non piace , cerca di nasconderla a se stesso convincendosi di essere ciò che vorrebbe essere. Il dipinto diviene , in altre parole , strumento per conoscere se stessi , ma il nostro protagonista disdegnato da cio che vede , giunge a negare quelle conoscenze per crearsi una realtà che non origini rimorsi ma giustifichi il suo modo di vivere dissoluto . Ma il confronto con i propri difetti , evidenti ogni qual volta vede il dipinto , lo ossessionano a tal punto che lo porteranno all’inconsueto gesto di “ uccidere” il quadro e liberare se stesso dalla maledizione .

 

Samuel Beckett

Dall’assurdo dell’esistenza al silenzio dell’arte .

Il mondo come appare agli occhi di Beckett è uno spazio indefinito , vuoto ed essenziale : la cornice di Waiting for Godot è difatti una desolata strada di campagna e un albero . Una dimensione senza divenire cristallizzata un una perenne desolazione dove l’unica certezza è il nulla . L’assenza di ideali e illusioni getta l’uomo contemporaneo in uno stato di apatia e abulia , isolato da se stesso e dal mondo vive una vita senza senso e senza scopo. Se il mito e la logica risultano incapaci di spiegare e comprendere il mondo , e non esistono strumenti in grado di farlo , ai personaggi di Beckett non resta che aspettare qualcuno che non arriverà mai .

 

Storia dell’Arte Contemporanea

Vincent Van Gogh

L’arte come autocoscienza .

Tutto il Romanticismo ha posto al centro della sua poetica l’interiorità dell’Io unico e irripetibile . Il Positivismo cerca di fare di questo tipo di analisi una vera e propria scienza . Nascono quindi nella seconda metà dell’Ottocento la psicologia criminale , la criminologia , la sociologia e la psicoanalisi . Proprio quest’ultima non si limita ad indagare sui comportamenti esterni dell’individuo ma cerca di studiare la parte irrazionale , l’inconscio ( Sigmund Freud ) . Nelle arti figurative , tra Ottocento e Novecento , il ritratto diventa il simbolo della ricerca della verità . Il rapporto tra realtà e rappresentazione viene capovolto : sembra paradossale ma la Verità è nella rappresentazione non nel mondo esterna ad essa .E’ come un specchio che non riflette la realtà bensì la spiega. Proprio un ritratto , quello descritto nel Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde , aveva avuto la funzione catartica di assorbire su di sé il male fatto dalla persona rappresentata . Gli autoritratti vanno più in la , spostano l’attenzione oltre il problema della somiglianza fisica : non servono solo a far vedere ciò che il pittore pensa di essere , ma sono necessari all’artista stesso come strumento di autoanalisi . Sono perché mi racconto . Esisto perché mi dipingo .

 

Storia

Le persecuzioni razziali contro gli ebrei

Il duro peso della memoria.

Quando, il ventisette gennaio millenovecentoquarantacinque, l’Armata Rossa fece il suo ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz, emerse, in tutta, la sua drammaticità, l’orrore per l’olocausto di un popolo, le cui crude immagini, immortalate dagli operatori sovietici e mostrate al processo di Norimberga, come prova contro i crimini nazisti, sconvolsero il mondo intero, che prese finalmente coscienza dell’agghiacciante e sistematico stermino di ben sei milioni di ebrei .
I nazisti concepirono e condussero il secondo conflitto mondiale come guerra razzista e di sterminio e come crociata contro il nemico bolscevico. La guerra avrebbe dovuto ridisegnare la carta geografica dell’Europa creando un immenso spazio vitale che garantisse alla Germania le risorse necessarie e fosse abitato da una gerarchia di popoli su base razziale. In questo contesto fu possibile realizzare lo sterminio degli ebrei, conseguenza di un complesso processo decisionale in cui Hitler ebbe un ruolo fondamentale.  Mentre gli ebrei polacchi vennero rinchiusi nei ghetti, quelli dei paesi occupati ad ovest furono vittime di misure legislative sempre più radicali. L’aggressione all’Unione Sovietica nell’estate del 1941 segnò l’avvio di massacri in massa di ebrei. Nell’autunno 1941, con la deportazione degli ebrei dalla Germania, ebbe inizio lo sterminio sistematico: l’eliminazione di milioni di ebrei europei in appositi centri di morte. La maggior parte delle vittime dell’Europa occidentale fu destinata al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ma furono attivi nella Polonia occupata molti altri campi di sterminio. 

Lo sterminio degli ebrei avrebbe dovuto realizzarsi, nelle intenzioni del governo nazista, nel più assoluto segreto. Ciò non avvenne poiché troppo ampio e complesso era il meccanismo di distruzione che era stato messo in atto. Anche il governo fascista era informato, pur se in modo parziale, di quanto stava accadendo. Nell’agosto 1942 un diplomatico tedesco che lavorava a Roma aveva fatto capire ai colleghi italiani che deportazione significava, in pratica, eliminazione. In tale occasione Mussolini aveva dato il suo nulla osta alla consegna ai tedeschi degli ebrei nei territori sotto occupazione italiana, ma le autorità diplomatiche e militari non la misero in atto.  Anche il Vaticano sapeva. 

 

Storia della Filosofia Contemporanea

Immanuel Kant

Grandezza e limiti della ragione umana .

