ONDINA PETEANI -parte 1-

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PAGINE IN MEMORIA  DI

ONDINA PETEANI

PRIMA

STAFFETTA

PARTIGIANA

D’ITALIA

E’ deceduta il 3 gennaio 2003

Ondina Peteani,

prima staffetta partigiana d’Italia,

deportata ad Auschwitz con il numero 81672.

Eranata a Trieste nel 1925. Entrò diciottenne nel Movimento diliberazione. Arrestata due volte, la Peteani riuscì a eludere lasorveglianza con rocambolesche fughe, ma fu ripresa l’11 febbraio 1944a Vermegliano (Ronchi dei Legionari), e segregata nel Comando delle SSdi piazza Oberdan (Trieste), da dove venne poi trasferita al carceredel Coroneo, e quindi deportata  a mezzo carro bestiame, dapprimaad Auschwitz, a fine marzo e successivamente, nel campo di Rawensbruck.

Un suo struggente ricordo appare in un’inervista riportata in:

-Racconti dal Lager-

di Marco Coslovich

-Mursia editore-

«DiAuschwitz  ho un ricordo stupido se si vuole – … una sera sonoandata sulla soglia della porta della baracca e c’era una”lunona”grande.

Pensavo – la vedono anche a casa mia.

Mi ha preso un’angoscia, un male fisico, una nostalgia cosi` dolorosa della mia gente, della mia terra, di casa…  

Avevoil terrore di non farcela e mi ricordo che ci torturavamo dicendoci -… finira` presto la guerra, ci vedranno in questo stato e ciporteranno a casa con degli aerei.

Avranno tutte le cure per noi ridotte in queste condizioni.

Cosi` in poche ore busseremo alla porta di casa e sentiremo dire – chi e` …

Mamma, mamma …

E allora giu` a piangere disperate».

L’ottobredello stesso anno fu trasferita in una fabbrica di produzione bellicaad Eberswalde, presso Berlino, dove attuo` un insospettabile programmadi sabotaggio,  rallentando sensibilmente il ciclo produttivo,grazie a continui e ripetuti, pignoli, controlli, con la scusa dellaverifica dei torni e delle parti prodotte. 

Ametà aprile 1945, nel corso di una marcia forzata di cinque giorni chedoveva riportarla a Rawensbruck, riuscì a fuggire dalla colonna diprigionieri, rientrando in Italia in luglio.

Aveva 20 anni.

Queste le sue parole :   

«Emozionante e` stato tornare a casa.

Avevo avuto il tempo di recuperare la sensibilita`, l’umanita` perduta.

Sonostata fra le prime a rientrare, erano i primi di luglio, tre mesiincredibili per attraversare 1300 chilometri circa, in un Europa inginocchio,  senza piu` ponti, strade e ferrovie integre.

Quandoho abbracciato mamma, papa`  ed il cane che mi e` saltato addossoper farmi  le feste e che mi ha riconosciuto, allora si` che hocapito di essere tornata libera».

Comeracconta chi l’ha conosciuta, la maledizione di quell’inferno atroce,la permanenza nel campo di sterminio, ha rovinato la sua esistenza dalpunto di vista fisico, e ha minato il suo spirito, tanto da farle direspesso:

«Non so cosa sia il sogno. Dal 1944 so benissimo cosa sia un incubo».

Nel dopoguerra la Peteani esercitò la professione di ostetrica.

Poi,nel 1962, insieme al suo compagno Gian Luigi Brusadin, diede vita allaprima agenzia libraria degli Editori riuniti per il Triveneto, che benpresto nella sua prima sede di Viale XX Settembre, divenne centrod’incontro di intellettuali, artisti e attori.

Inseguito costituì il centro di aggregazione per i giovanissimi dellasinistra denominato «Circolo Ho Chi Min» e gestì diverse colonie estiveed invernali in Italia e all’ estero.

Con aderenti al movimento democratico di Reggio Emilia fondò l’Associazione pionieri d’Italia.

Nel 1976, il terremoto del Friuli la vide subito presente, dando  corpo alla tendopoli di accoglimento di Maiano.

Quindidivenne segretaria  regionale del Sindacato  PensionatiItaliani  della Nuova Camera Confederale del Lavoro  Cgil edirigente delle organizzazioni di ex deportati e dell’Anpi.

Auschwitze Ravensbruck sono stati i sui omnipresenti fantasmi,  i suoicarnefici, che fino all’ultimo non le hanno dato tregua. 

Lecalcificazioni polmonari ( evidenti in  tutte le radiografietoraciche ) sono le ferite tangibili di notti di appello fuori daiBLOCK ,  nuda all’addiaccio, torturata nel fisico e vilipesa nellospirito.

Da decenni anoressica, hapagato lo scotto della sua sopravvivenza rifiutando, con crescenteostinazione negli ultimi anni, il cibo che non ha potuto condividerecon la moltitudine di inermi trucidati nel Lager, verso i quali hainconsapevolmente sviluppato e maturato il proprio latente  “sensodi colpa” , ampliamente trattato da Primo Levi.

