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I libri scritti “a mano” con la scrittura “carolina”

Dettato per la classe 5^ elementare

di Maria Paola Viale

Con l’invenzione della carta vi fu un aumento della produzione libraria che si registrò prima dell’avvento della stampa. Inoltre, vi fu lo spostamento della produzione: dai centri monastici alle città dove si trovavano le sedi di università. A Bologna, sotto i portici del Pavaglione, si collocano gli stationarii, che producono e vendono Codices. A ,loro si deve un primo processo di moltiplicazione e standardizzazione del libro: il Codex è suddiviso in fascicoli separati, detti Peciae, commissionati ai vari amanuensi, un pezzo alla volta, rendendo la produzione più rapida e i costi più contenuti. A questo si affianca un’espansione del mercato; non sono più solo i grandi centri ecclesiastici e universitari a commissionare i libri, ma anche tutto un nascente ceto borghese e mercantile. Da oggetto raro e prezioso, il libro diviene strumento di lavoro. Con esso si afferma una scrittura nuova: la carolina, assai più leggibile, con una forma ariosa ed elegante.

La minuscola carolina o scrittura di cancelleria è uno stile di scrittura creato durante la rinascita carolingia, avvenuta sotto il regno di Carlo Magno nei secoli VIII e IX d. C.. Questa scrittura fu messa a punto per la prima volta nel monastero benedettino di Corbie, trasformando la minuscola corsiva, allora usata dai notari in varie versioni regionali, in una nuova scrittura caratterizzata da una forma regolare delle singole lettere e dall’eliminazione delle legature e delle abbreviazioni. La carolina fu prima adottata dai grandi monasteri per la trascrizione delle Sacre Scritture, poi fu insegnata nelle scuole vescovili e monastiche, quindi utilizzata dalle pubbliche amministrazioni per tutti gli atti ufficiali. Fu molto importante perché facilità la trascrizione di testi classici agli amanuensi, semplificò notevolmente la comunicazione internazionale e diede una nuova spinta alla rinascita e alla diffusione della cultura nei secoli altomedioevali.

 

Libri

 

 

 

 

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