Rassegna stampa 

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Marta Cuscunà

È BELLO VIVERE LIBERI!

Ispirato alla biografia di ONDINA PETEANI

Prima Staffetta Partigiana d’Italia

Deportata ad Auschwitz N. 81 672

PREMIO SCENARIO PER USTICA 2009

1) Motivazioni della giuria

È bello vivere liberi restituisce il sapore di una resistenza vissuta al di fuori di ogni celebrazione o irrigidimento retorico. Resistenza personale, segnata dai tempi impetuosi di una giovinezza che è sfida, scelta e messa in gioco personale. Resistenza politica, dove la protagonista, Ondina, incontra la storia e la sua violenza. Resistenza poetica, all’orrore che avanza e annulla. Resistenza adolescente, che incontra il sangue, lo subisce, lo piange, ma continua ad affermare la necessità della felicità e dell’allegria anche nelle situazioni più estreme che Ondina vive.

Ondina, di cui Marta Cuscunà ha ricercato le tracce attraverso un lavoro accurato sulle fonti storiche, dentro la memoria del proprio territorio e attraverso le parole di chi l’ha conosciuta. Spettacolo felicemente atipico, coniuga un fresco ed efficace lavoro di narrazione, attento ai piccoli gesti del quotidiano, a stupori di ragazza, con il mestiere del burattinaio, che riprende i propri personaggi, ne soffia via la polvere e li riconsegna, felicemente reinventati, a una comunicazione efficace, archetipica, popolare.

In questa ricerca anche l’orrore del lager può essere raccontato, senza che lo spettacolo perda lo straordinario candore e la felicità nel racconto della storia che ancora siamo.

 

2) Il Piccolo, Tiziana Carpinelli

9 novembre 2009

Applausi e premi alla giovane attrice monfalconese

Marta Cuscunà, sul palco la voglia di coinvolgere

Il talento, quando c’è, folgora subito lo spettatore. E allora forse non sarà un caso se ad oggi, la rappresentazione più applaudita della stagione 2009/2010 del Comunale di Monfalcone, sia stata quel piccolo miracolo teatrale che reca il titolo di “È bello vivere liberi”, storia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia. A firmarne la regia, la sceneggiatura, l’interpretazione e, a dirla tutta, l’anima è Marta Cuscunà, giovane figlia della Bisiacaria ormai proiettata verso i palchi europei. Che lo spettacolo d’apertura della rassegna di ContrAZIONi potesse essere di una certa levatura, lo si poteva anche prevedere, dato che la minuta ma infaticabile Marta – artista dal carisma non comune – si è portata a casa quest’estate il prestigioso Premio scenario ustica 2009. Ma che potesse letteralmente conquistare tutto il pubblico (sold out al botteghino), travolto venerdì in un delirio di “brava” e applausi pareva alla vigilia dell’allestimento impensabile. L’assessore alla Cultura Paola Benes, salita sul palco al termine della pièce, è rimasta colpita nel profondo dall’opera e ha volutamente sottolineato «la strabiliante bravura di Martà Cuscunà». Ha quindi consegnato all’artista una targa a nome dell’amministrazione e del vicesindaco Silvia Altran (presente in platea), per «averci regalato un’emozione». L’assessore ha altresì rinnovato l’impegno a sostenere il Laboratorio di Fare teatro, fucina creativa entro cui l’attrice monfalconese ha mosso i primi passi, ribadendo l’importanza di veicolare opere come la sua, di alto contenuto culturale ed educativo. Sul palco, pure Luisa Vermiglio, direttrice del laboratorio, a cui Marta Cuscunà ha rivolto il suo personale apprezzamento: «Ci sono maestri che ti trasmettono la tecnica e ci sono maestri che ti trasmettono qualcosa di più personale». Minuta, ma dalla personalità certamente robusta, Marta ha ipnotizzato, al pari di un prestigiatore, il pubblico. Per un’ora e 10 minuti ha retto da sola il palco, esplorando la trama di una storia emozionate, serrata, avvincente. Alla libertà di un registro assolutamente originale e contemporaneo, che ha sapientemente strizzato l’occhio alla cinematografia e al teatro di figura (vedi i pupazzi alla Tim Burton come scheletri dei campi di concentramento), ha fatto da contrappeso una minuziosa ricerca storiografica. Ne è uscito un ritratto poetico ed emozionante di Ondina, figura nobile della Resistenza che sulla sua pelle ha vissuto il dramma della ricerca della libertà, e di una generazione – quella dei giovani partigiani – appassionata ed arsa di vita. Una generazione forse dipinta oggi come “incosciente”, in realtà ben consapevole che con l’entusiasmo si può sovvertire il Male.

 

 

3) Il Piccolo, Roberto Canziani

8 novembre 2009  

Ondina staffetta straordinaria a Monfalcone

MONFALCONE – Se si dovessero narrare, in un libro ancora da scrivere, gli incontri con donne straordinarie, Ondina Peteani avrebbe il suo capitolo. Con i linguaggi più schietti della scena, quel capitolo lo ha scritto per ora Marta Cuscunà , attrice monfalconese, che in “È bello vivere liberi!” ripercorre la vita di Ondina (1925 -2003), monfalconese anche lei, mostrando perché a questa donna, davvero straordinaria, si addica il riconoscimento di “prima staffetta partigiana”. Ma al tempo stesso ci fa vedere come il teatro possa diventare chiave per una lettura inedita di una Storia che il tempo oramai trascorso, la retorica delle celebrazioni, la cancellazione della memoria hanno impolverato. Invece soffia via tutta la polvere, questo spettacolo, scoperto da pochi quando in fase ancora embrionale ha vinto la primavera scorsa il premio Ustica per il teatro civile, e forse destinato adesso a un futuro di tante repliche, a cominciare da quelle che l’hanno riportato, con il debutto al Comunale di Monfalcone, proprio nei luoghi dove Ondina, a 17 anni, aveva allenato il suo senso di libertà. Marta Cuscunà ha il dono di immedesimarsi nella giovane partigiana e riviverne la vita, con la stessa sfrontatezza e la stessa intelligenza. Quel che più sorprende in questa lettura, oltre ogni steccato, della Resistenza locale, tra i Cantieri e il Carso, lungo le strade di pianura, dentro le case, è la facilità con cui si trascorre dal riso alle lacrime, smentendo l’ingessata miopia di quanti, proprio in questi giorni, si appellano a sacri valori. È invece libera, proprio come la sua protagonista, la maniera in cui Cuscunà narra la Storia, forte di una guerra di liberazione incarnata dai burattini della tradizione, di un olocausto consegnato alla fragilità dei pupazzi animati. Perché attraverso il loro distacco, la loro forza simbolica, ancora più lucida, più secca, si fa la comunicazione, che l’evidenza tremenda delle fotografie di Auschwitz e dei racconti di Ravensbrueck, appannano mentre sopravvengono pietà ed emozione. Dall’iniziazione politica, con bicicletta in mano, ferma al passaggio a livello del treno, fino alla rappresentazione del lager, in cui solo una incredibile determinazione personale riesce a salvarla, la vita di Ondina è invece un’onda che investe gli spettatori e li lascia alla fine scossi, grati alla piccola Marta, sua reincarnazione, di averla conservata intatta e vivida, in uno degli spettacoli più toccanti ed entusiasmanti di questa stagione.

 

4) Il Piccolo, Tiziana Carpinelli

5 novembre 2009  

La Resistenza di scena a Monfalcone 

MONFALCONE – Ondina Peteani aveva 17 anni e faceva l’operaia nei cantieri navali di Monfalcone quando entrò nel Movimento di liberazione per unirsi alla Brigata proletaria dei partigiani del Carso. Divenne la prima staffetta d’Italia e scrisse una delle pagine più coraggiose della Resistenza, scontando sulla sua pelle l’eroismo che la mosse: appena 19enne finì deportata su un carro bestiame ad Auschwitz, dove le venne marchiato addosso il numero 81672. La sua storia rivivrà domani sera al Teatro comunale di Monfalcone, in occasione dell’apertura della rassegna “ContrAZIONI”: alle 20.45, in anteprima regionale, andrà infatti in scena lo spettacolo “È bello vivere liberi!” . Scritto, diretto e interpretato da Marta Cuscunà , giovane monfalconese formatasi alla Scuola Europea per l’Arte dell’Attore e ora interprete di diverse produzioni anche internazionali, il testo ha vinto il prestigioso Premio scenario per Ustica 2009. ”È bello vivere liberi!”, racconta Marta Cuscunà, è l’ultima frase che Ondina Peteani scrisse nel 2003, a poche settimane dalla morte, quando in ospedale un medico le chiese di comporre, a occhi chiusi, le prime parole che le fossero venute in mente. Perché raccontare proprio la storia di Ondina? «La cosa principale che mi ha colpito è come lei riuscisse a parlare in un modo assolutamente “nuovo” della Resistenza, sottolineando soprattutto l’entusiasmo che aveva portato tanti giovani a intraprendere quest’avventura, a tratti terribilmente drammatica ma sempre e comunque vissuta con incontenibile gioia, nell’intento di liberare il proprio Paese. Io, che avevo studiato quel periodo a scuola, non avevo mai visto tali fatti sotto quella luce particolare e quindi sono stata a mia volta accesa dal loro entusiasmo contagioso. Che mi è stato trasmesso proprio attraverso le parole di Ondina: per ciò mi è venuta voglia di raccontarlo agli altri». Come si spiega il successo dello spettacolo? «Col desiderio di ritrovare nella nostra storia questo ricordo, che oggi qualcuno cerca di insabbiare. La retorica, con gli anni, ha soffocato la Resistenza e il revisionismo che a tratti ci giunge a ondate, fa male a molte persone, perché la democrazia nel nostro paese non è un dato così certo negli ultimi tempi. Chi ha assistito all’allestimento ha detto di esser stato conquistato da questa luce molto positiva e da un racconto diverso dal solito della deportazione: purtroppo la nostra mente e il nostro cuore può assuefarsi a una certa metodologia di narrazione e quindi c’è il bisogno, a volte, di sentire le stesse cose in una chiave nuova, per riscoprirle. Lo spettacolo parla di qualcosa che è necessario in questi tempi: libertà e partecipazione. Ondina era una ragazza di 17 anni e in quel momento il suo agire è diventato fondamentale per cambiar le cose di un intero Paese: al giorno d’oggi sembra invece che noi giovani siamo tutti un po’ rassegnati all’idea di non poter assolutamente cambiare il meccanismo della politica o della società». E invece? «E invece possiamo farlo, prendendo a esempio lei. Perché ha un senso riscoprire la gioia dell’impegno civile».

 

 

5) Il Piccolo

5 novembre 2009

MOSTRA SUL VOLO A GORIZIA Oggi alle 18 si terrà al Kulturni dom l’inaugurazione della mostra fotografica documentaria sui fratelli Rusjan “100 anni di voli nel cielo goriziano”. La mostra sarà aperta fino al 28 novembre 2009, con il seguente orario (giorni feriali): dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18 e nelle ore serali durante le manifestazioni. n LIBRO ALLA RINASCITA Per la serie degli Incontri con l’autore. oggi alle 18, alla libreria Rinascita di Monfalcone ci sarà la presentazione del libro ”Un’anima chiamata papà”. Sarà presente l’autrice Flavia Segnan. n CONCERTO DI BUBOLA Nell’ambito del laboratorio didattico-letterario-concertistico del cantautore Massimo Bubola, su iniziativa della Provincia domani alle 20.30, all’auditorium Fogar di corso Verdi, il musicista terrà un concerto. n INCONTRO MONFALCONE Dalle 18 in poi oggi a Monfalcone rassegna ”Forma libera” al Centro di aggregazionegiovanile. Tra gli appuntamenti l’incontro con l’attrice Marta Cuscunà sul lavoro teatrale ”È bello vivere liberi!”.

