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CASPAR DAVID FRIEDRICH – Le bianche scogliere di Rugen

Libri-di-testo
Le bianche scogliere di Rugen (1818, anno delle nozze di Friedrich con la moglie Caroline)





    Sagome e simbolismo: due uomini (Friedrich, al centro, e il fratello) e una donna (la moglie dellâ€artista) sono in ombra, voltati di schiena (ma sono sagome che ritornano frequentemente nelle sue opere, quindi riconoscibili) rivolti verso il panorama. Tutte compiono azioni ben precise: lei indica, Friedrich si abbassa per guardare bene, il fratello osserva lâ€orizzonte, perdendosi davanti alla contemplazione dellâ€infinito. Alcuni riconoscono in questi gesti una valenza simbolica di origini cristiane, rispettivamente la carità (per la veste rosso squillante della donna), lâ€obbedienza e lâ€umiltà (a carponi), la speranza (il guardare ad un orizzonte infinito). È da notare la scelta innovativa di raffigurare le figure di spalle: allâ€autore non interessava definire un uomo preciso, perché quella che nel quadro osserva lâ€infinito è tutta lâ€umanità. Ciascuno si potrebbe identificare in queste sagome anonime. È una presenza umana al tempo stesso particolare e universale.

    Rapporto tra uomo e natura: gli uomini, oltre a non essere identificati, occupano uno spazio notevolmente ristretto della tela. La natura non è più un semplice sfondo o scenario, ma diventa una presenza anche più imponente di quella umana (che però lâ€artista sceglie di mantenere in tutte le sue opere). Il cuore dellâ€opera è quindi la natura in tutto il suo mistero, ma Friedrich sceglie di porre nelle sue opere anche il soggetto osservatore, la presenza umana nella natura.

    Contrapposizione tra finito e infinito nella tecnica: lo spazio in primo piano e il mare che si stende allâ€infinito sono realizzati con due tecniche notevolmente diverse (innovazione). Le figure, lâ€erba, le fronde dellâ€albero, le rocce e il ghiaccio sono nettamente e minuziosamente definiti, secondo la stessa tradizione di Friedrich, quella fiamminga, attenta alla cura del disegno. Invece il mare e il cielo si confondono in una pennellata molto liquida, luminosa e assolutamente non definita in cui prevale più lâ€aspetto del colore che quello della forma. Questo dice già della concezione che Friedrich ha dellâ€uomo in quanto creatura finita che ricerca lâ€indefinito, lâ€infinito.

    Il viaggio: La presenza di due barche a vela nel vasto mare (se ne ipotizza una terza, sebbene non sia definita, per far corrispondere ad ogni figura una barca) dice di un altro tema molto caro a Friedrich: il viaggio. Lâ€artista infatti considera il viaggio come metafora della vita dellâ€uomo (il suo stesso viaggio di nozze lo intravede come un nuovo inizio) e lo svilupperà anche in altre opere.

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