L’idea del principio in Leibniz

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e l’evoluzione della teoria deduttiva

di Sandro Borzoni

“L’idea del principio in Leibniz” è un libro incompleto che lascia aperti numerosi problemi, ed è stato sottolineato dalla critica che Leibniz in quest’opera è il grande assente. L’affermazione è vera, e va intesa in modo radicale. Chi vuole sapere qualcosa del filosofo tedesco non legga questo libro, ma dopo il primo capitolo salti direttamente all’appendice finale: Dell’ottimismo in Leibniz. Chi invece ha interessa per Ortega scoprirà che questa è l’opera più densa e ambiziosa del filosofo spagnolo.

Questo testo, scritto quasi interamente a Lisbona durante ottanta giorni, è riconosciuto unanimemente come uno dei più importanti ed estesi che ci ha lasciato in eredità Ortega, e contiene una sintesi dell’articolarsi del pensiero filosofico antico e medievale esemplare. Solo in pochi altri classici della filosofia si ritrova con la stessa chiarezza e la stessa sistematicità una narrazione lineare, precisa, che tenda al lettore spontaneamente un filo d’Arianna luminoso e saldo per poter scalare i problemi filosofici dal loro sorgere fino al culmine del loro divenire nell’età moderna.

Nel tradurre questo libro abbiamo voluto restituire la claritas del filosofo che caratterizza la prosa di Ortega. La chiarezza è la miglior virtù di un pensatore. Ortega lo sa bene. I termini che utilizza hanno sempre lo stesso significato, ed i loro significati vengono definiti sempre, anche quelli di termini che a prima vista non parrebbero fuorvianti o problematici. Grazie a questa pazienza infinita, anche il lettore non specialista può seguire passo dopo passo l’avventura del pensiero filosofico che lascia le scuole di Atene e attraverso i lunghi e lenti secoli del Medioevo giunge fino alla modernità trasfigurato nelle maschere della matematica (Leibniz), della geometria (Cartesio) e della fisica (Newton). Alle soglie della modernità, purtroppo, come abbiamo detto, il testo si interrompe.

http://www.salettadelluva.it/lib_leibniz.htm

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