 

 

6) Il Piccolo – Tiziana Carpinelli

3 novembre 2009   

Spettacoli, riflessioni e concerti dedicati alla Resistenza

Una full immersion nei valori della Resistenza giovedì al Centro di aggregazione giovanile di viale San Marco. In realtà, gli organizzatori, l’hanno intitolato “Formalibera”, sottotitolo “Io mi libererò perché ora sono stanco” e si tratta di una serie di incontri, esperienze artistiche, musicali e di spettacolo che hanno appunto per tema la Resistenza. L’occasione è data dall’attesa rappresentazione di “È bello vivere liberi!”, allestimento ispirato alla biografia di Ondina Peteani “prima staffetta partigiana d’Italia”, di e con Marta Cuscunà, che aprirà venerdì la rassegna “ContrAzioni” al teatro Comunale. Giovedì, l’anticipazione dell’opera con una ricca e articolata gamma di performance presentate dagli assessorati alle Politiche giovanili e alla Cultura del Comune di Monfalcone, che sempre venerdì premierà sul palco la giovane attrice Cuscunà, monfalconese “figlia” del Laboratorio Fare teatro di Luisa Vermiglio e vincitrice del Premio scenario di Ustica 2009. La maratona culturale al Centro giovani avrà esordio alle 18, quando la regista incontrerà e dialogherà col pubblico. Interverranno anche Anna Di Gianantonio, autrice del libro “È bello vivere liberi! Biografia di Ondina Peteani”, Gianni Peteani, figlio di Ondina, e Silvano Bacicchi, presidente onorario dell’Anpi provinciale Gorizia. A moderare l’evento Francesco Gava (Anpi Monfalcone). Alle 19 “2084-Orwell oggi: tra cronaca rosa e Grande Fratello”, installazione visiva di Marco Canciani e Enzo Zorzin, mentre dalle 19.30 alle 21 (ogni 10 minuti) i Daidaloi si esibiranno in “E mi levo la maglia”, un’azione scenica a cura di Donato Acampora, Matteo Della Schiava, Federico Diust, Anna Giustina, Teresa Gregorin e Stefano Paradisi, per una produzione Periferia Nord Est. Come ogni tour de force culturale che si rispetti, alle 20 ci sarà spazio per un aperitivo col “RE-bechin de Fiore”; subito dopo, alle 20.45 “La Resistenza oggi: gli studenti del Collegio del Mondo Unito e la percezione della democrazia nel mondo”, videointervista a cura degli studenti del Collegio del Mondo Unito. Alle 21, invece, il concerto di Giancarlo Lombardi. Il Laboratorio storico e cinematografico del liceo Buonarroti (classe V, a.s. 2008-2009) presenterà infine alle 21.45 il cortometraggio “Li chiamavano ribelli”, con interventi musicali a cura dell’orchestra d’istituto. Venerdì alle 20.45, la conclusione dell’iniziativa con lo spettacolo “È bello vivere liberi!”, al termine del quale Martà Cuscunà riceverà la targa del Comune.

 

 

7) fvgnews.net

3 novembre 2009

 “È bello vivere liberi!”, premio Scenario per Ustica 2009, apre la rassegna “contrAZIONI”

Monfalcone (GO) – Venerdì 6 novembre ha inizio “contrAZIONI”, la rassegna dedicata alla scena teatrale emergente che si affianca al cartellone di prosa del Teatro Comunale di Monfalcone. Ad inaugurarla, alle ore 20.45, in anteprima regionale, è lo spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009, “È bello vivere liberi!”, scritto, diretto ed interpretato da Marta Cuscunà, giovane monfalconese formatasi alla Scuola Europea per l’Arte dell’Attore e ora interprete di diverse produzioni anche internazionali.

A partire dall’appassionante biografia di Ondina Peteani scritta dalla storica Anna Di Gianantonio ed edita dall’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia, Marta Cuscunà ha costruito l’intenso percorso drammaturgico di questo spettacolo.

“È bello vivere liberi!” è l’ultima frase che Ondina scrisse a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. Definita da alcuni storici “prima staffetta partigiana d’Italia” per la precocità del suo impegno nella lotta di Liberazione, Ondina a soli 17 anni aderisce alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, territorio in cui la Resistenza inizia prima che nel resto d’Italia, grazie alla collaborazione con i gruppi partigiani sloveni, attivi fin dal 1941 contro l’occupazione fascista.

“È bello vivere liberi!” mette in scena la prima parte della vita di Ondina: gli anni del fascismo nel Monfalconese, le riunioni clandestine della scuola di comunismo (dove, con straordinario anticipo, si discute anche di emancipazione femminile), le tante missioni come staffetta partigiana (compreso il pericoloso commando per l’eliminazione di un traditore, Blechi), la formazione della Brigata Proletaria (più di 1500 operai che, tutti insieme e ancora in tuta da lavoro, si avviarono verso il Carso per unirsi alle formazioni partigiane). Una storia che viene bruscamente stravolta nel 1943, quando Ondina, appena diciannovenne, sprofonda nell’incubo della deportazione nazista ad Auschwitz.

Originalissimo progetto di teatro civile “per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo”, “È bello vivere liberi!” intreccia differenti linguaggi (il monologo civile, il teatro di burattini, quello di figura) per raccontare anche il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza femminile al percorso di emancipazione della donna, gli ideali di pace e fratellanza dei giovani che aderirono al Movimento di Liberazione, l’orrore della deportazione nazista e la sopravvivenza nei lager.

Al contempo, lo spettacolo libera la Resistenza dal grigiume della retorica, restituisce all’idea di antifascismo entusiasmo e gioia, e riscopre l’atmosfera vitale e vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile.

Ad impreziosire lo spettacolo, che è co-prodotto da Centrale Fies ed Operaestate Festival Veneto, i burattini, i pupazzi e gli altri “oggetti” di scena ideati e realizzati da Belinda De Vito, scenografa e designer.

Al termine dello spettacolo, l’assessore alla Cultura Paola Benes, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Monfalcone, consegnerà a Marta Cuscunà un riconoscimento, a sottolineare non soltanto il valore e l’originalità del percorso artistico da lei intrapreso ma anche l’origine di questo percorso. Marta Cuscunà, infatti, ha iniziato la sua formazione teatrale proprio all’interno del Laboratorio “Fare Teatro” del Comune di Monfalcone, ideato e condotto da Luisa Vermiglio.

Ad anticipare lo spettacolo, giovedì 5 novembre, presso il Centro di Aggregazione Giovanile di Monfalcone, avrà luogo “FORMALIBERA”, un’articolata serie di incontri e performance sui temi della Resistenza e della libertà.
Il ricco programma della serata ha inizio alle ore 18.00, con un incontro cui prendono parte Marta Cuscunà, la storica Anna Di Gianantonio, il figlio di Ondina Gianni Peteani, Silvano Bacicchi, Presidente Onorario dell’ANPI di Gorizia e Francesco Gava, dell’ANPI di Monfalcone.

Seguono quindi l’installazione visiva “2084_Orwell oggi: tra cronaca rosa e Grande Fratello”, di Marco Canciani e Enzo Zorzin; l’azione scenica E mi levo la maglia, del gruppo teatrale Daidaloi; la proiezione di “La Resistenza oggi”, videointervista realizzata dagli studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico sulla percezione della democrazia nel mondo; il concerto del giovane cantautore Giancarlo Lombardi; la proiezione del cortometraggio “Li chiamavano ribelli”, a cura del Laboratorio storico e cinematografico del Liceo “M. Buonarroti” di Monfalcone. A punteggiare la serata, gli interventi musicali dell’Orchestra del Liceo “M. Buonarroti”.

L’ingresso è libero.

INFO: www.teatromonfalcone.it

 

 

8) delteatro.it

2 novembre 2009

Marta Cuscunà (Premio Ustica) apre ContrAZIONI

Sarà la giovane Marta Cuscunà ad inaugurare – venerdì 6 novembre – l’edizione 2009 della rassegna ContrAZIONI di Monfalcone. L’attrice, originaria della città portuale in provincia di Gorizia, è autrice di È bello vivere liberi!, testo vincitore del Premio Ustica 2009, riservato – nell’ambito del Premio Scenario – alle proposte più innovative nel campo del teatro civile.

Cuscunà, ha ideato il suo spettacolo scavando nella biografia di Ondina Peteani, una delle prime staffette partigiane, che a soli 17 anni si dedicò alla lotta partigiana, cominciata in Venezia Giulia ben prima che nel resto d’Italia, grazie all’attività svolta sin dal 1941 dagli antifascisti sloveni.

Avvalendosi degli studi compiuti dalla storica Anna Di Gianantonio, Cuscunà ha ricostruito la prima parte della vita di Ondina, gli anni vissuti nel Monfalconese durante il fascismo, le lezioni clandestine alla scuola di comunismo che le dischiusero gli orizzonti di un precoce femminismo e le prime azioni della Brigata Proletaria, formata in larga parte dagli operai dei locali cantieri navali. La vita di Ondina fu stroncata ad Auschwitz, quando la giovane non aveva ancora compiuto 20 anni. È bello vivere liberi! fu l’esortazione con la quale si concedò da questo mondo.

A colpire la giuria del Premio Ustica è stato l’originale allestimento ideato da Marta Cuscunà con Belinda De Vito, in cui l’attrice dialoga in scena con alcuni burattini e un pupazzo, realizzando un felice connubio fra teatro di narrazione e teatro di figura.

Lo spettacolo, prodotto da Centrale Fies ed Operaestate Festival Veneto, sarà preceduto giovedì 5 novembre da una serie di incontri e performance presso il Centro di aggregazione giovanile di Monfalcone. Qui si terrà alle 18 un incontro con l’autrice, cui prenderà parte anche la storica Anna Di Gianantonio, il figlio di Ondina Peteani, Silano Bacicchi (presidente onorario dell’Anpi di Gorizia) e Francesco Gava, presidente della sezione Anpi di Monfalcone.

Marta Cuscunà a cominciato a fare teatro nel 2001, nell’ambito del laboratorio condotto da Luisa Vermiglio per il Comune di Monfalcone. In seguito, l’incontro con Joan Baixas, direttore del Teatro de la Claca di Barcellona, le ha consentito di ampliare le proprie conoscenze, messe a frutto come attrice in produzioni spagnole e italiane, fra le quali la partecipazione al cast di Indemoniate!, lo spettacolo di Giuliana Musso e Carlo Tolazzi, diretto un paio di stagioni fa da Massimo Somaglino. (e.f.)

 

 

9) ilgiornaledelfriuli.net

31 ottobre 2009

TEATRO COMUNALE DI MONFALCONE – STAGIONE 2009-2010

È bello vivere liberi!, Premio Scenario per Ustica 2009, apre la rassegna “contrAZIONI” (6 novembre)

Venerdì 6 novembre ha inizio “contrAZIONI”, la rassegna dedicata alla scena teatrale emergente che si affianca al cartellone di prosa del Teatro Comunale di Monfalcone. Ad inaugurarla, alle ore 20.45, in anteprima regionale, è lo spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009, È bello vivere liberi!, scritto, diretto ed interpretato da Marta Cuscunà, giovane monfalconese formatasi alla Scuola Europea per l’Arte dell’Attore e ora interprete di diverse produzioni anche internazionali.

A partire dall’appassionante biografia di Ondina Peteani scritta dalla storica Anna Di Gianantonio ed edita dall’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia, Marta Cuscunà ha costruito l’intenso percorso drammaturgico di questo spettacolo.

“È bello vivere liberi!” è l’ultima frase che Ondina scrisse a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. Definita da alcuni storici “prima staffetta partigiana d’Italia” per la precocità del suo impegno nella lotta di Liberazione, Ondina a soli 17 anni aderisce alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, territorio in cui la Resistenza inizia prima che nel resto d’Italia, grazie alla collaborazione con i gruppi partigiani sloveni, attivi fin dal 1941 contro l’occupazione fascista.

È bello vivere liberi! mette in scena la prima parte della vita di Ondina: gli anni del fascismo nel Monfalconese, le riunioni clandestine della scuola di comunismo (dove, con straordinario anticipo, si discute anche di emancipazione femminile), le tante missioni come staffetta partigiana (compreso il pericoloso commando per l’eliminazione di un traditore, Blechi), la formazione della Brigata Proletaria (più di 1500 operai che, tutti insieme e ancora in tuta da lavoro, si avviarono verso il Carso per unirsi alle formazioni partigiane). Una storia che viene bruscamente stravolta nel 1943, quando Ondina, appena diciannovenne, sprofonda nell’incubo della deportazione nazista ad Auschwitz.

Originalissimo progetto di teatro civile “per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo”, È bello vivere liberi! intreccia differenti linguaggi (il monologo civile, il teatro di burattini, quello di figura) per raccontare anche il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza femminile al percorso di emancipazione della donna, gli ideali di pace e fratellanza dei giovani che aderirono al Movimento di Liberazione, l’orrore della deportazione nazista e la sopravvivenza nei lager.

Al contempo, lo spettacolo libera la Resistenza dal grigiume della retorica, restituisce all’idea di antifascismo entusiasmo e gioia, e riscopre l’atmosfera vitale e vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile.

Ad impreziosire lo spettacolo, che è co-prodotto da Centrale Fies ed Operaestate Festival Veneto, i burattini, i pupazzi e gli altri “oggetti” di scena ideati e realizzati da Belinda De Vito, scenografa e designer.

