Che stai? già il secol l’orma ultima lascia

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di Ugo Foscolo

Analisi del testo, del prof. Luca Manzoni

Ugo Foscolo, Sonetto 12 (Che stai? già il secol l’orma ultima lascia)

Che stai? Già il secol l’orma ultima lascia;
dove del tempo son le leggi rotte
precipita, portando entro la notte
quattro tuoi lustri, e obblio freddo li fascia.

Che se vita è l’error, l’ira, e l’ambascia,
troppo hai del viver tuo l’ore prodotte;
or meglio vivi, e con fatiche dotte
a chi diratti antico esempi lascia.

Figlio infelice, e disperato amante,
e senza patria, a tutti aspro e a te stesso,
giovine d’anni e rugoso in sembiante,

che stai? Breve è la vita, e lunga è l’arte;
a chi altamente oprar non è concesso
fama tentino almen libere carte.

È il sonetto conclusivo della raccolta delle Poesie, ma fu probabilmente composto nel 1800.

1. Comprensione complessiva

1. 1 Esegui la parafrasi del testo.

1. 2 Individua i temi trattati nel sonetto ed elencali sinteticamente.

2. Analisi del testo e interpretazione

2. 1 Esamina il testo poetico

  • a livello lessicale: individua le parole chiave e le aree semantiche;
  • a livello retorico: riconosci le figure della metafora e dell’antitesi.

2.      2 Quale funzione viene attribuita alla letteratura negli ultimi due versi? Quale modello può aver ispirato Foscolo?

3.      3 Quale significato assume il fatto che il sonetto sia collocato alla fine della raccolta delle Poesie?

3. Approfondimento

3. 1 Confronta il ritratto che emerge da questa poesia con i molti altri “autoritratti” di Foscolo.

3.2 Quale titolo daresti al sonetto?

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