Gabriele D’Annunzio

VITA E OPERE

Insieme alla figura di Pascoli, domina il panorama letterario italiano tra l’800 e il 900 la figura di Gabriele DaAnnunzio. Nasce a Pescara nel 1863 e studia al collegio di Prato; ebbe una moglie e 3 figli, ma soprattutto molte amanti tra cui lattrice Eleonora Duse e la marchesa di Rudinic.

Fece diversi viaggi: come quello in Grecia per approfondire la cultura classica, e quello in Francia per fuggire ai creditori.

D’Annunzio trascorse la sua vita in due ville:

· Villa della Capponcina (Toscana), famosa per il lusso sfrenato;

· Villa del Vittoriale (Lago di Garda), che fu un regalo di Mussolini per il suo esilio dorato” e in cui trascorse l’ultimo periodo della sua vita.

Egli partecipò attivamente alla vita politica, le sue imprese principali furono:

· il volo su Vienna, in cui gettò dei volantini di propaganda;

· Vittoria di Fiume, a conclusione della I Guerra Mondiale (1919) D’Annunzio occupò con i suoi seguaci la città  di Fiume, di cui divenne anche legislatore fino al 1921.

Le opere di D’Annunzio possono essere suddivise in prosa (romanzi) e in versi(poesia). Esse a loro volta sono divise in diversi periodi:

 

·Periodo giovanile: in cui scrisse le raccolte poetiche Primo Vere” e Canto Novo” (d’ispirazione Caducciana). Per quanto riguarda la prosa invece sispirò ai veristi (Verga) e scrisse Le Novelle della Pescara”; mettendo in evidenza la sensualità  primitiva della popolazione. 

 

·Periodo romano: in cui entra a far parte dei salotti della Roma borghese.

Per quanto riguarda la poesia scrisse il Poema paradisiaco”, che piacerà  molto ai crepuscolari(poeti malinconici). Inoltre scrisse 3 romanzi: Il Piacere”, considerato il suo capolavoro e il cui protagonista Andrea Sperelli è un perfetto dandy e rappresenta se stesso; Il trionfo della morte”; e lInnocente”, in cui inizia la sua fase malinconica rendendosi conto del vuoto che lo circonda.

Questo è soprattutto il periodo dellEstetismo: in cui tutto è lecito, non si bada alla moralità , e in cui c’è una perfetta analogia tra vita e arte.   

 

·Periodo del Superuomo: sono gli anni in cui vive nella villa della Capponcina.

In questo periodo per quanto riguarda i romanzi scrisse: Il fuoco” considerato il manifesto letterario del superuomo, per D’annunzio, è un uomo aristocratico che disprezza la massa. Le vergini delle rocce”, il cui protagonista desiderava avere un figlio perfetto da donne belle aristocratiche e vergini.

Per quanto riguarda la lirica scrisse la raccolta Laudi”, composte da 4 raccolte dal nome: le Laudi del cielo”, della terra”, del mare” e degli eroi”. Esse prendono il nome di Maia, Merope, Elettra e Alcione. In realtà  avrebbe dovuto scriverne 7 in onore delle 7 ninfe figlie di Atlante che Zeus trasformò nella costellazione delle Pleiadi. Tra questi il più riuscito è Alcione (La pioggia nel pineto), in cui svanisce l’enfasi letteraria e prevale la musicalità  e l’esaltazione della natura.

Del periodo del superuomo fanno parte alcune opere teatrali scritte in versi, come il capolavoro La figli di Jorio”.

 

·Periodo francese:

 

·Periodo del Vittoriale: in cui fa parte la raccolta di romanzi Notturno” scritta in convalescenza scritta in convalescenza per la ferita all’occhio (periodo malinconico).

 

I PRINCIPI DELLA POETICA DI D’ANNUNZIO

Per D’Annunzio lArtista è un uomo superiore che deve sottomettere il popolo con la sua volontà  di potenza.

· vita vista come opera d’arte;

· disprezzo per la democrazia;

· amore per il rischio;

· esaltazione della volontà  di potenza;

· esaltazione nazionalistica e imperialistica;

· contestazione dell’Italia parlamentare.

           

LINGUAGGIO

Arcaico: lontano dall’uso quotidiano;

Rime: irregolari-assonanze;

Lessico: raffinato;

Sintassi: breve, stile nominale (quasi senza verbo);

Ritmo: rompe con la metrica tradizionale.

  • Gabriele D’Annunzio: introduzione demo delle videolezioni del prof. Gaudio su 29 e lode