Al termine dello spettacolo, l’Assessore alla Cultura Paola Benes, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Monfalcone, consegnerà a Marta Cuscunà un riconoscimento, a sottolineare non soltanto il valore e l’originalità del percorso artistico da lei intrapreso ma anche l’origine di questo percorso. Marta Cuscunà, infatti, ha iniziato la sua formazione teatrale proprio all’interno del Laboratorio “Fare Teatro” del Comune di Monfalcone, ideato e condotto da Luisa Vermiglio.

Ad anticipare lo spettacolo, giovedì 5 novembre, presso il Centro di Aggregazione Giovanile di Monfalcone, avrà luogo FORMALIBERA, un’articolata serie di incontri e performance sui temi della Resistenza e della libertà.

Il ricco programma della serata ha inizio alle ore 18.00, con un incontro cui prendono parte Marta Cuscunà, la storica Anna Di Gianantonio, il figlio di Ondina Gianni Peteani, Silvano Bacicchi, Presidente Onorario dell’ANPI di Gorizia e Francesco Gava, dell’ANPI di Monfalcone.

Seguono quindi l’installazione visiva 2084_Orwell oggi: tra cronaca rosa e Grande Fratello, di Marco Canciani e Enzo Zorzin; l’azione scenica E mi levo la maglia, del gruppo teatrale Daidaloi; la proiezione di La Resistenza oggi, videointervista realizzata dagli studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico sulla percezione della democrazia nel mondo; il concerto del giovane cantautore Giancarlo Lombardi; la proiezione del cortometraggio Li chiamavano ribelli, a cura del Laboratorio storico e cinematografico del Liceo “M. Buonarroti” di Monfalcone. A punteggiare la serata, gli interventi musicali dell’Orchestra del Liceo “M. Buonarroti”. L’ingresso è libero.

I biglietti per lo spettacolo possono essere acquistati presso: Biglietteria del Teatro (tel. 0481 790 470), Ticketpoint di Trieste, Libreria Antonini di Gorizia, ERT di Udine e on line sul sito www.greenticket.it. Continua, inoltre, la vendita di CARD il MIO Teatro.

Giovedì 5 novembre, Centro di Aggregazione Giovanile (viale S. Marco 70)

FORMALIBERA

Incontri e performance sul tema della Resistenza

In collaborazione con Associazione Banda Larga / Associazione Periferia Nord Est / Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico / ANPI Provinciale Gorizia / Liceo “M. Buonarroti” di Monfalcone

INGRESSO LIBERO

Venerdì 6 novembre ore 20.45 / contrAZIONI

È BELLO VIVERE LIBERI!

Ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, deportata ad Auschwitz N. 81 672

drammaturgia, regia e interpretazione di Marta Cuscunà

oggetti di scena di Belinda De Vito

Centrale Fies / Operaestate Festival Veneto

Premio Scenario per Ustica 2009

Ufficio Comunicazione Roberta Sodomaco (tel. 0481 494 369)

 

10) rinascitaecultura.wordpress.com

31 ottobre 2009

TEATRO COMUNALE DI MONFALCONE – STAGIONE 2009-2010

È bello vivere liberi!, Premio Scenario per Ustica 2009, apre la rassegna “contrAZIONI” (6 novembre)

Venerdì 6 novembre ha inizio “contrAZIONI”, la rassegna dedicata alla scena teatrale emergente che si affianca al cartellone di prosa del Teatro Comunale di Monfalcone. Ad inaugurarla, alle ore 20.45, in anteprima regionale, è lo spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009, È bello vivere liberi!, scritto, diretto ed interpretato da Marta Cuscunà, giovane monfalconese formatasi alla Scuola Europea per l’Arte dell’Attore e ora interprete di diverse produzioni anche internazionali.

A partire dall’appassionante biografia di Ondina Peteani scritta dalla storica Anna Di Gianantonio ed edita dall’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia, Marta Cuscunà ha costruito l’intenso percorso drammaturgico di questo spettacolo.

“È bello vivere liberi!” è l’ultima frase che Ondina scrisse a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. Definita da alcuni storici “prima staffetta partigiana d’Italia” per la precocità del suo impegno nella lotta di Liberazione, Ondina a soli 17 anni aderisce alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, territorio in cui la Resistenza inizia prima che nel resto d’Italia, grazie alla collaborazione con i gruppi partigiani sloveni, attivi fin dal 1941 contro l’occupazione fascista.

È bello vivere liberi! mette in scena la prima parte della vita di Ondina: gli anni del fascismo nel Monfalconese, le riunioni clandestine della scuola di comunismo (dove, con straordinario anticipo, si discute anche di emancipazione femminile), le tante missioni come staffetta partigiana (compreso il pericoloso commando per l’eliminazione di un traditore, Blechi), la formazione della Brigata Proletaria (più di 1500 operai che, tutti insieme e ancora in tuta da lavoro, si avviarono verso il Carso per unirsi alle formazioni partigiane). Una storia che viene bruscamente stravolta nel 1943, quando Ondina, appena diciannovenne, sprofonda nell’incubo della deportazione nazista ad Auschwitz.

Originalissimo progetto di teatro civile “per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo”, È bello vivere liberi! intreccia differenti linguaggi (il monologo civile, il teatro di burattini, quello di figura) per raccontare anche il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza femminile al percorso di emancipazione della donna, gli ideali di pace e fratellanza dei giovani che aderirono al Movimento di Liberazione, l’orrore della deportazione nazista e la sopravvivenza nei lager.

Al contempo, lo spettacolo libera la Resistenza dal grigiume della retorica, restituisce all’idea di antifascismo entusiasmo e gioia, e riscopre l’atmosfera vitale e vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile.

Ad impreziosire lo spettacolo, che è co-prodotto da Centrale Fies ed Operaestate Festival Veneto, i burattini, i pupazzi e gli altri “oggetti” di scena ideati e realizzati da Belinda De Vito, scenografa e designer.

Al termine dello spettacolo, l’Assessore alla Cultura Paola Benes, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Monfalcone, consegnerà a Marta Cuscunà un riconoscimento, a sottolineare non soltanto il valore e l’originalità del percorso artistico da lei intrapreso ma anche l’origine di questo percorso. Marta Cuscunà, infatti, ha iniziato la sua formazione teatrale proprio all’interno del Laboratorio “Fare Teatro” del Comune di Monfalcone, ideato e condotto da Luisa Vermiglio.

Ad anticipare lo spettacolo, giovedì 5 novembre, presso il Centro di Aggregazione Giovanile di Monfalcone, avrà luogo FORMALIBERA, un’articolata serie di incontri e performance sui temi della Resistenza e della libertà.

Il ricco programma della serata ha inizio alle ore 18.00, con un incontro cui prendono parte Marta Cuscunà, la storica Anna Di Gianantonio, il figlio di Ondina Gianni Peteani, Silvano Bacicchi, Presidente Onorario dell’ANPI di Gorizia e Francesco Gava, dell’ANPI di Monfalcone.

Seguono quindi l’installazione visiva 2084_Orwell oggi: tra cronaca rosa e Grande Fratello, di Marco Canciani e Enzo Zorzin; l’azione scenica E mi levo la maglia, del gruppo teatrale Daidaloi; la proiezione di La Resistenza oggi, videointervista realizzata dagli studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico sulla percezione della democrazia nel mondo; il concerto del giovane cantautore Giancarlo Lombardi; la proiezione del cortometraggio Li chiamavano ribelli, a cura del Laboratorio storico e cinematografico del Liceo “M. Buonarroti” di Monfalcone. A punteggiare la serata, gli interventi musicali dell’Orchestra del Liceo “M. Buonarroti”.

L’ingresso è libero.

I biglietti per lo spettacolo possono essere acquistati presso: Biglietteria del Teatro (tel. 0481 790 470), Ticketpoint di Trieste, Libreria Antonini di Gorizia, ERT di Udine e on line sul sito www.greenticket.it. Continua, inoltre, la vendita di CARD il MIO Teatro.

 

 

11) Il Piccolo

1 novembre 2009  

Va in scena “È bello vivere liberi!”

MONFALONE – Venerdì 6 novembre ha inizio “contrAZIONI”, la rassegna dedicata alla scena teatrale emergente che si affianca al cartellone di prosa del Teatro Comunale di Monfalcone. Ad inaugurarla, alle 20.45, in anteprima regionale, lo spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009, ”È bello vivere liberi!” scritto, diretto ed interpretato da Marta Cuscunà, giovane attrice monfalconese. È l’appassionante biografia di Ondina Peteani scritta dalla storica Anna Di Gianantonio. Marta Cuscunà ha costruito l’intenso percorso drammaturgico di questo spettacolo. “È bello vivere liberi!” è l’ultima frase che Ondina scrisse a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. Definita da alcuni storici “prima staffetta partigiana d’Italia” per la precocità del suo impegno nella lotta di Liberazione, Ondina a soli 17 anni aderisce alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, territorio in cui la Resistenza inizia prima che nel resto d’Italia, grazie alla collaborazione con i gruppi partigiani sloveni, attivi fin dal 1941 contro l’occupazione fascista. ”È bello vivere liberi!” mette in scena la prima parte della vita di Ondina: gli anni del fascismo nel Monfalconese, le riunioni clandestine della scuola di comunismo (dove, con straordinario anticipo, si discute anche di emancipazione femminile), le tante missioni come staffetta partigiana (compreso il pericoloso commando per l’eliminazione di un traditore, Blechi), la formazione della Brigata Proletaria (più di 1500 operai che, tutti insieme e ancora in tuta da lavoro, si avviarono verso il Carso per unirsi alle formazioni partigiane). Una storia che viene bruscamente stravolta nel 1943, quando Ondina, appena diciannovenne, sprofonda nell’incubo della deportazione nazista ad Auschwitz.

 

 

12) Il Manifesto, Gianfranco Capitta

25 ottobre 2009

Dagli attori semiclandestini ai molti angeli antagonisti

(…) E a proposito di modelli antagonisti, tra gli spettacoli dei più giovani (in particolare la sezione dedicata ai vincitori del premio Scenario) è stata una sorpresa bellissima assistere alla rievocazione di una staffetta partigiana tra Monfalcone e il Carso durante l’occupazione nazifascista. Marta Cuscunà è un’attrice giovane, che da sola si è scritta, inventata e interpretata È bello vivere liberi, racconto di quel personaggio ispirato ad una eroina vera, Ondina Peteani. Il racconto è commovente ed esaltante insieme, ed anche fuori delle ultime colture teatrali della sua generazione. Ma oltre a questo Cuscunà ha doti così accentuate di bravura e simpatia, che è facile pronosticare per lei una strada sicura.
 

 

13) Il Piccolo, Tiziana Carpinelli

23 ottobre 2009  

L’ attrice Marta Cuscunà presenta lo spettacolo dedicato a Ondina Peteani

MONFALCONE – Nel 2001 era soltanto una ragazzina che sognava ad occhi aperti di calcare le scene della ribalta nazionale. Una ragazzina che nell’attesa di realizzare un sogno forse irrealizzabile si iscriveva al laboratorio Fare teatro di Luisa Vermiglio. Oggi, otto anni dopo, è un’attrice ormai affermata, perchè grazie al suo talento ha conquistato da sola il Premio scenario di Ustica 2009, prestigioso riconoscimento nazionale per il teatro di innovazione e impegno civile. Insomma, non se lo poteva proprio immaginare, Marta Cuscunà, che un giorno sarebbe salita sul palco di Monfalcone per ritirare una targa in suo onore, ma ora quel momento è arrivato e dopo tanti sacrifici la giovane, talentuosa, artista vivrà il suo momento di gloria al Comunale. Sarà lei, infatti, con lo spettacolo “È bello vivere liberi”, storia della prima staffetta partigiana Ondina Peteani, a inaugurare la stagione di ContrAzione venerdì 6 novembre alle 20.45, e l’amministrazione Pizzolitto ha deciso di esaltare l’evento con una piccola cerimonia a conclusione della messinscena. Non solo: il giorno precedente, al Centro di aggregazione giovanile di viale San Marco, è stata organizzata una maratona culturale per riflettere sulla Resistenza. Protagonisti dell’iniziativa saranno, tra gli altri, il senatore Silvano Bacicchi, presidente onorario dell’Anpi-Provincia di Gorizia, e Anna di Gianantonio, autrice della biografia su Ondina Peteani, a cui si ispira lo spettacolo di Marta Cuscunà. L’attrice, regista e sceneggiatrice, ha narrato la vicenda storica partendo da un accurato lavoro sulle fonti, scavando dentro la memoria del territorio attraverso le parole di chi ha conosciuto Ondina. “È bello vivere liberi!” racconta con un registro originale e intenso le vicissitudini della prima staffetta partigiana ronchese. «L’amministrazione – così l’assessore alla Cultura Paola Benes – ha inteso sottolineare l’importanza del lavoro svolto da Marta e il suo progressivo affermarsi in una carriera che le auguriamo essere il più possibile longeva, riconoscendo anche l’impegno didattico del laboratorio teatrale creato dalla brava attrice Luisa Vermiglio». «L’operazione – ha aggiunto l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin – si ricollega all’attività del centro giovanile, all’interno del quale abbiamo voluto inserire, su richiesta di una parte dei ragazzi che frequentano la struttura, un percorso di studio della Resistenza: un valore oggi declinabile su altri fronti, come quello del lavoro e della lotta al precariato». La serata rievocativa avrà inizio giovedì 5 novembre alle 18 con l’intervento di Marta Cuscunà, seguiranno diversi eventi tra cui la proiezione del corto “Li chiamavano ribelli” degli studenti del Buonarroti, le video interviste del Collegio del Mondo unito e l’allestimento “E mi levo la camicia” dei Daidaloi.
 

