Crisi dell’autonomia scolastica

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Le nuove rivoluzioni scientifiche nascono dalla fede.

L’apparato giuridico che va sotto il nome “autonomia” ha aperto una finestra su un sogno. In quegli anni in cui sono state elaborate le leggi sull’autonomia, le istituzioni e perfino il sindacato, hanno dichiarato il loro limite. Il problema è che, mancando una cultura dei soggetti dell’autonomia, questa speranza di cambiamento non si è realizzata se on in minima parte. C’è stato il cambiamento del meccanismo, della pulsantiera, ma solo apparente, perché non c’era una cultura dell’autonomia. L’autonomia non è il fine, ma il mezzo, utile per raggiungere il vero fine, cioè la libertà. La libertà riguarda il soggetto educativo, riguarda l’istituzione, e riguarda anche i giovani, che, appunto, vanni educati alla libertà.

Un’autonomi a incompiuta sta portando a un neocentralismo.

Purtroppo, i giovani oggi non si mettono di fronte alla realtà, ma di fronte ad un’immagine della realtà, poiché quella della televisione, dei videogiochi, non è la realtà, ma un’immagine distorta della realtà.

In questo panorama difficile, la riforma delle superiori sembra proporre una nuova stagione, ma in realtà è più una riorganizzazione.

Tuttavia, in questo momento, vi sono elementi interessanti, poiché quella di oggi è una generazione che ha un atteggiamento di attesa molto forte, ha bisogno di verità, ha un atteggiamento positivo nei confronti degli adulti, ha un desiderio di scoprire il mondo.

Autonomia e decentramento

Come ricostruire il sistema? Attraverso l’autonomia e il decentramento. Tuttavia se l’autonomia non è realizzata, anche sul decentramento c’è stato uno stop da parte del MIUR, causata da una serie di condizionamenti, dovuti più alle perplessità interne, che non ai sindacati.

Federalismo scolastico

O il decentramento tiene conto dell’autonomia delle singole scuole, oppure il federalismo, anche scolastico, non farà altro se non moltiplicare il peso della burocrazia. Insomma se alla fine si creeranno 20 ministeri,  problema non verrà risolto, ma verrà elevato all’ennesima potenza. Infatti il federalismo, senza l’autonomia, rappresenterebbe una riforma più dannosa che altro. Occorre che invece di 20 Viale Trastevere ci siano 13.000 Viale Trastevere. Occorre però che le scuole siano pronte a questo, siano pronte ad assumersi la responsabilità, occorre che la sussidiarietà non sia una bella parola, ma una realtà.

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