Consegna della Medaglia d’Onore alla memoria di Ondina Peteani

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deportata Auschwitz n. 81672

27 Gennaio 2013 – Trieste

Su emanazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 27 Gennaio 2013 si terrà a Trieste la consegna della Medaglia d’Onore alla memoria di Ondina Peteani – deportata Auschwitz n. 81672

immagine Medaglia

Il 27 Gennaio 2013, presso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Trieste, il Prefetto, dott.ssa Francesca Adelaide Garufi, consegnerà a Gianni Peteani la Medaglia d’Onore a memoria di sua madre, Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, deportata Auschwitz n. 81672 .

La cerimonia si terrà alle ore 12.30 nello Studio del Prefetto.

MEDAGLIA D’ONORE AI DEPORTATI MILITARI E CIVILI DELLA II GUERRA MONDIALE

La concessione della Medaglia d’Onore è disciplinata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 206 (Legge Finanziaria 2007, art. 1, commi 1271-1276).

Il termine IMI è l’acronimo ufficiale di Italianische Milita [r1] r-Internierten, termine adottato dalle autorità tedesche nei confronti dei soldati italiani catturati, rastrellati e deportati nei territori del Terzo Reich nei giorni immediatamente successivi all’Armistizio di Cassibile (8 settembre 1943).

Tra gli internati ed i deportati molti furono destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra ed a tutti i militari internati fu negato lo status di prigionieri di guerra previsto dalla Convenzione firmata a Ginevra il 27 Luglio 1929 e sottoscritta anche dalla Germania.

A tutt’oggi ancora non è certo il numero degli internati e deportati. Nell’ambito dei lavori preliminari all’approvazione della Legge è scritto: “Tra l’8 settembre 1943 (data in cui fu firmato l’Armistizio con gli anglo americani e affidato il governo a Badoglio) e l’8 maggio 1945, oltre settecentomila italiani militari e civili deportati ed internati in Germania, per venti mesi, giorno dopo giorno furono costretti a servire l’economia e la macchina bellica del regime hitleriano che, aggirando l’osservanza delle norme dei trattati internazionali, li privò dello status di prigionieri di guerra, sottoponendoli, nella maggior parte dei casi, a trattamenti inumani”.

La Medaglia è coniata dalla Zecca dello Stato in metallo e riporta da un lato lo Stemma della Repubblica Italiana con intorno la scritta “Medaglia d’Onore ai Cittadini Italiani Deportati ed Internati nei Lager Nazisti 1943-1945” e dall’altro il nome e cognome dell’internato o del deportato dentro un cerchio di filo spinato.

La consegna delle Medaglie d’Onore, di cui alla Legge Finanziaria del 2007, è stata idealmente collegata alla data del 27 gennaio, “Giorno della Memoria”, istituito con Legge 20 luglio 2000, n. 211, approvata all’unanimità da tutte le forze politiche per ricordare la Shoa, ovverosia lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti e rendere omaggio alle numerose vittime, nonché a tutti coloro che, a rischio della propria vita, si sono opposti al progetto di sterminio ed hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati, poi riconosciuti “Giusti fra le Nazioni”.

Infatti, in tale data si ricorda il 27 gennaio del 1945, quando i soldati dell’Armata rossa entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz abbattendo i cancelli del più esteso luogo di sterminio nazista.

Così si è espresso lo scorso anno il Prefetto di Bologna:

«È importante ricordare come l’aberrazione nazista, di cui la Shoah fu la più tragica conseguenza, cominciò, e soprattutto è importante trasmetterne la memoria alle giovani generazioni, perché siano sempre bloccate sul nascere, quando se ne intravedono i prodromi, le involuzioni che possono provocare inarrestabili derive nell’abisso dell’intolleranza, del razzismo, della persecuzione». Lo ha detto il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia, nel corso della cerimonia di consegna, oggi a palazzo Caprara, sede della prefettura, di 14 medaglie d’Onore ad altrettanti bolognesi ex internati nei lager nazisti o deportati in Germania per svolgere lavoro coatto. Presenti le autorità civili e militari.
Durante l’evento che si è svolto, come ogni anno, in coincidenza del ‘Giorno della Memoria’, ricorrenza istituita per ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali e la persecuzione degli ebrei italiani, il prefetto Tranfaglia ha, inoltre sottolineato come sia altrettanto importante «insegnare come solo una democrazia vera, fondata sul rispetto delle libertà e dei diritti di ognuno, e sul confronto e il dialogo con gli altri – anche portatori di culture, lingue e fedi diverse – sia il bene più prezioso da perseguire e tutelare per sconfiggere la barbarie e l’intolleranza».

La medaglia d’onore è un’onorificenza della Repubblica, istituita con la legge 296 del 27 dicembre 2006, che viene conferita dal Presidente della Repubblica, a titolo di risarcimento soprattutto morale, ai cittadini italiani che furono deportati in Germania e internati nei lager nel corso della seconda guerra mondiale.

Furono oltre 600.000 i militari e civili che dopo l’8 settembre 1943 non accettarono di schierarsi con l’invasore nazista e furono per questo destinati alla prigione nei campi di concentramento o ai lavori forzati nelle fabbriche tedesche come “schiavi di Hitler”.

“E’ importante il ricordo, unito alla riflessione, su una delle pagine più buie e terribili della storia dell’uomo, di fronte alle quali non si può e non si deve restare indifferenti – ha detto il prefetto Tranfaglia nel corso del suo intervento, rivolgendosi soprattutto ai giovani – affinché la conoscenza e la memoria, tramandati di generazione in generazione, possano costituire avvertimento e guida, a vigile garanzia della dignità della persona umana, e dei valori della tolleranza, della pace, della libertà, la cui conquista è costata sacrifici e sofferenze e per la cui affermazione non bisogna mai smettere di impegnarsi e, quando necessario, di lottare”

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