 

14) iltamburodikattrin.com – Camilla Toso

20 ottobre 2009

Debutta Scenario: tra memoria e disincanto

Non delude il debutto di Marta Cuscunà – Premio scenario per Ustica 2009. La giovane ragazza friulana che questa estate si è aggiudicata il premio della giuria con È bello vivere liberi! porta avanti il suo percorso tra teatro di narrazione e di figura, stupendo per la freschezza e l’ilarità e dimostrando grande coraggio e determinazione.

Vi ricordate gli occhi di vostra nonna? Quando li vedevate accendersi di gioia, nel momento del ricordo, quando la sua mente tornava indietro e ripescava dal fondo di un baule sepolto dagli anni tutto quello che era stato. In un attimo era una ragazza forte e bella, di spalle un po’ grosse ma di sguardo fiero e deciso. Questa è la memoria. Questo è lo sguardo di Marta Cuscunà, mentre in scena riporta alla mente immagini della biografia di Ondina Peteani, staffetta della resistenza partigiana in Italia. La storia di Ondina è simile a molte altre: l’ascesa al potere fascista in Italia, l’avvicinamento ad alcuni gruppi di partigiani Jugoslavi come presa di posizione giovanile, la lotta, la fuga sulle montagne, l’arresto e il viaggio ad Auschwitz. La memoria e il racconto sono il passo più breve per avvicinarsi al Teatro di Narrazione, ma questa giovane attrice lo fa con un piglio tutto suo: affronta i suoi personaggi di petto per una recitazione leggera che sa rapire il pubblico e strappargli sincere risate. Un’ora e mezza passa veloce e resta la soddisfazione di un’operazione ricca seppur tradizionale – ai burattini vengono lasciati il dramma e la violenza  – per un lavoro poetico e destinato a crescere. (…)

 

 

 

15) eolo-ragazzi.it

20 ottobre 2009

 “VIE” A MODENA

 “Vie”, scena contemporanea Festival che si tiene ad Ottobre a Modena, e non solo, organizzato dall’E.R.T. è una buonissima occasione per vedere il meglio della ricerca italiana e mondiale. Qui per esempio abbiamo avuto la possibilità di vedere finiti i progetti vincitori del Premio Ustica e del Premio Scenario: “E’ bello vivere liberi” di Marta Cuscunà e “Pink, Me & The Roses”.
“E’ bello vivere liberi”, scritto e interpretato da Marta Cuscunà, ispirato alla biografia di Ondina Peteani, spettacolo vincitore del premio Scenario per Ustica, è una convincente e commovente narrazione con figure dedicato ad Ondina Peteani, tra le prime donne ad impegnarsi nella lotta di Liberazione e che per questo  venne deportata ad Auschwitz.
Marta Cuscunà è davvero bravissima nel muovere tutte le corde del narrare , cambiando continuamente registro interpretativo e seguendo in modo logico ed emozionale un commento musicale pertinente. In questo modo seguiamo il cammino di iniziazione alla lotta partigiana di Ondina sino alla sua attività di staffetta e alla conseguente deportazione nel campo di concentramento da cui uscirà segnata nel corpo e nell’anima. Le annotazioni storiche e le vicende personali di Ondina si amalgamano perfettamente nel racconto ora amaro, ora lirico mai retorico di Marta Cuscunà che si immedesima perfettamente con Ondina nel ricordo di una vita spesa per la libertà del nostro paese.
Lo spettacolo nella seconda parte poi utilizza anche in modo confacente i linguaggi del teatro di figura, narrando come si faceva del resto nelle campagne emiliano romagnole con i burattini in modo ironico le vicende eroiche della guerra partigiana per poi mostrare con tragici pupazzi l’annichilimento della deportazione. (…)

 

 

16) iltamburodikattrin.com

12 ottobre 2009

Incroci: intervista a (tutta) la Generazione Scenario ‘09

Abbiamo imparato a conoscerli, in quest’estate di festival, i nuovi quattro di Generazione Scenario: a Volterra, a Dro, a Bassano, impegnati in tournée fittissime a mostrare quei primi venti minuti di spettacolo che gli sono valsi la segnalazione al Premio fra i più ambiti dalle compagnie di teatro emergente. Sono quattro nuclei completamente diversi: Codice Ivan, i vincitori, in tre che si conoscono da anni ma sono insieme in un progetto comune per la prima volta con Pink, Me & The Roses; Anagoor, che da anni lavorano insieme; Marta Cuscunà, Premio Scenario per Ustica, sola in scena; e, infine, un altro terzetto, Odemà, anche qui, riunitosi ad hoc intorno al nuovo progetto.  Quattro “venti minuti” spiazzanti, da quanto sono differenti, dal delicato e micidiale interrogarsi intorno al fare teatrale di Codice Ivan, all’originale percorso di narrazione della Cuscunà, fra burattini e storia, dalla grazia delle immagini di Anagoor al dirompente lavoro sul divino di Odemà: estetica calcolatissima e affondo nel teatro, poi nuove forme di narrazione, un altro teatro-immagine destinato a restare sospeso nella mente dello spettatore e, infine, un teatro d’attore come non se ne vedeva da un po’.

Allora li abbiamo cercati, fra uno spettacolo e l’altro, in questa prima estate di festival per la nuova Generazione Scenario. E li abbiamo trovati, in forma scritta, per queste poche rapidissime domande, che vogliono tracciare un ritratto – o almeno un invito al ritratto – del teatro emergente proposto dal Premio Scenario 2009. Li mostriamo, in frammenti, alla vigilia dell’atteso debutto modenese, dove, a VIE Festival, presenteranno il lavoro completo.

Qui di seguito, in bottaerisposta davvero fitti, quattro modi di dire e di fare il teatro, quattro modi di parlare (e forse più) che si intrecciano – serratissimi – fra auto-presentazioni minimal, prospettive per lo spettacolo, esperienza di Scenario e rapporto col pubblico. Quattro modi, in fondo, di pensare il teatro che, in questi anni di riferimenti precisati e accostamenti prevedibili, non ci aspettavamo proprio.

 

Il primo spettacolo visto, e il primo fatto?

(…) Marta Cuscunà: Che faccia fare di Lella Costa, regia di Vacis. Rito d’autunno, creazione collettiva del Laboratorio Fare Teatro di Monfalcone, condotto da Luisa Vermiglio.

 

Qual è lo spettacolo dell’anno?

(…) Marta Cuscunà: Spero sarà il mio! A parte gli scherzi, per me è Sonja, diretto da Alvis Hermanis.

Il vostro, è un processo creativo collettivo o esiste una suddivisione dei ruoli?
(…) Marta Cuscunà: È un progetto nato in solitaria: l’ho ideato, scritto e iniziato a mettere in scena da sola. In un secondo momento, ho coinvolto Marco Rogante che si è occupato di luci e musiche e Belinda De Vito che ha costruito pupazzi e oggetti di scena.

 

In una parola, cos’è il vostro teatro? E cosa non è?

(…) Marta Cuscunà: Spero sia necessario, per me lo è, mi auguro lo sia anche per il pubblico. Non è intrattenimento.

 

Tre parole o immagini per descrivere il vostro progetto?

(…) Marta Cuscunà: Teatro di figura, giovani schierati e straordinariamente felici, irrefrenabile bisogno di libertà.


Quali erano i materiali di partenza?

(…) Marta Cuscunà: La biografia di Ondina Peteani scritta dalla storica Anna Di Giannantonio, materiali e documenti inediti di Ondina, memorie di altri partigiani.

 

Chi o cos’è il protagonista dello spettacolo? Cosa volete dire?

(…) Marta Cuscunà: Ondina Peteani che, a 17 anni, scopre i valori dell’antifascismo e decide con entusiasmo di partecipare alla Resistenza per cambiare il proprio Paese. Dato che oggi viviamo in uno stato di rassegnata apatia in cui ci lamentiamo ma non facciamo nulla, vorrei ricordare che il contributo di ciascuno è fondamentale per la vita della società.

 

Una citazione dal vostro spettacolo che sia rappresentativa del lavoro:

(…) Marta Cuscunà: Nel titolo c’è tutto: « È bello vivere liberi!»

 

Qual è il prossimo passo, in una parola?

(…) Marta Cuscunà: Andareinscena.

 

In cosa vi ha cambiato il processo di lavoro del Premio Scenario?

(…) Marta Cuscunà: A livello personale non mi ha cambiata ma ha influenzato molto il lavoro pratico. Quando mi sono iscritta avevo già il copione completo. Dovendo mettere in scena solo venti minuti, ho dovuto selezionare il materiale. È nato un collage degli elementi distintivi del mio progetto: la commistione di monologo civile, teatro popolare di burattini e linguaggi evocativi del teatro di figura con pupazzi.
 

 

17) delteatro.it – Enzo Fragassi

8 ottobre 2009

VIE: scene contemporanee a Modena_Carpi_Vignola

Si presenta come sempre ricco di anteprime il cartellone del festival VIE, quest’anno allargato oltre il perimetro del consueto triangolo Modena, Carpi, Vignola, fino a ricomprendere anche Correggio e Rubiera. Più ancora che in passato, la quinta edizione (dal 9 al 17 ottobre), si apre gli influssi della scena performativa internazionale, grazie al progetto Prospero, che annovera, oltre alla Fondazione Emilia Romagna Teatri, un network europeo di teatri che va dal Portogallo alla Finlandia, passando per Belgio, Francia e Germania. Proprio da Berlino giunge a Modena per l’inaugurazione del festival il regista quarantenne Thomas Ostermeier, fresco destinatario del premio attribuitogli dall’associazione dei critici francesi. Suo è l’allestimento di John Gabriel Borkmann di Ibsen, con tre artisti d’eccezione come Angela Winkler, Kirsten Dene e Josef Bierbichler. L’Italia partecipa al progetto con La menzogna, il toccante lavoro realizzato da Pippo Delbono con la sua inseparabile e variegata compagnia, prendendo spunto dalla tragedia della Thyssen-Krupp di Torino, in cui – era il dicembre del 2007 – perirono sette operai (recensione).

Fra le anteprime italiane di sicuro rilievo c’è Perestrojka, seconda parte del progetto Angels in America firmato da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, che segue il già premiato Si avvicina il millennio (recensione). E Pali, nuova produzione del duo siculo Scimone-Sframeli, interprete di un teatro dalla chiara impronta beckettiana, temprata da influssi mediterranei. Possibilmente da non mancare anche gli esordi di Teatrino Clandestino con OpenOptio, spettacolo realizzato in residenza presso la municipalità rom di Suto Orizari, unica al mondo; Teatro sotterraneo con la versione definitiva del nuovo agglomerato sul tema della paura, intitolato Dies Irae, di cui in estate avevamo avuto già un assaggio (leggi); e ancora il gruppo Orthographe, che prosegue il proprio percorso di ricerca nel potere dell’immagine con Controllo remoto, ancora incentrato sulla paura – vera protagonista di questo primo scorcio di millennio.

La giovane età media di alcuni dei gruppi citati viene ulteriormente abbassata a VIE dalla presenza di formazioni giovanissime, per formazione ed età anagrafica: si va da Dewey Dell, compagnia guidata dai tre fratelli Castellucci (Teodora, Agata e Demetrio), lanciati un paio di stagioni fa da Fies Factory, agli spettacoli – segnalati dal premio Scenario – di Codice Ivan (vincitore con Pink, Me & The Roses), Anagoor, Marta Cuscunà e Odemà (Davide Gorla, Enrico Ballardini e Giulia D’Imperio).

