Gelmini: Docenti e dirigenti non facciano politica nelle scuole

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fonte: IGN-ADNkronos, 12.2.2009

Il ministro dell’Istruzione fa riferimento alla vicenda di un istituto in cui è stato dato ’10 e lode’ a tutti gli alunni per protestare contro il ritorno al voto espresso in numeri: “E’ un fatto grave”. E ”per dare una risposta al precariato” applicazione estensiva della direttiva Brunetta sul pensionamento con 40 anni di servizio

Roma, 12 feb. (Adnkronos/Ign) – “Purtroppo parte del personale della scuola fa politica. Chi svolge la funzione dirigente o docente è chiamato ad un ruolo istituzionale, non a fare politica all’interno delle scuole”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini, in riferimento alla vicenda di una scuola di Bologna in cui sono stati dati a tutti gli alunni 10 e lode per protestare contro il ritorno al voto decimale. “E’ un fatto grave – ha aggiunto – che voglio denunciare, che crea disordine e danneggia le famiglie”.
A margine della presentazione del rapporto sulla situazione della scuola italiana curato dalla Fondazione Agnelli, la Gelmini ha illustrato i contenuti dell’incontro avuto oggi con i sindacati di categoria osservando che l’applicazione estensiva della direttiva Brunetta sul pensionamento con 40 anni di servizio “è l’unico modo per dare una risposta al precariato”. Per il ministro infatti, “l’applicazione in maniera più ampia della direttiva consentirebbe di liberare posti per i più giovani. Non è stata fatta alcuna stima dei posti che si potrebbero rendere disponibili – ha precisato – ma sono numero importanti”. Nel corso dell’incontro è stato quindi affrontato il nodo dei decreti che, ha detto Gelmini, “rimangono invariati ma abbiamo dato la disponibilità a condividere con i sindacati la loro applicazione, prevedendo una maggiore flessibilità per garantire il funzionamento delle scuole e il servizio mensa”. E’ stato poi formalizzato un tavolo sul precariato che, ha sottolineato il ministro, “è frutto di anni in cui non si è calcolato il fabbisogno reale di docenti delle scuole e che è diventato oggi una vera e propria piaga sociale”.
Durante il suo intervento la Gelmini ha poi sottolineato che “offrire una carriera agli insegnanti è un atto di giustizia”. Secondo il ministro l’introduzione della carriera per la professione docente è un provvedimento che “sicuramente arriva in ritardo”, ma che è possibile arrivare ad approvare.
Quanto alla concorrenza tra le scuole, proposta che ha creato polemiche, secondo il ministro “non significa privatizzare le scuole ma, finché i dirigenti non avranno la possibilità di chiamare direttamente gli insegnanti, l’autonomia sarà un termine privo di significato” .

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