Alcol: non farlo diventare un problema

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Psicomotorio fino all’esplosione di atti violenti, senza che vi sia un concomitante obnubilamento della coscienza; in altri invece manca quasi del tutto l’eccitamento e l’ubriaco cade in uno stato di depressione ansiosa che lo spinge ad atti pericolosi contro se stesso. Vi sono poi casi in cui l’abuso di alcol in individui predisposti può provocare un attacco convulsivo epilettico, mentre in altri ancora provoca stati psicopatici di vario tipo che durano uno o più giorni. L’ubriachezza volontaria è un fatto che , se si presenta isolatamente o sporadicamente nella vita di un uomo, non richiede alcuna cura. Quando, però, è recidivante e frequente può rappresentare il primo passo verso l’alcolismo cronico. Con la denominazione di alcolismo cronico viene designato l’insieme delle manifestazioni morbose, psichiche e somatiche, prodotte dall’intossicazione cronica causata dall’abuso abituale e prolungato di bevande alcoliche. Consta di sintomi psichici e fisici. Bisogna distinguere l’alcolista cronico dal bevitore abituale. La malattia alcolismo (2)

Pagina realizzata dalle  alunne BIANCHI Roberta , DAI Francesca e PEROTTI Carola
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