Altre ventate di teatro estero proverranno dai tedeschi Neuer Tanz, dal giapponese Toshiki Okada, indicato come uno dei protagonisti emergenti nell’area del teatrodanza, Israel Galvàn – che ha attualizzato il tradizionale flamenco andaluso senza snaturarlo – e soprattutto il Belarus Free Theatre, originale formazione bielorussa che conduce da anni una tenace lotta di controinformazione teatrale contro il regime al potere nel Paese ex-sovietico, venendo per questo sistematicamente perseguito in patria. Quattro sono gli spettacoli che la formazione proporrà a VIE, inaugurando una nuova campagna a favore della convenzione delle Nazioni Unite contro le sparizioni forzate. Il Belarus Free Theatre, sostenuto nella propria azione anche dal premio Nobel Harold Pinter negli ultimi anni della sua vita, ha ricevuto recentemente il premio per i diritti umani della Repubblica francese.

 

18) sambenedettoggi.it

30 settembre 2009

Teatri Invisibili: la libertà vista con gli occhi della donna

Ultimo appuntamento per la rassegna, mercoledì 30 settembre alle ore 21.30, al Teatro dell’Olmo di San Benedetto del Tronto, con “È bello vivere liberi” di Marta Cuscunà.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “È bello vivere liberi!” è l’ultima frase che Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia deportata ad Auschwitz (numero 81 672), scrisse a poche settimane dalla morte, in ospedale, quando il suo medico le chiese di comporre, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente.

La sua vicenda attraversa gli anni del fascismo nel Monfalconese, viene segnata in modo indelebile dalla detenzione ad Auschwitz e continua nel dopoguerra, come ostetrica e organizzatrice culturale all’interno del Pci. Lo spettacolo si ispira alla prima parte della vita di Ondina fino alla liberazione dai campi di concentramento, mettendo in luce il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza femminile all’emancipazione della donna.

Tutto questo è raccontato attraverso linguaggi differenti: le testimonianze, il monologo civile, i burattini, il teatro con pupazzi. “Perché a un pupazzo si può fare di tutto, anche le cose più terribili; perché il rapporto tra pupazzo e manovratore è uguale a quello tra deportato e aguzzino. Davanti alle immagini dei lager lo shock emotivo è fortissimo e fa distogliere lo sguardo, mentre davanti a un pupazzo picchiato e umiliato si resta a guardare fino in fondo, e l’emotività lascia spazio alla riflessione”.

Marta Cuscunà nasce a Monfalcone, città operaia famosa per il cantiere navale in cui si costruiscono le navi da crociera più grandi del mondo e per il triste primato dei decessi per malattie causate dall’amianto. Prende parte a vari spettacoli prodotti dal CTA-Centro Regionale di Teatro d’Animazione e di Figure, da Elsinor di Barcellona, dal Teatro Club Udine, e dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

I Teatri Invisibili chiuderanno ufficialmente sabato 10 ottobre, ore 18, al Teatro dell’Arancio di Grottammare, con un Incontro dibattito dal tema “15 anni di Invisibili realtà”.

Prezzo del biglietto: 8 euro. Prenotazioni: Laboratorio Teatrale “Re Nudo” – tel. 0735 58.27.95 – teatriinvisibili@libero.it.

 

 

19) laprimaweb.it

30 settembre 2009

Mercoledì 30 settembre presso il Teatro dell’Olmo di San Benedetto del Tronto, per la rassegna Teatri Invisibili, va in scena È bello vivere liberi! di Marta Cuscunà.

Marta Cuscunà con lo spettacolo, vincitrice del Premio Scenario per Ustica 2009, ci parla di Resistenza, quella storica contro il nazifascismo ma anche quella intima e gentile della protagonista Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, e di quella artistica dell’unica interprete in scena.

Un progetto di teatro civile per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo.

È bello vivere liberi! è uno spettacolo per liberare la Resistenza dal grigiume della retorica.

Per restituire all’idea di antifascismo la luce e l’entusiasmo che la accompagnarono anche nelle situazioni più difficili.

Per riappropriaci della gioia, delle risate, delle speranze dei partigiani che sono state soffocate dallo sterile nozionismo.
È uno spettacolo per riscoprire l’atmosfera vitale e vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile.

Per questo È bello vivere liberi! è dedicato a tutti quelli che l’antifascismo l’hanno studiato solo sui libri di scuola, perché anche per loro la Resistenza diventi “festa d’aprile!”.

È bello vivere liberi! è l’ultima frase che Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia deportata ad Auschwitz N. 81 672, scrisse a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di comporre, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. La sua storia attraversa gli anni del fascismo nel Monfalconese, viene segnata in modo indelebile dalla detenzione ad Auschwitz e continua nel dopoguerra, come ostetrica e organizzatrice culturale e politica all’interno del PCI, poi PDS.

Lo spettacolo si ispira alla prima parte della vita di Ondina fino alla liberazione dai campi di concentramento

e mette in luce alcune particolari tematiche: il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza femminile all’emancipazione della donna; i sogni di libertà, gli ideali di pace e fratellanza dei giovani che aderirono al Movimento di Liberazione; l’incubo della deportazione nazista e la sopravvivenza nei lager.
Vorrei raccontare tutto questo attraverso linguaggi differenti: le testimonianze (per ricreare l’atmosfera e lo spirito di quegli anni attraverso le parole di chi li visse in prima persona); il monologo civile (per creare un filo conduttore tra le vicende e un punto di vista contemporaneo); i burattini (per ritrovare la forma del teatro popolare che gli stessi partigiani utilizzavano nei bozzetti drammatici che scrivevano e interpretavano per festeggiare le vittorie); il teatro di figura con pupazzi (per raccontare in modo evocativo l’orrore dei lager; perché a un pupazzo si può fare di tutto, anche le cose più terribili; perché il rapporto tra pupazzo e manovratore è uguale a quello tra deportato e aguzzino; perché davanti alle immagini delle persone deportate ad Auschwitz lo shock emotivo è fortissimo e fa distogliere lo sguardo, mentre davanti a un pupazzo picchiato e umiliato si resta a guardare fino in fondo e l’emotività lascia spazio alla riflessione).

Avverto l’urgente necessità di raccontare questa storia, oggi, perché “chi è senza memoria è senza futuro” e in Italia molti hanno dimenticato troppo in fretta il significato della Resistenza.

Marta Cuscunà nasce a Monfalcone, città operaia famosa per il cantiere navale in cui si costruiscono le navi da crociera più grandi del mondo e per il triste primato dei decessi per malattie causate dall’amianto. Si forma nell’ambito della Scuola Europea per l’Arte dell’Attore “Prima del Teatro” frequentando, dal 2005 al 2008, i corsi condotti da Joan Baixas, Paulo Duarte, Nuria Legarda, Agustí Humet, Xavier Algans, Jordi Muixi, Yuri Krasovskij, José Sanchis Sinisterra, Francesco Manetti, Giovanni Greco. Come attrice prende parte a vari spettacoli prodotti dal CTA-Centro Regionale di Teatro d’Animazione e di Figure, da Elsinor di Barcellona, dal Teatro Club Udine, e dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

20) Klpteatro.it – Simone Pacini

19 settembre 2009

La Resistenza di Marta Cuscunà (e del pubblico)
 
Avrebbe dovuto iniziare alle 22,40 l’ultimo spettacolo della IV edizione di Short Theatre, kermesse teatrale romana settembrina quest’anno in versione ridotta. Purtroppo però “È bello vivere liberi!” di Marta Cuscunà, ha avuto inizio con due ore e mezzo di ritardo: inevitabili le conseguenze sul pubblico, stanco e affaticato, sull’interprete, sottoposta ad un indubbio stress prolungato, ma anche sullo spettacolo, con un minor numero di critici ed operatori presenti in sala.
Colpa sì del tempo instabile ma anche di un’organizzazione che avrebbe forse dovuto risolvere in maniera più drastica gli imprevisti del momento. Eppure nessuno si è lamentato, succube del “silenzio-assenso” che vige nel mondo del teatro in Italia: tanto è difficile leggere commenti negativi sulla qualità artistica di alcuni spettacoli, quanto non si odono quasi mai critiche sulle pecche organizzative.
Nella sala B del Teatro India, nonostante tutto, è accaduto il miracolo e Marta Cuscunà, con lo spettacolo vincitrice del Premio Scenario per Ustica 2009, noncurante dei problemi di orario, ha presentato uno spettacolo gentile e deciso.
Si parla di Resistenza, quella storica contro il nazifascismo ma anche quella intima e gentile della protagonista Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, e di quella artistica dell’unica interprete in scena.
La ricerca della Cuscunà è decisamente contemporanea. Originale e poetica rispetto a tanto teatro di tendenza visto nei festival estivi, la giovane e poliedrica artista di Monfalcone con coraggio e determinazione mischia la tradizione e l?innovazione. Il risultato si vede, in una rievocazione storica che è la meticolosa ricostruzione della vita di Ondina, attraverso un attento lavoro di ricerca sul territorio. La narrazione viene affiancata da una recitazione frizzante, un Al teatro d’impegno civile viene qui affiancato il teatro di figura: è questa la scelta non convenzionale che ci appassiona. Lo spettacolo infatti vede protagonisti, oltre alla Cuscunà, burattini e pupazzi di pregevole fattura. Sono apprezzabili i burattini originali che compiono gesti tradizionali simili al teatro delle guarattelle napoletane (esemplare la scena delle bastonate di pulcinelliana memoria), ma ancor più stupisce la realizzazione della scena di Auschwitz con due pupazzi degni del miglior Tim Burton. Scelta scenica felice, “perché il rapporto tra pupazzo e manovratore è uguale a quello tra deportato e aguzzino”, spiega la Cuscunà nelle note di regia.
È questo il momento più toccante dello spettacolo, sottolineato dalla motivazione del Premio Scenario: “In questa ricerca anche l?orrore del lager può essere raccontato, senza che lo spettacolo perda lo straordinario candore e la felicità nel racconto della storia che ancora siamo”.
Interessanti anche le altre proposte della Generazione Scenario, ma lo spettacolo della Cuscunà sembra avere una marcia in più. Tant’è che, mentre degli altri tre apprezziamo la forma breve da studio come impone il Premio Scenario, in questo lavoro immaginiamo e agogniamo la versione definitiva, visto che in venti minuti troviamo soluzioni sceniche efficaci da sviluppare ulteriormente, ma soprattutto ci viene restituita la gioia di vivere, attraverso un messaggio di libertà di un personaggio fuori dalle cronache ma significativo della nostra storia recente, interpretato con considerevole freschezza, qualità e dolcezza dall’attrice.
 
 

21) Delteatro.it – Renato Palazzi

18 settembre 2009

Ricordando Leo De Berardinis

Non è una delle forme “alte” del teatro giapponese, ma vanta una tradizione secolare come il , di cui all’inizio costituiva un intermezzo comico: il repertorio del Kyogen consiste in una serie di brevi farse incentrate su aspetti della vita quotidiana, di taglio popolare. Tre di queste pièce tradizionali sono in scena al Teatro Studio di Milano, da venerdì 18 a domenica 20, presentate dalla Mansaku-no-kai Kyogen Company. Vale la pena di vederle, perché è raro che arrivino sui palcoscenici italiani.

Da venerdì 18 a domenica 27 si svolge a Roma Le vie dei festival, una selezione di spettacoli presentati durante l’estate in diverse rassegne: il programma, che si apre con un omaggio a Leo De Berardinis, di cui vengono proiettati il film A Charlie Parker e la versione televisiva diTotò, principe di Danimarca, prevede fra l’altro la presenza dei Motus col quarto episodio di X(ics)Racconti crudeli della giovinezza (il 19 e il 20), di Egumteatro con due spettacoli, Questa sera si recita la nostra fine e Aspettando Godot (21 e 22), di Ortographe con Controllo remoto.

Comincia venerdì 18 anche Ipercorpo, un festival sulle tendenze della scena contemporanea, organizzato a Forlì dal gruppo Città di Ebla: fra le proposte, Cinquanta urlanti, Quaranta ruggenti, Sessanta stridenti di Dewey Dell, la formazione dei tre fratelli Teodora, Agata e Demetrio Castellucci (il 18), Tempesta degli Anagoor (il 19), Motel dei Nanou (il 19 e il 20), Concerto per harmonium e città dei Pathosformel (il 25), Sei gradi – concerto per voce e musiche sintetiche dei Santasangre (il 2 ottobre).

Ad Asolo (Treviso) l’intera giornata di sabato 19, dall’alba alla notte, è dedicata ancora alla memoria di Leo De Berardinis, a un anno esatto dalla morte: in vari spazi della cittadina veneta i molti artisti coinvolti proporranno performance, piccole coreografie, videoinstallazioni. Gli attori che con Leo hanno lavorato, come Elena Bucci, Marco Manchisi, Francesca Mazza, Marco Sgrosso, Angela Malfitano, si mescoleranno ai nuovi talenti di cui il Nordest è oggi ricchissimo, da Marta Cuscunà a Mele Ferrarini a Silvia Gribaudi.

