Come era Auschwitz?

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da AlboScuole

 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

Meeting Nazionale Alboscuole 2010

Nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio di ogni anno si ricordano i 6 milioni di ebrei, zingari, gay, rom, dissidenti politici e tutti coloro che si opposero a quella insensata, crudele ed atroce uccisione, che avvenne in quei lontani Anni ‘40 solo perché la razza ariana potesse primeggiare su tutto e tutti. Tanti i messaggi e gli scritti in questi giorni per ricordare l’orrore di quegli anni nei campi di concentramento, dove si verificarono la maggior parte delle uccisioni, ma soprattutto è forte l’invito a ricordare e non a dimenticare. Come era Auschwitz? Ecco cosa rispondono gli artisti che, in un modo o nell’altro, hanno vissuto quell’esperienza o l’hanno ricordata. Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio. (Francesco Guccini) Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. In questo libro se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l’indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l’abdicazione dell’intelletto o del senso morale davanti al principio d’autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un’idea. (Primo Levi) Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali. (Theodor Adorno) Devo dire che l’esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. […] C’è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo. (Primo Levi) Dopo Auschwitz non è più possibile la poesia. (Theodor Adorno) Non perché non voleva, ma perché non poteva, Dio non è intervenuto ad Auschwitz. Ma egli non poteva intervenire perché nell’atto della creazione dal nulla si era limitato, anzi si era spogliato della sua potenza.(Eberhard Jungel) Sapete perché Dio non è ad Auschwitz? Perché non ha passato la selezione! (Il falsario – Operazione Bernhard) Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. (Elie Wiesel) Di Auschwitz ho un ricordo stupido se si vuole – … una sera sono andata sulla soglia della porta della baracca e c’era una lunona grande. Pensavo – la vedono anche a casa mia. Mi ha preso un’angoscia, un male fisico, una nostalgia così dolorosa della mia gente, della mia terra, di casa… Avevo il terrore di non farcela e mi ricordo che ci torturavamo dicendoci – … finirà presto la guerra, ci vedranno in questo stato e ci porteranno a casa con degli aerei. Avranno tutte le cure per noi ridotte in queste condizioni. Così in poche ore busseremo alla porta di casa e sentiremo dire – chi è … Mamma, mamma … E allora giù a piangere disperate. (Ondina Peteani) Ogni volta che penso a un nuovo romanzo penso a Auschwitz.(Imre Kerèsz)

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