Modi per riprodurre le api quando muoiono tutte

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Virgilio,Georgiche, IV, 281-314

di Carlo Zacco

 

Georgiche, Libro IV

 

281 – 314. Modi per riprodurre le api quando muoiono tutte

 

Sed

siquem

defecerit

subito

omnis

proles,

nec

habebit

unde

revocetur

Ma

se a qlcn

venissemeno

all’improvviso

tutta

la prole,

avrà

qlcs con cui

richiamare

       *Aristeo

genus

novae stirpis,

tempus

pandere

et inventa

memoranda

magistri Arcadii*,

 

una specie

di nuova stirpe,

è tempo

di rivelare

anche le invenzioni

memorabili

del maestrodi Arcadia,

 

 

quoque modo

iam saepe,

caesis iuvencis,

insincerus cruor

tulerit

apes.

Expediam

 

 

e in chemodo

già spesso,

uccisi i giovenchi,

putrido sangue

abbia portato

le api.

Narrerò

 

 

*lunga perifrasi per indicare l’Egitto

altius

omnem

famam

repetens

ab prima origine.

Nam

qua*

gens

 

più da lontano

tutta

la tradizione

ricercandola

dalla prima origine.

Infatti

là dove

il popolo

 

*Canopo: città sulla foce occidentale del Nilo; della pallea dal nome della sede della dinastia macedone che un tempo vi dominava.

fortunata

Canopi Pellaei*

accolit

Nilum

stagnantem

effuso flumine

et vehitur

fortunato

di Canopo Palleo

abita

il Nilo

che stagna

per lo straripamento dei fiume

ed è trasportata

 

circum

sua rura

pictis phaselis,

quaque

urget

vicinia

Persidis pharetratae,

intorno alle

sue campagne

su barche dipinte,

e dove

incombe

la vicinanza

della Persia faretrata,

 

et amnis

devexus

usque

ab Indis

coloratis

fecundat

harena nigra

viridem Aegyptum,

e il fiume

disceso

fin

dalle Indie

colorate*

rende fecondo

con sabbia nera

il verde Egitto,

                                                                                                                      *cioè l’Etiopia

et ruens

discurrit

in septem ora

diversa,

omnis regio

iacit

salutem

certam

in hac arte.

e scendendo

si riparte

in sette bocche

diverse,

tutta la regione

pone

salvezza

certa

in quest’arte.

 

Primum

eligitur

in ipsos usus

locus

exiguus atque contractus;

premunt

hunc

Innanzitutto

si sceglie

per questi usi

un luogo

stretto e rinserrato;

restringono

questo (locale)

*angusto tecto imbrice facto: con una bassa tettoia fatta di tegole

que imbrice tecti angusti*

parietibusque artis

et addunt quattuor

fenestras,

a quattuor ventis

 

e con la tegola di un tetto angusto

e con pareti strette

e aggiungono quattro

finestre,

ai quattro venti

 

*tagliate in senso obliquo per non far entrare il vento

obliqua luce*.

Tum

quaeritur

vitulus

iam curvans

fronte

cornua bima;

 

 

con luce obliqua.

Quindi

si cerca

un vitellino

che già curva

sulla fronte

corna di due anni;

 

 

 

obstruitur

geminae nares

et spiritus oris

huic multa reluctanti,

que perempto

plagis

gli si tappano

le due  narici

e il respiro della bocca

a lui che molto resiste,

e ucciso

con percosse

 

tunsa viscera

solvuntur

per pellem integram.

Sic linquunt

positum

in clauso

et subiciunt

le viscere colpite

si sciolgono

attr. la pelle intera.

Così lo lasciano

posto

al chiuso

e sottopongono

 

costis

fragmenta

ramea,

thymum

casiasque

recentes.

Hoc geritur

Zephyris

alle costole

pezzi

di ramo,

timo

e cassia

recenti.

Questo si fa

quando gli Zefiri

 

impellentibus

undas

primum

ante quam

prata

rubeant

novis coloribus,

ante quam

 

 

spingono

le onde

per la prima volta

prima che

i prati

div. rossi

di nuovi colori,

prima che

 

 

 

hirundo

garrula

suspendat

nidum

tignis.

Interea

umor

tepefactus

aestuat

 

la rondine

canterina

sollochi in alto

il nido

sulle travi.

Intanto

il liquido

intiepidito

ribolle

 

 

teneris in ossibus

et animalia

visenda

primo

trunca pedum,

mox et

stridentia

tra le tenere ossa

e animali

degni di essere visti

dapprima

privi di piedi,

presto anche

stridenti

 

pennis,

miscentur

modis miris,

que carpunt

magis magis aëra

tenuem,

donec,

 

con ali,

si agitano

in modi meravigliosi,

e occupano

via via di più l’aria

leggera,

finché,

 

 

ut imber

effusus

aestivis nubibus,

erupere

aut

ut sagittae

nervo pulsante,

si quando

come pioggia

versata

da nubi estive,

erompono

o

come frecce

spinte dalla corda

allorché

 

Parthi

leves

ineunt

prima proelia.

i Parti

leggeri

accorrono

ai primi combattimenti.

 

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