A Lucca, da lunedì 21 a domenica 27, si svolge la prima edizione dei Teatri del Sacro, una rassegna di venticinque spettacoli – tutti in “prima” assoluta – vincitori di un bando nazionale sul rapporto tra la scena e la religiosità: fra i nomi di spicco, Giuliano Vasilicò, uno dei padri del teatro di ricerca italiano, affronta il Vangelo secondo Giovanni (il 21), Laura Curino interpreta Bakhita, un’ex schiava diventata santa (il 23), Danilo Nigrelli e Patrizia Punzo dirigono In nome della madre, dal libro di Erri De Luca (il 27), mentre il Teatro del Lemming conduce un laboratorio sull’Amleto.

Mercoledì 23 e giovedì 24 al Teatro Comunale di Ferrara, Fanny & Alexander debutta con South-North, due operine costruite a partire dal Mago di Oz, su cui il gruppo ravennate lavora da tempo: la prima, immersa nell’oscurità, si avvale di una partitura musicale di John Dowland, Gérard Grisey, Alvin Lucier, Mirto Baliani, Steve Reich, Iannis Xenakis. La seconda è basata su una singolare macchina musicale che emette suoni calpestando il pavimento.

 

 

22) La Repubblica – Rodolfo Digiammarco

13 settembre 2009

Corti di Short theatre Senza tetto né legge

È UNA 3 giorni che esplora il corpo del teatro, i meccanismi creativi e i linguaggi del comunicare emozioni e riflessioni, il concept festival “Short Theatre” che al suo quarto anno, col tema “Senza tetto né legge”, con la dedica (forte) a Nico Garrone, e con la direzione di Fabrizio Arcuri s’ insedia da domani a mercoledì al teatro India col sostegno del Comune e la collaborazione del Teatro di Roma. Per Arcuri questa 72 ore funzionante dalle 18 a notte inoltrata è «un’ indagine su quasi tutta la produzione dei gruppi romani di questi ultimi anni, dove s’ afferma una volontà antispettacolare assieme a una visione più politica del teatro». Appuntamenti a ritmo continuo, proposte trasversali, cantieri di lavori futuri, sezioni con generi di conforto e di sconforto, mappe nuove, frammenti narrativi. A proporre due studi inediti sono Andrea Cosentino e Immobile Paziente. Ad esplorare liberamente “Anarchia in Baviera” di Fassbinder è Viva l’ anarchia! di Induma Teatro. Ad approfondire pulsioni di “Petrolio” di Pasolini è Mamma mia! – reading di Emanuela Villagrossi. Ad amplificare i sensi riposti e le suggestioni di “Otello” è il dittico Iago e Desdemona e Otello di e con Roberto Latini. A mettere a fuoco una trilogia sull’ elaborazione della decadenza, e ad applicarsi a un capitolo che adotta la figura di Henry Rollins, è Kinkaleri in The Hungry March Show/ Yes sir!. Ma ci sono anche il Teatro di Vita con Dondolo di Beckett, Daniele Timpano, Kataklisma, Teatro delle Apparizioni, Accademia degli Artefatti con parti d’ un polittico di Ravenhill, i Tony Clifton Circus, i Sistemi Dinamici Altamente Instabili. E si segnala uno spazio a parte per i finalisti della Generazione Scenario, con realtà in crescita: Anagoor, Odemà, Codice Ivan, Marta Cuscunà, Imamama. Teatro India, lungotevere Vittorio Gassman, tel. 06/55300894, da domani a mercoledì, dalle 18, euro 5, tess. giorn. 12, abbonam. euro 28

 

 

23) drammaturgia.it

7 settembre 2009

Omissis 9, il Festival dello Spettacolo Contemporaneo, torna per il quinto anno consecutivo ad animare la città di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) con una ricca vetrina di spettacoli provenienti da Italia, Slovenia e Polonia caratterizzati da linguaggi ibridi ed eterogenei che costituiranno il presupposto dal quale partire per una più ampia indagine sul tema portante di quest’edizione: il corpo come veicolo artistico ed emotivo della comunicazione umana. Omissis 9 cercherà di dimostrare come il corpo sia un’arma sociale, un fragoroso esplosivo assolutamente necessario. 

 (…) Domenica 13 settembre, la giornata conclusiva del festival si apre alle 21.00 (con replica alle 22.00) al Palazzo Monte di Pietà (posti limitati con prenotazione consigliata), con l’anteprima regionale dello Studio per E’ bello vivere liberi! di Marta Cuscunà, spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009. Ispirato alla biografia di Ondina Peteani, staffetta partigiana del monfalconese, lo spettacolo è un progetto di teatro civile per un’attrice, cinque burattini e un pupazzo che vuole raccontare la Resistenza liberandola dal grigiume della retorica nell’intento di riscoprire l’atmosfera vitale e vertiginosa vissuta durante l’antifascismo, un periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile. Ad Omissis 9 Marta Cuscunà presenta i 20’ del progetto vincitore del Premio Ustica 2009 la cui versione integrale aprirà, in novembre, la rassegna “contrAZIONI” del Teatro Comunale di Monfalcone. (…)

 

 

24) sceneanordest.jimdo.com – Silvia De March

5 settembre 2009

Il premio Scenario per Ustica 2009 Marta Cuscunà non è un talento: è un portento!

Giovane-giovanissima, esile, nasconde dietro i lineamenti delicati ed ingenui un carattere determinato, energie ideali dirompenti e – soprattutto – risorse teatrali strabiliantemente mature. Con il suo primo lavoro autonomo E’ bello vivere liberi!, Marta conferisce nuovo, brillante smalto ad una forma teatrale ormai consunta qual è il monologo e dimostra una versatilità invidiabile in qualità sia di interprete, sia di autrice, sia, infine, di regista.

Ispirandosi alla biografia della prima staffetta partigiana d’Italia deportata ad Auschwitz, la Cuscunà ha saputo realizzare il suo «progetto di teatro civile», preservandolo da qualsiasi retorica o sviluppo prevedibile. La vicenda prescelta si presta di per sé ad una varietà di episodi avvincente; oltre a ciò, l’intreccio valorizza motivi secondari, ai margini della vulgata storiografica, con modalità teatrali articolate ed un risultato complessivamente originale.

Il racconto in terza persona prende le mosse dall’infanzia di Ondina Petteani, cresciuta in un ambiente familiare atipico, nell’epoca fascista, ben presto esposta a fermenti di ribellismo. Rapidi salti e bozzetti figurativi conducono con lievità narrativa alla soglia dei 18 anni, quando Ondina, operaia a Monfalcone, viene “avvicinata” dai comunisti e cooptata per organizzare la Resistenza tra le schiere femminili. Nelle riunioni clandestine del partito comunista, al ritmo del klezmet la ragazza apprende l’entusiasmo dell’impegno di liberazione. Vivida è infatti la gioia con cui i personaggi coinvolti partecipano per l’affermazione della libertà e di nuovi diritti civili. Tra questi, con straordinario anticipo, e col contributo anche maschile, fioriscono i valori di emancipazione femminile e di parità tra uomo e donna. Forse per la prima volta sul palco, la Resistenza è raccontata nella sua qualità di laboratorio civile fecondo e di momento storico decisivo per l’elaborazione e la presa di coscienza dell’identità di genere.

Sullo sfondo, pure la questione slovena è tratteggiata dal punto di vista italiano e il clima di convivenza e reciproco soccorso tra le due etnie demistifica il prevalente cliché di una separatezza astiosa. [Proprio nella Venezia Giulia, difatti, i partigiani italiani si organizzarono prima che altrove, sulla scorta della collaborazione con i corrispettivi sloveni, radunatisi già nel 1941 contro l’occupazione fascista dei territori Jugoslavi].
Marta in scena non è mai sola poiché si dimostra abile nel caratterizzare e dare concretezza a figure secondarie, ben distinte dalla protagonista principale e dal profilo personale. Perciò si avvale non solo si quella versatilità interpretativa a cui sopra si accennava, ma anche di un teatrino di marionette. Il ricorso a questo tipologia popolare innesta un momento di sospensione favolistica durante il quale l’osservatore è ricondotto ad uno stupore infantile; nella cornice, delle vicende la tragicità è sdrammatizzata, mentre ne è esaltato l’aspetto picaresco, a cui giova anche il ricorso ad una koiné veneto-fiulana, ampiamente comprensibile e ricca di accenti comici.

Tra un fondale e l’altro, Ondina affronta missioni impensabili e rischiose, finché viene catturata e deportata nel famigerato lager. Ecco che la sua storia offre quest’ulteriore occasione di divergere rispetto all’epidermico nozionismo divulgato, rammentando come nei campi di concentramento confluirono non solo milioni di ebrei ed altri “diversi”, ma anche quei militanti politici troppo spesso trascurati. La sequenza della prigionia si svolge su un secondo scenario laterale: un finto vagone ferroviario si schiude ad ospitare una scena di teatro di figura con pupazzi. Ondina si disincarna da Marta e assume le fattezze di un burattino disarticolato, smunto, straniato e straniante. Nel soverchiante silenzio l’attrice lo manovra instaurando un rapporto di empatia ma anche di freddezza disumanizzante propria del carnefice nei confronti della vittima. La forza eloquente della sequenza è agghiacciante, in virtù di una compostezza registica encomiabilmente calibrata e dell’architettura che oggettiva quasi brechtianamente l’orrore nazista, ormai adagiato nell’immaginario collettivo. La solidarietà tra le prigioniere, accomunate dalla loro condizione, dai loro ideali, nonché dall’appartenenza di genere, introduce note di calore, rapidamente soppresse.

Nonostante l’epilogo della deportazione, a cui comunque la protagonista sopravviverà «violentata nel fisico e nella psiche», la conclusione riafferma la leggerezza, il coraggio, l’entusiasmo propri della giovinezza, del popolino, della carica ideale. L’invito a «resistere sempre» perché «è bello vivere liberi» si appella soprattutto ai coetanei dell’attrice, ricordando come in un clima di «ideali forti» e di un «generoso altruismo», «noi giovani c’eravamo schierati». E’ in queste ultime parole che si percepisce, più incisivamente che altrove, l’alto grado di partecipazione dell’autrice rispetto ai contenuti del proprio lavoro: Marta attesta come segmenti delle giovani generazioni siano ancora attenti al rispetto della memoria storica, alla ricezione e trasmissione del valore emblematico di chi si è sacrificato per il bene collettivo, alla necessità indefessa di impegno civile.

A buon diritto, dunque, considerando anche la non comune, proteiforme formazione tecnica, Marta è stata nominata vincitrice nel 2009 della sezione Ustica del Premio Scenario, promossa dai parenti delle vittime della strage e rivolta ad emergenti portavoci di temi legati alla memoria e al civismo.

 

 

25) art-o.net

28 agosto 2009

Omissis ‘09 a Gradisca d’Isonzo

Omissis 9 –  Festival dello Spettacolo Contemporaneo, V edizione, un progetto a cura di ma++a+oioscenico, dal 10 al 13 settembre, con un’anteprima il 5 settembre 2009, a Gradisca d’Isonzo (GO). Un’edizione dedicata all’indagine del corpo come veicolo artistico ed emotivo della comunicazione umana, con Gradisca d’Isonzo (Gorizia) che torna ad essere il centro dell’avanguardia performativa nazionale e internazionale, accogliendo dieci tra compagnie ed artisti provenienti dalla Polonia, dalla Slovenia e dall’Italia. Anche quest’anno prime nazionali ed anteprime regionali di originali progetti di ricerca che superano le tradizionali distinzioni di genere e ridefiniscono l’orizzonte performativo del XXI secolo.

Sarà attraverso la messa in scena del corpo come mezzo per comunicare gioia, sofferenza, rabbia, agonia, frustrazione, solitudine, passione e ancora attraverso il corpo trafitto, dipinto, sinuoso, sensuale, carnale, evanescente, orgiastico, fluido, feticcio che Omissis 9 dimostrerà come il corpo sia un’arma sociale, un fragoroso esplosivo assolutamente necessario. 

Organizzato dall’Associazione Culturale Mattatoioscenico, Omissis 9 si svolgerà da giovedì  10 a domenica 13 settembre, con una anteprima il 5 settembre e, nella ormai consueta ottica di promozione e divulgazione delle forme di innovazione e sperimentazione di alto livello, il Festival opererà anche in fase di produzione supportando il lavoro di giovani talenti con una sezione riservata alle produzioni regionali del Friuli Venezia Giulia.
Luogo privilegiato d’incontro e scambio tra compagnie e addetti ai lavori ormai ampiamente radicato sul territorio regionale, Omissis assolve altresì ad un’altra determinante funzione, quella della formazione di un nuovo pubblico, educandolo alla trasversalità dei linguaggi e alle vitali tensioni che attraversano le dinamiche del contemporaneo.

