Un altro lunedì di Primo Levi

Un altro lunedì di Primo Levi

La poesia è ambientata a Torino, nella stazione di Porta Nuova, dove un lunedì mattina si torna alla vita lavorativa.

Levi immagina che ci sia un Minosse che divide un gruppo di dannati da un altro gruppo di eletti,

Occorre notare:

  1. che l’ha scritta nel 1946, un anno dopo aver fatto esperienza di “nuovi Minosse” che distinguevano i “sommersi dai salvati”, ma con altri criteri;
  2. che ancora una volta tornano le reminiscenze dantesche, come quando nella desolazione del lager (inferno) rammentava il ventiseiesimo dell’Inferno (qui invece il quinto)

Un altro lunedì di Primo Levi (testo della poesia)

«Dico chi finirà all’Inferno:
I giornalisti americani,
I professori di matematica,
I senatori e i sagrestani.
I ragionieri e i farmacisti 5
(Se non tutti, in maggioranza);
I gatti e i finanzieri,
I direttori di società,
Chi si alza presto alla mattina
Senza averne necessità. 10
Invece vanno in Paradiso
I pescatori ed i soldati,
I bambini,  naturalmente,
I cavalli e gli innamorati.
Le cuoche e i ferrovieri,  15
I russi e gli inventori;
Gli assaggiatori di vino;
I saltimbanchi e i lustrascarpe,
Quelli del primo tram del mattino
Che sbadigliano nelle sciarpe».  20
Cosi Minosse orribilmente ringhia
Dai megafoni di Porta Nuova
Nell’angoscia dei lunedì mattina
Che intendere non può chi non la prova.

Avigliana, 28 gennaio  1946.

da “Ad ora incerta”

Audio Lezioni su Primo Levi del prof. Gaudio

Ascolta “Primo Levi” su Spreaker.