Addio alle armi di Ernest Hemingway

Addio alle armi (A Farewell to Arms) di E. Hemingway (1929)

del prof. Luigi Gaudio da un testo di Mirco Zoggia

L’AUTORE

Ernest Hemingway nasce ad Oak Park, in Canada nel 1898. Fin da bambino dimostra di essere portato per la scrittura, tanto che, appena diplomato, va a lavorare al quotidiano Kansas City Star. È il 1917, la vigilia dell’entrata in guerra degli Stati Uniti contro la Germania e l’Austria, quando si arruola come volontario nella Croce Rossa sul fronte Italiano. Durante un bombardamento resta ferito ad una gamba. Cosi, in ospedale, conosce e s’innamora dell’infermiera Agnes von Kurowsky. Quella con lei sarà una relazione travagliata, e alla fine lei decide di lasciarlo; questa la storia che ispirerà l’autore nello scrivere “Addio alle armi”.

ILTEMPO

II romanzo si svolge durante la prima guerra mondiale, esattamente alla fine del 1916 solo il primo capitolo, che comprende solo una piccola descrizione del paesaggio, e poi durante tutto il 1917.

LO SPAZIO

Il protagonista Frederic Henry si muove principalmente nel nord Italia, spostandosi tra le trincee in Friuli, in ospedale a Milano, in Svizzera e poi di nuovo a Caporetto fino a ritirarsi in Svizzera dove il romanzo si conclude.

TEMI PRINCIPALI

Amore e morte, la forza della passione e il potere della guerra che travolge tutto, questi sono i temi conduttori di un romanzo dalle forti emozioni

I PERSONAGGI

Frederic Henry di Addio alle armi (1929) è un antieroe. In principio egli è attratto dall’infermiera Catherine per un’unica ragione: il sesso. Come Jake Barnes, protagonista del primo romanzo di Hemingway Fiesta (Il sole sorgerà ancora) (The Sun also Rises) del 1926 anche lui è un tipo passivo. Egli sente che la sua unità di ambulanza “sembra funzionare meglio quando io sono via”. Quando gli chiedono perché, americano, stava con l’esercito italiano, egli risponde “non lo so” o semplicemente “ero in Italia… e parlo italiano” . Quando Catherine gli annuncia di essere incinta, lui risponde “ti senti sempre preso in trappola dalla biologia”, pensando egoisticamente solo a se stesso. E, ovviamente, è un disertore, per quanto saggia potesse essere quella decisione in quel frangente.

I PERSONAGGI

Catherine Barkley è un’infermiera molto carina, alta, bionda, pelle abbronzata e occhi grigi, che lavora in un ospedale a Gorizia, al principio non attratta dal sottufficiale, tanto da non accettare le sue avances, poi gli si appassiona sempre di più fino a seguirlo prima a Milano per curarlo e poi in Svizzera.

I personaggi secondari sono il cappellano, l’ufficiale, i suoi compagni e le infermiere, tutti un po’ di contorno ai due principali.

LO STILE

In quest’opera ci sono molti dialoghi a discapito delle descrizioni che sono presenti solo all’inizio nella rappresentazione del paesaggio, o in piccole ma minuziose esposizioni di particolari.

Come in tutte le opere di Hemingway, gli scenari dove si svolge la storia riflettono gli stati d’animo dei personaggi: sono devastati, tristi e spesso ingrigiti dalla pioggia; e la pioggia in Hemingway, lascia sempre presagire la morte, come del resto accade nella scena finale, quando Catherine muore di parto, mentre fuori pioveva.

IL RIASSUNTO

L’americano Frederic Henry, che presta servizio nei reparti sanitari dell’esercito italiano alla guida di un’ambulanza come sottufficiale, conosce un’infermiera inglese, Catherine Barkley, e se ne innamora, ricambiato. Frederic viene ferito ad una gamba e viene ricoverato prima sul posto e poi dopo un lunghissimo viaggio trasferito a Milano; Catherine lo raggiunge per curarlo.

Dopo la guarigione trascorrono in Svizzera il periodo di convalescenza. È un’estate felice, lontana dagli orrori della guerra. Quando poi arriva l’autunno, Catherine confessa a Frederic di essere incinta. Lui deve però torna al fronte mentre lei ritorna a Milano.

Henry si trova coinvolto nella ritirata di Caporetto dove era stato incaricato di consegnare tre ambulanze piene di rifornimenti sanitari e i suoi tre volontari a Pordenone, sulla sponda opposta del Tagliamento.

Poiché la strada principale è affollata di rifugiati e soldati, Henry sceglie una strada secondaria, ma le sue tre ambulanze affondano nel fango senza alcuna speranza di essere recuperate e sono abbandonate. Dei suoi tre volontari, uno è ucciso dalla stessa retroguardia italiana, e un altro diserta per i tedeschi.

La diserzione era diffusa, e quelli che erano catturati e rifiutavano di collaborare erano giustiziati, come “ufficiali che non stavano con la loro truppa” . Questa la situazione di Henry e, poiché parla italiano con un accento straniero, egli può essere facilmente preso per una spia tedesca. Dopo essere stato catturato dai carabinieri e dalla polizia militare, egli vede come altri ufficiali sono fucilati, e capisce che lui stesso subirà la stessa sorte, quindi fugge tuffandosi nel Tagliamento, galleggiando lungo la corrente, e nascondendosi in un vagone ferroviario.

Questa azione lo rende un disertore; ma egli sente semplicemente di “avere concluso una pace separata”.

Dopo essere sfuggito indenne dalla disfatta va a prendere Catherine a Milano e, ricercato anche l’, scappa in Svizzera, dove lei, dopo un tragico parto, muore con il bambino soffocato dal suo cordone ombelicale, in una giornata di pioggia.

Audio Lezioni sulla Letteratura del novecento del prof. Gaudio

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