Domiziano: 81-96 d.C.

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dalla Storia romana

di Carlo Zacco

Domiziano: 81-96 d.C.

 

Caratteri: autoritarismo. Domiziano succede quasi subito a Tito. Si distingue per la tendenza al dispotismo, molto più accentuata rispetto al padre e al fratello. La storiografia antica ci ha restituito il ritratto in un vero e proprio mostro. In effetti fu violento e autoritario, e si mise in contrasto con l’aristocrazia perseguitando molti oppositori mediante processi politici.

 – Intellettuali. Fu un despota anche contro gli intellettuali: fece cacciare molti stranieri come Epitteto e Dione di Prusa; ridusse al silenzio alcuni romani come Giovenale, Plinio, Tacito; costrinse altri come Marziale o Stazio ad atteggiamenti adulatori.

 

Politica interna. Apparteneva ad una famiglia di soldati, e disponeva dunque di un esercito ben addestrato che guidava personalmente. Le campagne più importanti furono le seguenti:

 – Germania: sconfisse i Catti, popolazione Germanica stanziata al di là del Reno;

 – Britannia: consolidò le precedenti conquiste romane sul territorio;

 – Dacia: tenta di conquistarla, ma viene sconfitto da Decebalo, col quale stipulò una pace,

 

Popolarità. La sua popolarità fu molto alta presso i soldati, e ciò facilitò le vittorie militari; ebbe invece molti oppositori a Roma, e fu oggetto di molte congiure, molte delle quali represse mediante atteggiamenti persecutori.

 – Congiura. Alla fine cadde vittima di un’ennesima congiura nel 96 d.C. organizzata dai pretoriani in unione con i senatori, e forse anche con la moglie, Domizia.

 

Bilancio finale. La morte di Domiziano mette fine alla dinastia Flavia, e insieme a lei al peggior governo della storia di Roma.

 

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