La depressione nervosa che l’ha colpita nel 1976,

l’asma bronchiale, l’enfisema polmonare che dal 1991 la relegavano fra lemura domestiche, dipendendo dalla bombola d’ossigeno, hanno via viaminato la sua instancabile volonta`.

Nulla ha mai intaccato la sua

fede per la liberta` e l’indomita coerenza

di antifascista, antirazzista militante,

valori inestimabili che ne hanno

contrassegnatol’identita` e ne manterranno  vivo il  ricordo, affinche`anche la sua lacerante esperienza, il suo contributo, accresca 

IL DOVERE DELLA MEMORIA dell’OLOCAUSTO

– l’ immane tragedia dell’umanita`-

immortale monito per le generazioni a venire.

Ricordo di Ondina Peteani riportato dall’ Onorevole Antonino Cuffaro, gia` viceministro alla Ricerca Scientifica, sulla rivista

«Rinascita»

del 24 gennaio 2003:

La storia eroica della partgiana triestina Ondina Peteani.

«LA LOTTA ANTIFASCISTA PER UN MONDO MIGLIORE»

Nellosguardo profondo, in quel suo allargare gli occhi scuri per poiriportarli al sorriso largo del suo viso bello ma segnato da tantipatimenti, Ondina Peteani ci riportava naturalmente alla sua storia.

Unastoria eroica e da incubo che si portava dietro con riserbo e che soloin rari momenti ripercorreva per intero, quando nel dopoguerratravagliato di queste terre, il cielo sembrava di nuovo oscurarsi efarsi “piatto” come sopra Auschwitz.

Perche`sotto quel “cielo piatto”, di cui ha parlato in una sua intervistaall’Istituto di Storia della Resistenza, Ondina era stata portataappena diciottenne, dopo aver svolto il compito di staffetta partigiana, fra il monfalconese e Trieste.

AMonfalcone  era stata presa dalla Wermacht il 31 maggio del 1943 eportata alle carceri del Coroneo di Trieste da dove aveva iniziato, ditraduzione in traduzione, il lungo calvario di Auschwitz, poi del campodi Ravensbruck e del lavoro coatto in una fabbrica d’armi tedesca.

Natail 26 aprile 1925 a Trieste, Ondina aveva cominciato gia` agli inizidel ’43 a lavorare per la Resistenza e per il Partito Comunista.

«Nellaprimavera del ’43, con una compagna, spesso venivamo a Trieste aprendere dei giovani per portarli in montagna», racconta Ondina semprenell’intervista, dove accenna al lavoro di volantinaggio il primomaggio, sotto il naso dei fascisti, alle scritte sui muri di Ronchiinneggianti al ” Partito Comunista Italiano – Comitato del Litorale diTrieste”, alla raccolta di materiale per i partigiani: da mangiare,medicinali, carta, tutto quello che si poteva, qualche arma.

Del Lager Ondina conosce tutti gli orrori.

Ha paura di non farcela.

Ma e` resistente.

Il pensiero rivolto alla famiglia – anche l’ingenua constatazione chela luna che scorge dalla soglia della sua baracca, «e` la stessa chevedono a casa sua» la tormenta  – l’aiuta a sopravvivere. La fortefibra, la sua giovinezza, la salvano dalla camera a gas.

La spediscono in una fabbrica d’armi.

Lasua astuzia trova il modo, sfruttando abilmente il desiderio maniacaledei tedeschi di salvaguardare le macchine, di sabotare la produzioneche la ripugna.

Torna a casa colpita nel fisico ma non doma.

Glistudi che la portano al diploma ed alla professione di ostetrica non lefanno dimenticare il suo ruolo, il suo impegno politico.

Nonquello della reduce, ma quello attivo di militante e di dirigentecomunista, impegnata sino all’ultimo nel partito e nel sindacato.

Vivace, combattiva, spirito libero eppure disciplinata ed operosa.

Ha compiti sempre impegnativi, Ondina, ed anche delicati.

Equando i tempi si fanno plumbei e l’eversione dissemina il Paese diattentati e di vittime e c’e` da temere il peggio, e` ancora ad Ondinache il partito ricorre perche` la sua esperienza ci aiuti a parare icolpi di chi vuole portare l’Italia verso avventure reazionarie.

Alcuni giorni fa, dopo una malattia, eredita` certa dei Lager che la tormentava da anni, Ondina e` giunta al momento estremo.

Ma la malattia non l’ha piegata nell’animo e nella bella passione della sua vita:

LA LOTTA ANTIFASCISTA E PER UN MONDO MIGLIORE.