Fino all'avvento di Kant, la tradizione filosofica aveva espresso, sul problema della conoscenza, due correnti di pensiero: l’empirismo e il razionalismo . Per gli empiristi, ogni nostra idea, ogni conoscenza, si forma per una sorta di azione degli oggetti sui sensi che, sostanzialmente, svolgono un ruolo passivo. Per i razionalisti invece, bisogna diffidare dei dati sensoriali, essi sono ingannevoli e incerti. La conoscenza, sostengono i razionalisti, quella universale e necessaria, non deriva certo dalla multiforme esperienza empirica: le idee principali sono innate, esse sono già presenti nel soggetto. Gli empiristi sono naturalmente molto più critici dei razionalisti rispetto alle pretese della metafisica. Essi sostengono che i limiti della conoscenza sono proprio i limiti dell'esperienza e che, quindi, la metafisica non può essere considerata una conoscenza valida ( non possiamo fare esperienza diretta ed empirica di Dio ). Kant rigettando sia l'una che l'altra corrente , ideerà un sistema filosofico , il criticismo , che risulta essere una sintesi fra le due posizioni. Nella Critica della ragion pura, viene espressa l'idea che la ragione partecipa alla conoscenza grazie a dei principi soggettivi ma, allo stesso tempo, identici per tutti (universali), che la mente umana, non può non applicare (necessari). Da questo deriva che più individui, se guidati dalla ragione, dovranno giungere, nel campo della conoscenza, ai medesimi risultati. La ragione è pura, perché i suoi principi sono studiati nella loro forma a priori, non mescolati cioè con i dati empirici .
Sigmund Freud La psicanalisi come processo di conoscenza
Se prima di Freud isteria e nevrosi erano curate con l'ipnosi o addirittura con l'elettroshock, con Freud la cura divenne decisamente meno cruenta. Freud introdusse, infatti, la talking cure ("la cura del parlare, del discorrere"), ovvero lasciava che i pazienti, opportunamente rilassati e distesi comodamente su un divano dessero libero sfogo alle parole e al flusso delle proprie idee, tentando di vincere l'azione di censura delle tradizioni, della morale e degli imperativi sociali che impedivano ai fatti raccontati di presentarsi per cio' che erano. Lasciando che le parole fluissero per associazione di idee, senza alcuna logica che non fosse spontanea, permetteva a Freud e al paziente di portare a galla verita' che non si credevano nemmeno di avere nascoste. La cura cosi' strutturata appariva dunque come un lavoro sul paziente, che da soggetto passivo diventava soggetto attivo: il paziente, con l'aiuto del terapeuta, si curava da se', da se' poteva arrivare alla soluzione del suo stesso trauma

 

Geografia Astronomica

Il pianeta Terra

Dalle conquiste degli antichi all’astronomia dei giorni nostri

Unico , finito e chiuso era l’universo per gli antichi . Si pensava che la Terra fosse immobile al centro del sistema planetario e che attorno ad essa ruotassero tutti gli altri corpi celesti ( teoria geocentrica) . Per quanto riguarda la forma, istintivamente la credevano piatta . Nel XVI sec . Copernico , poi confermato da Galileo , dimostrò che fosse il Sole al centro del sistema solare e non la Terra ( teoria geocentrica ) . Tra le prime intuizione che la forma della Terra non fosse piatta , citiamo Pitagora il quale ipotizzò che fosse sferica . La Terra ha una forma del tutto particolare , che risponde al nome di geoide , schiacciata ai poli, con rigonfiamento in corrispondenza dell'equatore ed una superficie non liscia ma fortemente accidentata per la presenza di alte montagne e profonde fosse oceaniche. Grazie alle moderne strumentazioni di telerilevamento, e contrariamente a quando credevano gli antichi , possiamo asserire che l’universo sia infinito e aperto .

 

Storia della Matematica

La crisi dei fondamenti della logica e della matematica

La crisi dei fondamenti nasce dal tentativo di dare rigore alla logica e alla matematica in modo da renderle discipline autonome , rette sui propri principi primi , dotate di un linguaggio specifico e pertanto lontane dalle ambiguità di quello quotidiano . E’ un progetto ambizioso che si scontra con l’esistenza di contraddizioni inevitabili in qualunque sistema formale , con la presenza di enunciati coerenti con il sistema logico in cui sono emessi che però portano a collusioni indecidibili ( sui quali cioè non si può dire né che siano veri , né che siano falsi ) , cosa decisamente grave in sistemi logici matematici che fanno della indecidibilità tra vero e falso il centro della propria competenza . Il problema dell’ indecidibilità risale alla filosofia greca . E’ il cosiddetto paradosso del mentitore . Epimenide cretese dice : “ Tutti i cretesi mentono”. Egli mente o dice il vero ? Se infatti dice la verità , afferma di mentire e quindi è vero che sta mentendo , il che è una contraddizione insolubile . Se invece dice il falso , non è vero che lui e tutti i cretesi siano dei mentitori e quindi Epimenide , in quanto cretese , sta dicendo il vero , il che è un’altra contraddizione insolubile. In definitiva la contraddizione è irrisolvibile perché , se il cretese dice il vero , mente , e viceversa dice il vero se mente . Tra Ottocento e Novecento si scopre che l’antica contraddizione del mentitore è sola un caso particolare di una classe generale di enunciati indecidibili che è proprio dei sapere formalizzati quali la logica e la matematica . Non si può però non rilevare che la scoperta dell’incompletezza dei sistemi formali , particolarmente di quelli matematici , abbia potuto infliggere un forte colpo alla saldezza della ragione .

 

Analisi Matematica

Le Derivate

 

Storia della Fisica

Teoria della Relatività ristretta : dilatazione del tempo e contrazione delle lunghezze

Einstein cancella l’idea del tempo e dello spazio assoluti

 

Fisica

La carica elettrica e la legge di Coulomb

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