E’ bello vivere liberi

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lo spettacolo per il Giorno della Memoria 2010 a Piacenza

ONDINA PETEANI

Prima Staffetta Partigiana d’Italia – Deportata ad Auschwitz N. 81 672

ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione Marta Cuscunà

Spettacolo Vincitore Premio Scenario per Ustica 2009

lunedì 25 gennaio 2010 – ore 10 – Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza

La prima staffetta partigiana d’Italia, deportata ad Auschwitz  N. 81 672 e appena diciannovenne sprofondata nell’incubo della deportazione nazista. La storia di Ondina Peteani va in scena nello spettacolo “E’ bello vivere liberi!” di Marta Cuscunà in programma al Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 10. L’appuntamento, organizzato da Teatro Gioco Vita con il sostegno dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, assume un duplice interesse: la rappresentazione è proposta alle scuole medie e superiori in occasione delle manifestazioni per il “Giorno della Memoria” 2010; inoltre lo spettacolo ha vinto il Premio Scenario per Ustica 2009 dedicato al teatro per le giovani generazioni e destinato a nuovi progetti incentrati sulle tematiche dell’impegno civile e sociale e della memoria.
Ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione sono di Marta Cuscunà, costruzione degli oggetti di scena di Belinda De Vito, tecnico luci e suoni Marco Rogante, disegno luci Claudio Parrino.
“E’ bello vivere liberi!” è l’ultima frase che Ondina Peteani ha scritto a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente.
La storia di Ondina viene segnata in modo indelebile dalla detenzione ad Auschwitz e continua nel dopoguerra, come ostetrica e organizzatrice culturale e politica. Ondina Peteani è stata definita da alcuni storici “prima staffetta partigiana d’Italia” per la precocità del suo impegno nella lotta di Liberazione.
Lo spettacolo si ispira alla prima parte della sua vita, fino alla liberazione dai campi di concentramento. Oltre all’incubo della deportazione nazista e della sopravvivenza nei lager, lo spettacolo mette in luce altre tematiche quali il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza all’emancipazione della donna, i sogni di libertà,  gli ideali di pace e fratellanza dei giovani che aderirono al Movimento di Liberazione.
“E’ bello vivere liberi!” sceglie di raccontare questa storia con un linguaggio insolito che mescola espressioni artistiche differenti quali il monologo civile, i burattini, il teatro di figura.
Lo spettacolo si ispira alla biografia di Ondina Peteani scritta dalla storica Anna Di Giannantonio. Ondina che, a soli 17 anni, si accende di un irrefrenabile bisogno di libertà e si scopre incapace di restare a guardare, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese. Ondina partecipa alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, dove la Resistenza inizia prima che nel resto d’Italia grazie alla collaborazione con i gruppi partigiani sloveni nati già nel 1941 per opporsi all’occupazione fascista dei territori Jugoslavi.
Il suo percorso inizia con le riunioni clandestine dove, con straordinario anticipo, fioriscono anche i valori di emancipazione femminile e di parità tra uomo e donna. A 18 anni, Ondina diventa staffetta partigiana e comincia ad affrontare le missioni più impensabili, perfino entrando a far parte di un commando speciale per l’eliminazione di un famigerato traditore: Blechi. Ondina partecipa anche alla formazione della Brigata Proletaria, quando più di 1500 operai, tutti insieme e ancora in tuta da lavoro, si avviano verso il Carso, per unirsi alle formazioni partigiane.
La sua vicenda, però, è stravolta bruscamente nel 1943 quando, appena diciannovenne, viene sprofondata nell’incubo della deportazione nazista. Ma è proprio in questo drammatico momento che Ondina ritrova con ostinata consapevolezza l’unica risposta possibile: Resistenza! Perché è bello vivere liberi!
Queste le motivazioni del Premio Scenario per Ustica: «”È bello vivere liberi!” restituisce il sapore di una resistenza vissuta al di fuori di ogni celebrazione o irrigidimento retorico. Resistenza personale, segnata dai tempi impetuosi di una giovinezza che è sfida, scelta e messa in gioco personale. Resistenza politica, dove la protagonista, Ondina, incontra la storia e la sua violenza. Resistenza poetica, all’orrore che avanza e annulla. Resistenza adolescente, che incontra il sangue, lo subisce, lo piange, ma continua ad affermare la necessità della felicità e dell’allegria anche nelle situazioni più estreme che Ondina vive. Ondina, di cui Marta Cuscunà ha ricercato le tracce attraverso un lavoro accurato sulle fonti storiche, dentro la memoria del proprio territorio e attraverso le parole di chi l’ha conosciuta. Spettacolo felicemente atipico, coniuga un fresco ed efficace lavoro di narrazione, attento ai piccoli gesti del quotidiano, a stupori di ragazza, con il mestiere del burattinaio, che riprende i propri personaggi, ne soffia via la polvere e li riconsegna, felicemente reinventati, a una comunicazione efficace, archetipica, popolare. In questa ricerca anche l’orrore del lager può essere raccontato, senza che lo spettacolo perda lo straordinario candore e la felicità nel racconto della storia che ancora siamo».
L’attrice Marta Cuscunà nasce a Monfalcone, città operaia famosa per il cantiere navale in cui si costruiscono le navi da crociera più grandi del mondo e per il triste primato dei decessi per malattie causate dall’amianto. Nel 2001 partecipa al laboratorio Fare Teatro ideato e condotto da Luisa Vermiglio per il Comune di Monfalcone. Il percorso formativo più importante prende avvio grazie a Prima del Teatro – Scuola Europea per l’Arte dell’Attore, dove incontra alcuni grandi maestri del teatro contemporaneo. Nel 2004 debutta come attrice professionista in “Pesciomìni” di Vicic e “Pippo Pettirosso” di Altan, prodotti dal CTA di Gorizia. 
Nel 2006 debutta all’estero in “Merma Neverdies”, spettacolo con pupazzi di Joan Miró, regia di Joan Baixas, prodotto da Elsinor-Barcelona in esclusiva per la Tate Modern Gallery di Londra. Con questo spettacolo tocca alcune importanti piazze europee tra cui The Irish Museum of Modern Art di Dublino, il Teatro Español di Madrid, Die Frankfurter Buchmesse, la Fundació Miró di Palma de Mallorca.
Nel 2007 torna in scena in Italia con “Indemoniate!”, spettacolo di Giuliana Musso e Carlo Tolazzi, regia di Massimo Somaglino, prodotto da Teatro Club Udine e dal Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Attualmente è in tournée europea con lo spettacolo “Zoè”, ultima produzione della Compañía Teatre de la Claca di Barcellona, diretta da Joan Baixas. (fonte: piacenzasera)

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