La Via Francigena

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un percorso lungo mille anni

Esistono in Europa itinerari antichissimi, lungo i quali i devoti viandanti si incamminavano un tempo per raggiungere i luoghi della loro fede : le tombe di San Pietro e Paolo a Roma, mete estreme come la tomba di Santiago a Compostela, o addirittura il Santo Sepolcro in Terra Santa.

Senza dubbio, fra i sentieri più calpestati, c’erano le “vie romee”, così chiamate perché conducevano i fedeli a Roma e “romei” si sarebbero detti comunemente questi pellegrini, distinguendoli da quelli diretti o reduci da Santiago detti “peregrini” e quelli diretti o reduci da Gerusalemme detti “palmieri”.

Presto le vie romee si consolidarono e, lungo il percorso, per rendere più sicuro il cammino, nacquero presidi militari, monasteri e abbazie.

Tra le numerose strade per Roma, una delle più antiche è la Via Francigena, così chiamata  perché conduceva i pellegrini nel lungo percorso dalla britannica Canterbury (foto 1) fino alla città di Roma, attraverso la Francia. La storia narra che fu Sigerio, arcivescovo di Canterbury, recandosi a Roma nel 990 d.C. in visita dal Papa Giovanni XV, a segnare il cammino noto come Via Francigena, determinando la nascita di una dei più importanti itinerari di pellegrinaggio. Di questo viaggio , il prelato inglese lasciò un diario in cui sono elencate le 79 tappe effettuate per giungere a destinazione. 

Le prime testimonianze di questa via risalgono al secolo VI, quando i longobardi dominavano l’Italia centro-settentrionale. Essi, infatti, dalla capitale Pavia dovevano raggiungere sicuri i loro ducati oltre l’Appennino, e sui tradizionali percorsi romani rischiavano l’incontro con i loro acerrimi nemici bizantini. Diedero così origine a quella che sarebbe diventata una delle più importanti vie di pellegrinaggio d’Europa, creando il percorso di Monte Bardone, tra Fornovo, Berceto e Pontremoli, l’odierno passo della Cisa.

Quando Carlo Magno, nel 773 d.C., sconfisse Adelchi, figlio dell’ultimo re longobardo Desiderio, i franchi subentrarono nel governo delle terre italiane. Si fecero così più intensi gli scambi fra il nord e il sud dell’Europa, incentivati dalla solida alleanza fra Papato e Sacro Romano Impero. Non si poteva parlare di un’unica Via Francigena, ma di tante vie che procedendo parallele finirono per configurare un’ampia striscia di territorio che, da Roma, saliva verso il nord dell’Europa.

All’interno di questo fascio di vie quelle che introducevano in Italia i pellegrini d’Oltralpe erano principalmente due: una attraverso i passi occidentali del Grande e Piccolo San Bernardo, che presero il nome da Bernardo di Mentone, arcidiacono della Chiesa di Aosta, che nel secolo XI aveva promosso la costruzione sul passo di un ospizio, raggiungendo Aosta per seguire la Dora e arrivare fino a Pavia; l’altra più a sud, attraverso i passi del Monginevro e Moncenisio, entrava nella Val di Susa, per giungere a Torino e da lì procedere verso Tortona. Per queste strade erano nate diverse abbazie e santuari come la “Sacra di San Michele della Chiusa a Novalesa” (foto2) o “San Michele del Gargano”

 

                       

I due rami del tratto alpino della Francigena si riunivano a Piacenza, da dove si superava il Po per toccare i centri di Fiorenzuola , Fidenza e Parma e da lì attraverso il passo della Cisa si entrava in Toscana. 

Lì giunti, i pellegrini potevano venerare una reliquia molto celebrata: il crocefisso detto “Santo Volto” (foto 3) di Matteo Civitali nella Cattedrale di S:Martino a Lucca, per poi continuare il cammino e guadagnare Siena.

Da Siena la Francigena recuperava alcuni tratti dell’antica via consolare Cassia per giungere ad Acquapendente dove i Pellegrini potevano visitare una riproduzione dell’edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Così di santuario in santuario si giungeva a Roma per venerare le tombe degli apostoli Pietro e Paolo e per vedere la “Veronica” o “vera icona”, l’immagine del volto di Cristo un tempo conservata nella Basilica Vaticana. Da qui ci si preparava a visitare altri luoghi santi: dal santuario dell’arcangelo Michele sul Gargano a quello di San Nicola a Bari.

Tuttavia, quando oggi si parla di Via Francigena si prende in considerazione il percorso dell’Arcivescovo di Canterbury, quello attraverso il passo del San Bernardo, le cui tappe documentate dal suo diario sono considerate dall’Unione Europea unico e ufficiale itinerario della Via Francigena.

Negli ultimi anni la Via Francigena sta conoscendo una vera e propria rinascita, essa non è soltanto un importante itinerario di pellegrinaggio, ma anche un’occasione unica di scoperta e di conoscenza dei luoghi che tocca e dei loro tesori.

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