Ondina Peteani su Libera TV

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Prima staffetta partigiana d’Italia – Deportata Auschwitz 81672

Video sul Convegno a cura de A.N.R.P. Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia

Il Convegno si è tenuto nella Biblioteca di storia moderna e contemporanea Giovedì 7 maggio 2015, presso l’A.N.R.P. Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, Via Labicana 15/A.

Sono intervenuti: Georges de Canino, Franca Pisani, Simona Lunadei.

Ha coordinato: Lauro Rossi.

«È bello vivere liberi»: sono le ultime parole di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, deportata ad Auschwitz n. 81672, morta a Trieste il 3 gennaio 2003.

«È bello vivere liberi» sono le ultime parole scritte da Ondina Peteani, l’epitaffio di una vita passata dalla parte dei giusti. Ha solo quattordici anni quando viene mandata a lavorare in un cantiere a Monfalcone: per la ragazzina l’incontro con compagni più grandi è l’inizio della formazione politica e quasi subito l’impegno nelle file della Resistenza. Il pericolo e la passione civile, l’entusiasmo della giovinezza e la forza delle idee: questa è la vita di Ondina nei territori orientali dove la repressione tedesca si fa molto dura dopo l’8 settembre. Nel 1944 viene arrestata e deportata nel Lager di Auschwitz: un’esperienza che la segnerà per sempre. Nel suo racconto non fa sconti, non c’è retorica nelle sue parole, ma solo la cruda, tragica realtà della ferocia umana. Ha guardato nel baratro e il ricordo la tormenterà per sempre, indelebile come il numero tatuato sul suo braccio.

Nel dopoguerra, nonostante le ferite del corpo e dell’anima lasciate dal Lager, continua il suo impegno civile e politico. La sua è la storia emblematica di una generazione di donne che la guerra, paradossalmente, ha reso libere, ma che per quella libertà hanno pagato un prezzo elevatissimo*.

*Dal volume “Ondina Peteani. La lotta partigiana, la deportazione ad Auschwitz, l’impegno sociale: una vita per la libertà” di Anna Di Gianantonio e Gianni Peteani. Prefazioni di don Andrea Gallo e Liliana Segre, Mursia Editore 2011.

Georges de Canino vive e lavora a Roma. Parte della sua produzione grafico-pittorica è dedicata ai temi della deportazione. Due sue opere dedicate agli adolescenti e giovani martiri sono state collocate nel 2012 nel Mausoleo delle Fosse Ardeatine.

Simona Lunadei, insegnante di filosofia e storia nei licei, è stata di Direttore dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza. E’socia della Società Italiana delle storiche.

Franca Pisani, artista, vive a Firenze, Poesia Visiva e Arte Concettuale sono la sua palestra intellettuale. Durante la Mostra all’Hamburgher Bahnhof  Museo d’Arte Contemporanea di Berlino  ritrae fisionomie femminili di riduzione, la Mostra Dietrofront alla Galleria degli Uffizi ne conferma il percorso, il suo Autoritratto è nel Corridoio Vasariano. Progetta 70 ritratti di donne per il libro donnArchitettura.

Lauro Rossi è responsabile dei Fondi manoscritti della Biblioteca di storia moderna e contemporanea e studioso dell’Italia fra sette e ottocento. Ha pubblicato, tra l’altro, i volumi Ideale nazionale e democrazia in Italia. Da Foscolo a Garibaldi (2013); Garibaldi: vita, pensiero, interpretazioni. Dizionario critico (2008); Garibaldi: due secoli di interpretazioni (2010), Un laboratorio politico per l’Italia: la Repubblica Romana del 1849 (2011).

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