Le vele di Astrabat

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di Antonio Messina – pag. 115

Era l’inizio. i quattro elementi, Aria, Terra, Acqua e Fuoco si erano uniti
per ricreare l’armonia dell’universo, ma ci fu un intoppo. gli elementi
pesanti formarono le Terre del Sole Pallido, gli elementi leggeri invece
unendosi diedero vita alla Città del Silenzio, i Cerchi di Luce Energetica.
Esisteva un confine ancora inesplorato, materia e energia a cercare
l’unione perfetta. poi Atzelil tentò di varcare la zona di confine per
completare il suo ciclo; era solo energia ma voleva contaminarsi con la
materia ed amare: fu l’inizio della tragedia, perchè gli uomini del Sole
Pallido, non appena capirono, cercarono di conquistare la Città del
Silenzio e i Cerchi. Otlan amava Atzelil, l’amava di un amore assoluto, e
per questo aveva inviato Neilos ad Astrabat, il pianeta di Sabbia e Ombre
Lunari, dove un vento miracoloso, venendo a contatto con le cellule, le
rigenerava, permettendo al corpo di rinascere tre volte… ma anche gli
uomini del Sole Pallido sapevano, volevano conquistare Astrabat e
lavoravano ad un progetto folle per possedere l’immortalità, estendendo il
loro dominio all’intero universo. Un cerchio Illuminato non desiderava
l’immortalità, però. Una storia d’amore intensa e appassionante, un monito contro i difetti dell’uomo contemporaneo, e un invito a cercare la felicità tra le pieghe dell’esistenza terrena. Due storie, all’apparenza, fuse in un ‘cerchio’ di poesia pura, che lasciano al lettore il compito di scoprire il significato più profondo dell’essere umano.

Gordiano Lupi (Direttore Editoriale)

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