Anche quest’anno l’attivazione del Media Center, ideato allo scopo di seguire passo dopo passo tutti gli eventi in calendario ed amplificarne la fruizione mediante la realizzazione di video pubblicati on-line sul sito del festival permetterà di proiettare il festival Omissis e la città di Gradisca d’Isonzo su uno scenario internazionale sfruttando il web come piattaforma.

Il festival è realizzato con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Gorizia, del Comune di Gradisca d’Isonzo, della Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia, del Credito Cooperativo di Lucinico, Farra e Capriva, con la collaborazione di Dobia.lab e con il patrocinio del Ministero per le Politiche Giovanili, nell’ambito del progetto “Giovani alla Frontiera”.

 

ANTEPRIMA (5 settembre)

Omissis apre la sua quinta edizione con una breve preview in programma il 5 settembre: si comincia alle 21.00 in Piazza Unità d’Italia a Gradisca d’Isonzo con l’inaugurazione di Hom, l’installazione semi temporanea da pioggia realizzata dall’artista Devid Strussiat. Il progetto, realizzato appositamente per Omissis 9 in collaborazione con AESON Arti nella Natura, è una meditazione sul tema dell’intreccio e della ripetizione del gesto intesi come ricerca estatica e sulla commemorazione della natura attraverso la successiva liberazione della forma e dell’operato al destino del tempo e alla pioggia che ne scioglie la pelle e ne rivela l’anima. Alle ore 22.00 al Palazzo Monte di Pietà (posti limitati con prenotazione obbligatoria), la prima assoluta diVuotiarendere, la performance site specific di Mattatoioscenico realizzata appositamente per il Festival e da questo prodotta, nell’ottica di supporto delle realtà artistiche regionali perseguita da Omissis. Presentato in forma di studio, Vuotiarendere vuole offrire una via di uscita all’incomunicabilità dell’essere umano, sconfitto da relazioni di potere e di interesse, da richieste incomprese o disattese, ma ancor più dal terrore di dover confrontarsi con le proprie paure, quelle che lo portano a consumarsi inesorabilmente in un ciclico accumulo di emozioni e svuotamento di frustrazioni.

 

FESTIVAL (10 – 13 settembre)

Omissis 9 inaugura ufficialmente giovedì 10 settembre, alle 19.30 all’Enoteca Regionale “La Serenissima” di Gradisca d’Isonzo alla presenza delle autorità. A seguire, alle ore 21.00 presso la Sala Bergamas, l’artista e coreografa slovena Mala Kline presenta in prima nazionale Début – In memory of coming, una performance di teatro-danza estrema e mistica, dalle atmosfere lynchiane.

La giornata di venerdì 11 inizia alle 20.00 alla Galleria Regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan con un’altra prima nazionale: la video installazione Sorry out of ideas della coreografa Mateja Bucar e dell’artista Vadim Fishkin. L’idea di base della performance/installazione, nata dall’incontro dei due artisti sloveni, è catturare quel momento enigmatico proprio del processo creativo, caratterizzato dalla presenza o assenza di un’idea come causa e condizione necessaria nella creazione stessa di un’opera d’arte. Scopo della performance è quello di dimostrare la legittimità della mancanza di idee, ma anche, ritornando all’essenza dell’arte, confermare la necessità dell’idea proprio attraverso la sua assenza. Alle 21.00, al Palazzo Monte di Pietà la prima nazionale della performance Red Dragon (consigliata ad un pubblico adulto, con posti limitati) della radicale formazione polacca Suka Off. Appartenente ad un più ampio ciclo intitolato “Dragon”, la performance è esemplificativa della mitologia e della poetica artistica di Suka Off: inscenando una forma sintetica di finzione che non ha eguali in natura, il gruppo polacco inverte il normale processo di creazione partendo dalla squamazione di un corpo per arrivare ad una forma artificiale ottenuta attraverso la trasformazione di forme umane. Alle 22.00, alla Sala Bergamas, l’attesa anteprima regionale dello spettacolo degli italiani Ricci/Forte, applauditi anche all’ultima Biennale di Venezia, intitolato Macadamia Nut Brittle, un viaggio nell’universo letterario dello scrittore americano Dennis Cooper per mettere in scena, attraverso un linguaggio duro e provocatorio ed una fisicità esibita e sofferta dei corpi, una fiaba crudele sull’adolescenza. La giornata di spettacolo si conclude, infine, con la replica (consigliata ad un pubblico adulto, con posti limitati), alle 23.30, al Palazzo Monte di Pietà di Red Dragon dei polacchi Suka Off.

Sabato 12 il Festival inaugura alle 20.00 alla Galleria Regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan con la seconda proposta dei polacchi Suka Off, la prima nazionale di Transfera 4 (consigliata ad un pubblico adulto, con posti limitati), un’ installazione audio-video che include una performance durante la quale gli attori ricercano forme di comunicazione non verbale, mentre le immagini dei loro corpi vengono distorte attraverso la tecnologia, in un continuo richiamo alla manipolazione della realtà eseguita dai media. Alle ore 21.00, al Palazzo Monte di Pietà (posti limitati), la prima assoluta, realizzata col sostegno di Omissis 9, diThru Hate & Anger, una video live performance nata dall’incontro di tre professionalità artistiche operanti nel contesto regionale: l’attore Paolo Fagiolo, la formazione musicale Res_et, ed i videoartisti Lyno-leum & Tokyo. Una serie di riflessioni sulfuree e politicamente scorrette su alcuni dei temi principali che definiscono lo stare al mondo: il razzismo, la diversità, la guerra, la violenza subita e imposta, il dolore e le sue manifestazioni, l’intolleranza, la fede, la paura, l’evasione e il controllo. La serata prosegue, alle 22.00, alla Sala Bergamas, con l’anteprima regionale di La quiescenza del seme degli italiani Plumes dans la tête, gruppo in cui spicca la presenza di Silvia Costa, attrice nei progetti della Societas Raffaello Sanzio “Hey girl” e “Inferno”. A partire dall’osservazione del mondo vegetale e dal fatto che semi di diverse piante richiedono, prima di germinare, un periodo di quiescenza, lo spettacolo si concentra sul periodo di preparazione e di attesa che carica di significato ogni nascita. La giornata si conclude alle 23.00, alla Galleria Regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan con la replica di Transfera 4 dei polacchi Suka Off (performance consigliata ad un pubblico adulto, con posti limitati).

Domenica 13 settembre, la giornata conclusiva del festival si apre alle 21.00 (con replica alle 22.00) al Palazzo Monte di Pietà (posti limitati con prenotazione consigliata), con l’attesa anteprima regionale dello spettacolo E’ bello vivere liberi! di Marta Cuscunà, spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009. Ispirato alla biografia di Ondina Peteani, staffetta partigiana del monfalconese, lo spettacolo è un progetto di teatro civile per un’attrice, cinque burattini e un pupazzo che vuole raccontare la Resistenza liberandola dal grigiume della retorica nell’intento di riscoprire l’atmosfera vitale e vertiginosa vissuta durante l’antifascismo, un periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile. Ad Omissis 9 Marta Cuscunà presenta i 20’ del progetto vincitore del Premio Ustica 2009. Alle ore 21.30 e alle ore 22.30, alla Sala Bergamas, va in scena l’anteprima regionale di Remember me della formazione italiana Sineglossa, una performance di corpi reali ed immaginari che si sovrappongono in un’illusione scenografica basata sull’uso di nuove tecnologie video e accompagnata da una forte colonna sonora dal vivo. Lo spettacolo utilizza il mito di Didone ed Enea di Henry Purcell come chiave di lettura del presente e nasce dagli elementi del maschile e del femminile che si mostrano, confondono ed uniscono prima di svanire e dalla frammentazione del corpo umano in parti non più riconducibili ad un’identità certa.

 

LETTURE IN APERITIVO

In occasione di Omissis 9 il duo composto da Enrico Saba e Giulio Morgan presenta un ciclo di letture performative tratte dai racconti dello scrittore americano Joe Lansdale. L’incontro artistico tra i due è volto alla sperimentazione di forme di lettura che esaltino le potenzialità narrative del racconto affidato all’attore, affiancato dall’utilizzo di musica e sorgenti sonore che facciano da contrappunto o ne amplifichino le atmosfere. Tre letture impetuose, trascinanti e divertenti alle quali sarà possibile assistere degustando un aperitivo. I readings del Ciclo Lansdale si terranno giovedì 10 alle 19.30, venerdì 11 e sabato 12 alle 19.00 presso l’Enoteca Regionale “La Serenissima” di via Cesare Battisti 26.

 

DOPO FESTIVAL

Anche quest’anno Omissis conclude le giornate del festival con i party ufficiali, che vedranno come ospiti esclusivi djset di atmosfera electro e minimal, a creare un’ambientazione sonora che accompagnerà artisti e pubblico fino a notte inoltrata. Giovedì 10 dalle 22.30, presso Il Maialotto si esibirà Chroma Music, collettivo goriziano di vj&dj setting. Nelle serate di venerdì 11 e sabato 12, a partire dalle 23.30, le feste si svolgeranno presso l’Azienda Agricola Bressan (ex Extroverso), sulla Strada Provinciale 4 Gradisca-Moraro: venerdì 11 una maratona minimal tech con Lithium + Sonic e Omar, mentre sabato 12 ci sarà l’atteso ritorno in regione del dj Dave Nahls a dettare i ritmi del dancefloor del Festival.

 

INFO: www.omissisfestival.com – info@omissisfestival.com

 

26) delteatro.it – Andrea Porcheddu

6 agosto 2009

Un giusto Scenario

Nella sua storia il premio Scenario ha saputo dare un contributo fondamentale al rinnovamento della recente scena italiana. Definire “premio” un percorso articolato e sensibile come quello di Scenario è riduttivo: si tratta infatti di un lavoro costante, su tutto il territorio nazionale, di scoperta, accompagnamento, crescita, circuitazione di realtà teatrali giovani e giovanissime. A ricordare solo i nomi usciti delle ultime edizioni, si scopre così quanto questa iniziativa, diretta con acume da Cristina Valenti, abbia seriamente favorito l’affermazione di artisti e compagnie oggi di rilievo nazionale ed internazionale. Da Emma Dante a Babilonia Teatri, da M’Arte a Habillè d’Eau, da Davide Enia e Daniele Timpano a Berardi-Colella sono molti quelli che sono passati, vincitori o selezionati, da Scenario. C’è quindi grande curiosità per ogni edizione.

E quella 2009, vista al Festival di Volterra ancora nella fase embrionale (circa mezz’ora ciascuno la durata dei quattro lavori) ha confermato quanto il Premio Scenario sappia cogliere umori e tendenze, quanto sappia giocare d’anticipo sulle tensioni che scuotono la scena italiana. Quattro dunque i lavori tra selezionati e premiati, con una netta predominanza del Nord(est) rispetto al centrosud: Codice Ivan (vincitore Premio Scenario 2009), Marta Cuscunà (vincitore premio Scenario per Ustica), Anagoor e il trio Davide Gorla, Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio. Chi scrive ha assistito solo a tre dei quattro lavori, avendo perso – purtroppo – la pur interessante proposta dalla goriziana Marta Cuscunà: È bello vivere liberi! è un racconto tra memoria e teatro di figura, ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, deportata ad Auschwitz.

Partiamo da Anagoor, compagnia di Castelfranco Veneto che si era già fatta conoscere per il rigore delle proposte sceniche: Tempesta è una raffinata istallazione, un omaggio e un attraversamento nell’opera del Giorgione, un percorso di visione che gioca con rimandi alle pitture e alle ragioni della creazione, evocazioni di un Amleto (o forse Hamletmachine) adolescente e barbarico, ipercontemporaneo e medioevale. Mescola codici e stili con accattivante sapienza, dipana il video e il corpo dei performer su tempi rarefatti, avviluppa tra rumori e silenzi con sonorità intriganti e immaginifici, visioni apocalittiche e tableaux vivant. Il risultato, patinato ma intrigante, è decisamente promettente.

Vivacissimo e di grande energia il lavoro A tua immagine dei milanesi Davide Gorla, Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio: pastiche grottesco e divertente, dissacrante e ironicamente arguto su un ipotetico dio-donna alle prese con un figlio da sacrificare e un diavolo con cui discutere. Gioco per tre attori possenti – su tutti la maschera espressionista della brava D’Imperio, ottima nel dar voce e corpo a questo dio sbrindellato a arruffone – con una scrittura che svela progressivamente e inesorabilmente il compromesso storico dell’Uomo costretto a fare i conti con la sua storia e con il bisogno di divino.

