Margherita Porete

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Non Marta, ma Maria è il suo modello. Quasi tutto quel che sappiamo di Margherita Porete viene dal suo libro Lo specchio delle anime semplici. Di Margherita rimangono infatti poche notizie. E’ certo che quel poco che sappiamo dai documenti riguarda una beghina del XIII secolo, che venne arsa sul rogo come eretica in una piazza di Parigi nel 1310. Venne condannata perché non voleva tenere per sè quel suo libro e insisteva nel leggerlo ad altri. E naturalmente venne condannata per quel che v’era scritto. Per molto non fu affatto sicuro che la beghina arsa sul rogo nel 1310 a Parigi fosse proprio l’autrice di questo libro, che circolò per l’Europa segnalato inizialmente come di autrice anonima e poi di autore sconosciuto, al maschile.
Certo è comprensibile che circolasse attribuito ad un’anonima, dato che la sua autrice era stata arsa perché eretica. Ma il fatto poi di attribuirlo ad un anonimo non indica la difficoltà che gli uomini dotti hanno di riconoscere un grande libro come scritto da una donna?
Le notizie che abbiamo di Margherita derivano dai documenti dell’Inquisizione, che la condannò, che indirettamente parlano di lei.
L’Inquisizione è stata un tribunale della chiesa pensato espressamente contro gli eretici. Venne istituito dal papa Gregorio IX nel 1231. Ogni diocesi doveva avere un giudice dell’Inquisizione. Questo giudice dipendeva direttamente da Roma. Quando i giudici inquisitori condannavano a morte un eretico, in questo caso Margherita Porete, affidavano poi l’esecuzione della condanna al potere pubblico.

di Alice Fusè

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