La palestra dedicata a Ondina

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e la piazza a Francesco Giuseppe

Il Piccolo  – 14 aprile 2015

RONCHI DEI LEGIONARI Tutto è pronto, a Ronchi dei Legionari, per le prime due cerimonie che daranno modo di intitolare due diverse zone della città a due personaggi celebri, anche se diversi da loro, del passato. Si tratta di due iniziative promosse dall’amministrazione comunale i cui dettagli saranno resi noti a breve e daranno modo di concretizzare quel programma che era stato ipotizzato già qualche mese fa. Il primo appuntamento è previsto per la giornata di sabato 25 aprile, quando la palestra polifunzionale di via Zorutti, nel rione di Vermegliano, sarà intitolata a Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, deportata ad Auschwitz. Il percorso di Ondina Peteani iniziò con le riunioni clandestine della scuola di comunismo dove, con straordinario anticipo, fiorirono anche i valori di emancipazione femminile e di parità tra uomo e donna. A 18 anni diventò staffetta partigiana e cominciò ad affrontare le missioni più impensabili, perfino entrando a far parte di un commando speciale per l’eliminazione di un famigerato traditore: Blechi. Ondina partecipò anche alla formazione della Brigata Proletaria, quando più di 1500 operai, tutti insieme e ancora in tuta da lavoro, si avviarono verso il Carso, per unirsi alle formazioni partigiane. È la storia di Ronchi dei Legionari, una città che ha immolato centinaia di vittime durante la guerra di Liberazione e che si è meritata la medaglia d’argento al valor militare. Si svolgerà sabato 23 maggio, invece, la cerimonia di intitolazione della piazzetta sorta alle spalle di villa Vicentini-Miniussi, a “Francesco Giuseppe I d’Asburgo – Lorena”. Si concretizzerà in questo modo, tra mille polemiche e altrettante perplessità, la proposta che, ne giugno del 2014, era stata avanzata dai consiglieri del Pd, Francesco Piasapia, Livio Formentin e Marina Cuzzi, i quali avevano chiesto di “omaggiare” un uomo al quale la città è legata per ragioni storiche e culturali. Un atto che avviene in occasione dei cento anni dallo scoppio della Grande Guerra e che ricorda un pezzo di storia della cittadina. «Le nostre terre – spiegano i proponenti – sono storicamente legate all’Austria di cui hanno fatto parte fino al termine della Prima guerra mondiale. E proprio nell’anno del centenario dello scoppio avvenuto dopo i fatti di Sarajevo, ci siamo collegati per dare un segno, per ricordare che la nostra cittadina è stata un crocevia della storia».(lu.pe.)

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