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Contributodel Ministro Willer Bordon alla Conferenza indetta dalla CGIL nelquadro delle manifestazioni del GIORNO della MEMORIA del 27 gennaio2004:

      Roma, 26 gennaio 2004

Caro Gianni,

se la situazione politica nazionale, che tu ben conosci,

non mi blocasse a Roma, con le emergenze che incalzano

quotidianamente, questo pomeriggio avrei desiderato essere con

voi nella mia Trieste per onorare chi seppe in epoche assai

più dure e difficili non perdere mai di vista il vero

significato dell’amore per la libertà e per la giustizia

sociale.

      Avrei in particolare avuto piacere di ricordare Ondina,

la tua meravigliosa mamma, che, prima staffetta partigiana,

compì per intero un percorso di coraggio e di inaudita

sofferenza rovinando, come lei stessa diceva,

irrimediabilmente il suo fisico, chiudendo orizzonti che per

una giovane donna sarebbero stati naturali e che lei

sintetizzò nella drammatica frase:

“Non so cosa sia il sogno.

Dal ’44 so benissimo cosa sia l’incubo”.

      Ma per fortuna, perfino aldilà di quanto fosse

umanamente possibile, non fu così, se è vero come è vero che

lo stesso straordinario impegno di quella giovane staffetta

partigiana lo ritrovammo intatto  nel dopoguerra,

nella ricostruzione, nell’ impegno politico, nell’attività

divulgativa ed educativa che coniugò, e non casualmente, la

formazione dei giovanissimi con l’impegno verso la terza età.

Ondina libera e saggia, dinamica ed appassionata.

Presenza costante e continua della militanza sociale,

politica, civile e dell’antifascismo della nostra regione.

      Domani sarà la giornata della memoria ed è anche grazie

a persone come Lei, grazie alla Sua caparbia volontà di

ricordare e di far sapere, se questo giorno è  un intreccio

presente e forte che non può e non deve venire meno.

                  Willer Bordon

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Elenco dei siti internet che trattano la storia di Ondina Peteani.

http://www.geocities.com/ondinapeteani/foto.html
http://www.geocities.com/ottantesimo/ondinapeteani.html http://www.geocities.com/ondinapeteani/ONDINA-PETEANI.html

http://www.geocities.com/ondinapeteani/parte1.html

http://www.geocities.com/ondinapeteani/parte2.html

http://www.geocities.com/ondinapeteani/parte3.html

http://www.geocities.com/ondinapeteani/parte4.html

http://www.geocities.com/ondinapeteani/parte5.html

http://www.geocities.com/ondinapeteani/parte6.html

http://www.geocities.com/ondinapeteani/parte7.html

http://www.geocities.com/ondinapeteani/parte8.html

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http://www.olokaustos.org

http://www.deportati.it

http://www.anpi.it

http://www.romacivica.net/anpiroma/biografieitalia/biografieitp.htm

http://www.trieste.cgil.it/Iniziative/agenda-008.htm

http://www.atuttascuola.it/materiale/donna.htm

http://www.atuttascuola.it/materiale/storia/ondina_peteani.htm

http://www.officine.it/scuola/smdibiasio/ondina_peteani.htm

http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_6735.html

http://www.arabafelice.it/dominae/scheda.php?id=1092411247

http://www.homoweb.it/zapping_internet.htm

http://www.alpcub.com/04gen/27_gen04.htm

http://www.url.it/donnestoria/incontri/onpeteani.htm

http://www.edoneo.org

http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?sez=266&info=95352

http://213.92.103.195/NIP_Portoghese/interna.asp?sez=879&info=95434

http://www.mediasan.it/engine.pl?

action=cat&name=Scienze%25spa%25Sociali%25pip%25Storia

http://smart.tin.it/rancinis/Ondina.html

http://www.ildialogo.org/storia/

http://www.libreriadelledonne.it/Site%20Amiche/sadoc.htm

http://www.comunistialtofriuli.it/Resistenza/resistenzaindex.htm

http://www.orizzontescuola.it/index.php

http://www.trieste.cgil.it/News/news-0034.htm

http://www.alice.it/review/data/04/rs040127.htm

http://www.provincia.siracusa.it/delta8settembre.htm

http://www.deltanews.it/archivio/settembre2004.htm

http://www.cuneo.net/istituto-resistenza/link.htm

http://www.rifondazione.it/firenze/link1.html

http://www.mclink.it/com/itnet/pdonna/pdonna157/pdonna.htm

http://www.manidistrega.com/tx/consigli_parliamodi.asp?id=136

http://www.comunistialtofriuli.it/Resistenza/resistenzaindex.htm

http://www.orizzontescuola.it/index.php

http://www.trieste.cgil.it/News/news-0034.htm

http://www.alice.it/review/data/04/rs040127.htm

http://www.trieste.cgil.it/Documenti/Convegno%20due%20donne.htm

http://www.dsmilano.it/html/att2004/index4_09.htm

http://www.liceolabriolanapoli.it/

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Email: ondinapeteani@yahoo.it
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