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Gli imperi coloniali di Spagna e Portogallo

dalla Storia moderna

di Carlo Zacco

Gli imperi coloniali spagnolo e portoghese

Dalle scoperte alle conquiste

Spartizione del globo. Dopo le scoperte, le potenze coloniali procedettero con le conquiste dei territori oltre oceano. Per evitare conflitti, Spagna e Portogallo stipularono nel 1494 il Trattato di Tordesillas, un accordo che prevedeva la spartizione delle terre scoperte in due parti, separate da una linea chiamata raya.

L’impero portoghese. Ai portoghesi toccò l’Africa e l’Asia, e successivamente il Brasile. In Asia e Africa istituirono un sistema di porti fortificati sulle coste per controllare meglio il traffico di spezie; lo stesso fecero sulle coste dell’Africa, non spingendosi mai troppo nell’entroterra. Dal continente africano commerciarono soprattutto oro e schiavi.

L’impero spagnolo. Nel nuovo continente gli spagnoli procedettero senza troppi scrupoli ad ampie conquiste, affidando le operazioni ai conquistadores, avventurieri spregiudicati e intraprendenti che in breve tempo sottomisero buona parte del continente. Il governo spagnolo adottò l’istituto delle encomiendas, secondo le quali i conquistatori diventavano padroni sia dei territori conquistati che delle persone, che vennero ridotte in schiavitù. I principali conquistatori furono due:

1)     Hernàn Cortés: conquistò e distrusse l’impero Azteco con un esercito e una flotta potentissimi, anche troppo rispetto alle esigue forze dei combattenti Aztechi. I conquistatori seppero sfruttare la propria superiorità tecnologica, con armi da fuoco e cavalli, sconosciute agli amerindi; e anche la propria superiorità strategica, poiché seppero sfruttare a proprio vantaggio le divisioni interne all’impero azteco.

2)     Francisco Pizzarro: una cosa simile fece Francisco Pizzarro tra il 1531 e il 1533 contro l’Impero Inca, che conquistò costituendovi il Vicereame del Perù.

Audio Lezioni di Storia moderna e contemporanea del prof. Gaudio

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