L'aggettivo qualificativo

di Maria Paola Viale

Gli aggettivi sono parole che indicano le “qualità” dei nomi, cioè dicono com’è una persona, un animale e  una cosa.

Es. Un fiore rosso e piccolo.

Gli aggettivi qualificativi non solo descrivono , ma specificano meglio il nome,

Gli aggettivi, come gli articoli e come i nomi, possono essere singolari o plurali, o maschili  o femminili e devono sempre concordare con il nome al quale si riferiscono.

Es. Il ragazzo simpatico ( l’articolo , il nome e l’aggettivo sono tutti e tre maschili e singolari).

Particolarità:

L’aggettivo “egoista” ha un solo singolare, ma due plurali

I bambini egoisti -  Le bambine egoiste.

Per la formazione del genere e del numero, l’aggettivo qualificativo segue le regole del sostantivo:

 

Aggettivi con quattro desinenze

 

SINGOLARE

PLURALE

 

MASCHILE

 

Il cappello nero

 

I cappelli neri

 

FEMMINILE

 

La maglia nera 

 

Le maglie nere

 

Aggettivi con tre desinenze: a questa categoria appartengono gli aggettivi in ista, - cida, - ita

 

SINGOLARE

PLURALE

 

MASCHILE

 

Un uomo egoista

 

Degli uomini egoisti

 

FEMMINILE

 

Una donna egoista

 

Delle donne  egoiste

 

Aggettivi con due desinenze:

 

SINGOLARE

PLURALE

 

MASCHILE

 

L’uomo giovane

 

Gli uomini giovani

 

FEMMINILE

 

La donna giovane 

 

Le donne giovani

 

Aggettivi con una desinenza, cioè gli aggettivi invaribili

Appartengono alcune categorie:

*  Gli aggettivi: pari, dispari, impari;

*  Alcuni aggettivi indicanti il colore: lilla, rosa, viola, amaranto;

*  L’aggettivo: arrosto;

* Gli aggettivi terminanti con vocale accentata e quelli di origine straniera uscenti in consonante: indù, snob, ecc.

* Alcune locuzioni avverbiali e l’infinito di avvenire che sono usati come aggettivi: perbene, dabbene, dappoco, ammodo, avvenire.

 

La posizione dell’aggettivo qualificativo

In italiano l’aggettivo qualificativo può:

precedere il nome a cui si riferisce  ( funzione descrittiva)

es.: Lucia andrà ad abitare nella vecchia casa

 (l’aggettivo vecchia indica una qualità aggiunta della casa);

seguire il nome a cui si riferisce ( funzione restrittiva)

es.: Lucia andrà ad abitare nella casa vecchia

 (si capisce che vi è l’esistenza di una casa “nuova” e l’aggettivo vecchia è usato per identificare la casa e a distinguerla dalle altre).

Nella sequenza nome - aggettivo si determina un cambiamento di significato

 

I gradi dell’aggettivo qualificativo

L’aggettivo qualificativo ha tre gradi, cioè può presentarsi in tre maniere diverse:

1)   Grado positivo quando l’aggettivo esprime una qualità senza indicare “quanto” ( es. buono );

2)   Grado comparativo Indica la stessa quantità facendo un paragone tra due nomi, per cui vicino al nome ci saranno le parole “più”, “meno” o “come”. Il comparativo può essere di tre tipi:

o  Comparativo di maggioranza quando il primo termine di paragone possiede la qualità in misura maggiore  rispetto al secondo termine:

o  Comparativo di minoranza quando il primo termine di paragone possiede la qualità in misura minore rispetto al secondo termine di paragone;

o  Comparativo di uguaglianza quando il primo termine di paragone possiede la qualità in misura uguale rispetto al secondo termine di paragone.

3)   Grado superlativo indica una qualità espressa al massimo grado (es. il più buono - buonissimo). Il superlativo  può essere di due tipi:

·Superlativo relativo quando una persona, una cosa o un animale possiede una qualità al massimo grado in rapporto a un gruppo di persone, cose o animali ( il più buono );

·Superlativo assoluto quando una persona, una cosa o un animale possiede una qualità al massimo grado  e non facciamo il confronto con altri (es. molto buono, buono buono, buonissimo, ottimo). Il superlativo assoluto si forma in vari modi:

o     Sostituendo alla desinenza dell’aggettivo di grado positivo issimo del grado superlativo;

o     Mettendo davanti all’aggettivo di grado positivo: molto, tanto, assai, estremamente, immensamente, incredibilmente….;

o     Aggiungendo i prefissi: ultra-, arci-, extra-, stra-, iper-, ipo-, super-…;

o     Ripetendo più volte l’aggettivo: buono buono, veloce vloce;