Presentazione

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della Biografia di Ondina Peteani sul web

http://www.geocities.com/ondinapeteani/parte11.html

 – È bello vivere liberi – biografia ufficiale della triestina Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, deportata Auschwitz n. 81672.La Storia trattata nel volume riporta all’esperienza di Ondina Peteani, pioniera della Resistenza Italiana, interpreta e legge lo schierarsi indomito di una giovanissima Donna, più giovane della dittatura stessa che ha scelto di combattere. Riassume nei canoni del Dovere della Memoria dell’Olocausto, focalizzato in tutta l’Opera di Primo Levi, un azione congiunta e comune, portando ad illuminare un percorso di Vita esemplare, bello e terribile che vide protagonista una ragazza che dal baratro di Auschwitz sarà indelebilmente segnata, oggi assumendo alto profilo di Testimonianza ed accusa verso le atrocità perpetrate da Uomini liberi su Uomini ridotti a schiavi. Trieste, individuata quest’anno Capitale Nazionale della Giornata della Memoria del 27 Gennaio, si stringe con il Paese attorno al Monumento della Riera di San Sabba, unico Lager di sterminio nazista sorto in Italia ed nell’Europa meridionale tutta munito di forno crematorio, ove verrà officiata la Celebrazione Istituzionale. Nel perimetro mentale di questa Ricorrenza si indirizza sul capoluogo triestino l’auspicio massimo della rivisitazione di quelle pagine atroci. La storia di Ondina funge fisiologicamente da volano amplificatore.Il suo bagaglio Morale, con sorprendente attinenza trova collocazione in questa Giornata, per Ricordare, Analizzare e mai demordere il Verbo del Dovere della Memoria dell’Olocausto.La tragica segregazione ad Auschwitz, espiazione dell’aver scelto di combattere la ferocia dell’invasore; il dato che non casualmente le ha attribuito il (mai rincorso) titolo di prima staffetta partigiana d’Italia, dimostra quanto pesante sia stata l’offesa per questa area geografica. Non casuale perciò che proprio in questa zona sia scoccata la scintilla per attivare la miccia contro la regia aberrante della soluzione finale. E Ondina ne è stata l’artefice. Ondina nel Cantiere di Monfalcone, dove apprende e comprende quale sottocultura stia annientando la Libertà di pensiero e di azione. Ondina nella prima formazione partigiana Italiana. Ad Auschwitz, a Ravensbruck e a Berlino. Scaraventata nel simbolo per antonomasia della barbarie umana. Resiste riuscendo a sopravvivere. Ma il germe di quella esperienza non le darà mai pace. La sua reazione divenuta impegno sociale tradurrà l’ansia di vita in altruismo. Ostinato, pervicace ed assoluto. Magistrale l’efficacia della realizzazione della Prof.ssa Anna DiGianantonio, riuscita a delineare l’Eredità Morale di Ondina Peteani, ponendo il risultato finale in massima quota, guadagnando adeguatamente una posizione di sostanziale rilievo nell’area dei Testi sulla Resistenza, sul Dovere della Memoria dell’Olocausto e dell’impegno politico/sociale, riassumendo l’arco temporale di un’esistenza non convenzionale, altruista e generosa. Inaspettatamente, via via nella lettura si assimila che l’amministrazione essenziale di Ondina è la capacità unita alla volontà di cimentarsi in qualsiasi ruolo tale da sostenere e generare beneficio altrui, come schiettamente riportato dall’On Antonino Cuffaro, già Vice Ministro alla Ricerca Scientifica, nel caloroso addio con cui la ricordò a poche settimane dalla scomparsa nel 2003, definendola una persona che ha speso la Vita per una Società Giusta ed un Mondo Migliore. Ma il libro non è solo questo, infatti grazie all’apparato testimoniale in esso esplicato l’indagine si allarga nell’intricata Storia di queste martoriate Terre del Nord-Est d’Italia, elevando la perseverante, operosa ed intransigente realtà dei tanti, innumerevoli attori che mai apparendo, si sono sacrificati per anni ed anni guadagnando il merito comune, d’aver coeso e stabilizzato Antifascismo, Libertà e Democrazia nel Paese.

pubblicazione a cura di Gianni Peteani

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