Contrattazione sì, contrattazione no, contrattazione quando

Contrattazione d’istituto sì, contrattazione no, contrattazione quando

Sono Luigi Gaudio, il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Belgioioso in provincia di Pavia. Anzitutto sarebbe assurdo concepire il nostro ruolo di gestione della scuola come un potere personale. Lo sappiamo, abbiamo bisogno di collaboratori, referenti e funzioni strumentali al PTOF, ma abbiamo bisogno anche di contrattare, anche solamente perché altrimenti correremmo il rischio di voltarci indietro e di scoprire che nessuno ci segue. Il nostro lavoro è fatto di relazioni, non sempre semplici, anzi è proprio qui la parte complicata del nostro lavoro, ma relazioni necessarie.

Contrattazione quando. Il contratto collettivo nazionale di lavoro è chiaro al proposito. La contrattazione integrativa di istituto è avviata entro il 15 settembre e la sua durata, ai sensi dell’articolo 7 commi 6 e 7 del Contratto, non può protrarsi oltre il 30 novembre.

Io devo ringraziare la mia DSGA che mi è di grande supporto per rispettare le scadenze.

Il modello negoziale sopra richiamato fornisce alle amministrazioni gli strumenti necessari per dare in primo luogo ampio spazio alla contrattazione collettiva e, solo in seguito, ove permanga una situazione di stallo, fornisce alle Istituzioni la possibilità di adottare atti unilaterali finalizzati ad evitare pregiudizi alla funzionalità dell’azione amministrativa, cioè la legge dà il  diritto all’amministrazione a provvedere, in via provvisoria, sulle materie del mancato accordo, fino alla successiva sottoscrizione.

A questo punto scatta però la legge principale del nostro lavoro, cioè quella del buon senso. Ci sono operazioni così urgenti da imporre un atto unilaterale?

Le previsioni contrattuali, quindi, puntano sempre verso la contrattazione collettiva, imponendo comunque la prosecuzione delle trattative per pervenire ad un accordo che sostituisca l’eventuale atto unilaterale che, ricordiamo, riveste carattere provvisorio. A maggior ragione, quindi, deve ritenersi valido un contratto collettivo integrativo sia pure stipulato in ritardo rispetto ai termini di cui al citato art. 22 comma 7.

Molti sono i miei colleghi che firmano con le rappresentanze sindacali contratti ad aprile, se non maggio.

Io, grazie alla situazione di collaborazione, di contenuta conflittualità interna, riesco a farla entro i termini, ma la cosa più importante non è il quando, ma il come.

Audio Lezioni sulla Pedagogia e organizzazione della scuola del prof. Gaudio

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