Infine Codice Ivan, gruppo trentino-toscano composto da Benno Steinneger, Anna Destefanis e Leonardo Mazzi. Figurette stralunate, dal gusto molto contemporaneo, si interrogano sul senso e sulle modalità della creazione artistica. C’è (auto)ironia e sorpresa, imbarazzo e pudore, candore e strafottenza, ingenuità e aguzzo cinismo: Pink, Me and The Roses, questo il titolo, è una riflessione post-modern sull’arte e sul teatro. Rimandi evidenti (e forse non voluti) al Magazzini o a Falso Movimento di Martone, citazioni inattese di Autodiffamazione di Carella, il tutto condito dalle migliori armi del nostro presente scosceso e irrequieto. Occhiali, vestiti, corpi, colori: tutto parla di oggi, di questo presente-assente, di questo postmoderno liquido e torrenziale, di queste marginalità vissute in camerette tra video e hifi. Distruzione e decostruzione di ogni slancio, ambienti attraversati senza scossoni apparenti, conflitti e soluzioni marcate in quadri che sono brevi flash, lampi sull’esistenza. Codice Ivan potrebbe far pensare ai tedeschi Nico & the Navigators o agli inglesi Forced Entertainment: stesse maschere ipercontemporanee a raccontare il disincanto doloroso del nostro tempo.

 

 

27) Il Piccolo

20 luglio 2009

Era della Cuscunà il Premio Ustica

 

Rispetto all’articolo “Ondina Peteani  scenografia da premio. L’ha ideata la triestina Belinda De Vito e ha vinto lo ”Scenario per Ustica 2009” di Linda Dorigo, pubblicato il 18 luglio scorso sono necessarie le seguenti rettifiche: il Premio Scenario per Ustica 2009 se l’è aggiudicato Marta Cuscunà per il progetto È bello vivere liberi! Ispirato alla biografia di Ondina Peteani. Prima staffetta partigiana d’Italia. Deportata ad Auschwitz n. 81672. Il progetto dello spettacolo, comprendente anche gli oggetti di scena e i pupazzi, è stato ideato da Marta Cuscunà, e da lei stessa diretto e interpretato. Gli oggetti di scena e i pupazzi sono stati costruiti da Belinda Devito. Qui di seguito vengono riportate, per intero, le motivazioni della giuria di Scenario. «Vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009: È bello vivere liberi! Ispirato alla biografia di Ondina Peteani di Marta Cuscunà. È bello vivere liberi! restituisce il sapore di una resistenza vissuta al di fuori di ogni celebrazione o irrigidimento retorico. Resistenza personale, segnata dai tempi impetuosi di una giovinezza che è sfida, scelta e messa in gioco personale. Resistenza politica, dove la protagonista, Ondina, incontra la storia e la sua violenza. Resistenza poetica, all’orrore che avanza e annulla. Resistenza adolescente, che incontra il sangue, lo subisce, lo piange, ma continua ad affermare la necessità della felicità e dell’allegria anche nelle situazioni più estreme che Ondina vive. Ondina, di cui Marta Cuscunà ha ricercato le tracce attraverso un lavoro accurato sulle fonti storiche, dentro la memoria del proprio territorio e attraverso le parole di chi l’ha conosciuta. Spettacolo felicemente atipico, coniuga un fresco ed efficace lavoro di narrazione, attento ai piccoli gesti del quotidiano, a stupori di ragazza, con il mestiere del burattinaio, che riprende i propri personaggi, ne soffia via la polvere e li riconsegna, felicemente reinventati, a una comunicazione efficace, archetipica, popolare. In questa ricerca anche l’orrore del lager può essere raccontato, senza che lo spettacolo perda lo straordinario candore e la felicità nel racconto della storia che ancora siamo».

 

 

28) Il Piccolo

18 luglio 2009

Ondina Peteani: scenografia da premio

 

L’ha ideata la triestina Belinda De Vito e ha vinto lo ”Scenario per Ustica 2009”

«Mi piace il mio lavoro, è così vario», racconta Belinda De Vito. «È una sfida continua, non ci sia annoia mai, sempre alla ricerca di soluzioni nuove. Certo è faticoso ma altrettanto stimolante e gratificante».
Professione scenografa, ovvero come trasformare idee e sogni in forme reali. È quanto ha appena fatto Belinda per il concorso di moda ”Its”, la scorsa settimana nell’ex Pescheria: a partire dal filo conduttore scelto per l’edizione 2009, l’ambientazione circense dei primi del ‘900, ha creato un allestimento affascinante, partendo da bozzetti e schizzi progressivamente adattati alle esigenze organizzative. «Alla parte progettuale – spiega Belinda – fa seguito quella operativa in cui alcune cose vengono fatte fare da laboratori specializzati, noleggiate, ricercate o realizzate personalmente, mentre gli ultimi giorni sono quelli dell’allestimento vero e proprio. Il momento più bello, quello in cui dai finalmente vita alle tue realizzazioni».

Dopo l’Accademia di Belle Arti a Venezia e una gavetta come assistente scenografa con Pier Paolo Bisleri, Belinda ha deciso di camminare da sola: all’inizio si è dedicata alla scenografia teatrale, poi ha voluto reinventarsi con il bagaglio di conoscenze acquisite nel corso degli anni, arrivando a realizzare allestimenti cinematografici e per eventi.

Dopo un’esperienza da assistente per Paola Comencini, Belinda ha anche realizzato la scenografia di due documentari storici sulla Trieste americana messi in onda da Fox History Channel e Mediaset. Tra gli ultimi lavori spicca «È bello vivere liberi!», uno spettacolo ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia deportata ad Auschwitz, ideato dalla monfalconese Marta Cuscuna e vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009, prestigioso premio nazionale per il teatro di innovazione e di impegno civile.
«È stata una delle esperienze più belle della mia vita», commenta Belinda. «Marta mi aveva proposto l’idea e l’abbiamo portata avanti nei ritagli di tempo tra un lavoro e l’altro. Per la semplicità e la serenità con cui abbiamo lavorato, libere da produzioni e seguendo soltanto le nostre idee, lo spettacolo è stato accolto molto bene anche dalla giuria che ne ha capito e premiato le potenzialità».

”È bello vivere liberi!” si ispira alla prima parte della vita di Ondina fino alla liberazione dai campi di concentramento, mettendo in luce il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza femminile all’emancipazione della donna, i sogni di libertà, gli ideali di pace e fratellanza dei giovani che aderirono al Movimento di Liberazione, l’incubo della deportazione nazista e la sopravvivenza nei lager. «La sfida più grossa è stata raccontare il campo di concentramento senza cadere nel banale», racconta Belinda. «Così abbiamo immaginato un vagone in miniatura ispirato a quello dei deportati, ne abbiamo trasformato l’essenza facendolo diventare un baule con maniglie, dentro al quale viene a trovarsi un pupazzo inginocchiato. L’attrice che infila le mani dentro al vagone-baule, comincia a dare vita al pupazzo, lo spoglia, gli toglie i capelli e gli imprime un numero, quello di Ondina ad Auschwitz».

Definirla solo scenografa però sarebbe riduttivo: Belinda si occupa anche di interior design e oltre ad aver realizzato l’arredamento dell’archivio creativo di ”Its” in piazza Venezia, con il marito ha aperto ”Atelier Mècano”. Insieme firmano installazioni artistiche e producono pezzi unici: il lavoro entra a tal punto nella vita privata che le due cose finiscono per coincidere. Con gioia naturalmente. «Non riesco ad immaginare la mia vita senza questo lavoro che ho sempre sognato di fare fin da quando, da bambina, ho visto il ”dietro le quinte” del palcoscenico del Teatro Verdi».

 

 

29) Il Piccolo – Tiziana Carpinelli

4 luglio 2009  

A Marta Cuscunà il Premio Ustica

Ha raccontato su un palcoscenico la storia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana, e il talento con cui ha dato respiro a questa pagina del passato le ha fatto conquistare il Premio scenario di Ustica 2009, prestigioso riconoscimento nazionale per il teatro di innovazione e impegno civile. Grande soddisfazione per la giovane attrice monfalconese Marta Cuscunà, i cui esordi in scena sono avvenuti sotto l’egida del laboratorio Fare Teatro, diretto da Luisa Vermiglio. Il suo spettacolo, intitolato ”E’ bello vivere liberi!”, si è visto infatti assegnare dalla giuria della rassegna un fondo di 5mila euro per portare avanti i propri progetti artistici. Ispirato alla biografia di Ondina Peteani, la rappresentazione restituisce il sapore di una Resistenza vissuta al di fuori di ogni celebrazione o cristallizzazione retorica, dove anche l’orrore del lager può essere descritto senza che lo spettacolo perda il candore nelle narrazione della storia. «Sono davvero felice – ha commentato ieri Marta Cuscunà – perché si tratta di un premio concreto, che mi darà la possibilità di realizzare il lavoro in cui credo. Il bello, come hanno detto i vincitori della passata edizione, deve ancora iniziare. La mia speranza è che quest’opera possa avere vita lunga ed essere apprezzata dal più vasto pubblico». L’attrice, peraltro regista e sceneggiatrice dello spettacolo, ha ripercorso la figura di Ondina attraverso un lavoro accurato sulle fonti storiche, dentro la memoria del proprio territorio e attraverso le parole di chi l’ha conosciuta. «Avevo – ha proseguito la giovane artista – un ricordo della Resistenza oscuro e pesante, dettato dal percorso scolastico, ma ciò che ho invece scoperto attraverso le parole di questa donna è stato un grande entusiasmo, originato da un movimento coltivato da giovani fiduciosi che tutto poteva essere cambiato e ogni cosa diventare finalmente possibile». “E’ bello vivere liberi!” è uno dei quattro spettacoli a cui la giuria ha assegnato un riconoscimento: i progetti vincitori andranno a costituire la Generazione Scenario 2009 e saranno ospitati ai festival di Drodesera di Volterrateatro.

 

 

 

30) delteatro.it – 23 giugno 2009

I vincitori del Premio Scenario e Ustica 2009

Provengono e si ispirano a storie di confine gli spettacoli vincitori del Premio Scenario e del Premio Ustica 2009, assegnati domenica scorsa a Santarcarngelo di Romagna, al termine delle fasi finali. Ad aggiudicarsi il Premio Scenario 2009 è stata una compagnia di Bolzano, Codice Ivan (al secolo Anna Destefanis, Leonardo Mazzi e Benno Steinegger), con lo spettacolo Pink, Me & The Roses, una riflessione sul rapporto dell’uomo con la bellezza e l’espressione artistica. Il Premio Ustica, che l’associazione delle vittime della sciagura aerea ha voluto dedicare a testi impregnati di motivazioni civili e sociali, è andato a una giovane autrice e attrice di Monfalcone, Marta Cuscunà, che ha dedicato È bello vivere liberi! alla figura della staffetta partigiana Ondina Peteani, sua concittadina.

Assieme ai lavori premiati, andranno a comporre la tetralogia di Generazione Scenario 2009 – destinata a una tournée durante la prossima stagione teatrale – due ulteriori spettacoli selezionati dalla giuria presieduta da Renata Molinari fra i 18 progetti finalisti: si tratta di Tempesta, della compagnia Anagoor di Castelfranco Veneto e A tua immagine, di Davide Gorla, Enrico Ballardini e Giulia D’Imperio, tutti e tre di Varedo, alle porte di Milano. La varietà degli spettacoli presentati ha inoltre convinto i giurati ad attribuire una menzione speciale alla compagnia Imamama di PalermoImamamà di Roma per Come bestie che cercano bestie e a Baloon Performing Club di Torino per lo spettacolo Metropolis. Psicopatologie della vita quotidiana. (…)

 

 

31) La Repubblica – Vega Partesotti

23 giugno 2009

Il Premio Scenario a Codice Ivan e a Marta Cuscunà

SANTARCANGELO – Vengono da zone di confine i vincitori della dodicesima edizione del Premio Scenario, che promuove e valorizza gruppi teatrali under 35: la compagnia Codice Ivan di Bolzano ha vinto con “Pink, Me & The Roses”, drammaturgia collettiva che indaga i meccanismi del teatro, mentre il Premio Scenario per Ustica, promosso dall’ Associazione Parenti delle Vittime della Strage e destinato a progetti teatrali incentrati sulle tematiche della memoria e dell’ impegno civile è andato a Marta Cuscunà, da Ronchi dei Legionari (Gorizia), per “E’ bello vivere liberi!” (foto sotto), ispirato alla biografia di Ondina Peteani, staffetta partigiana deportata ad Auschwitz. Segnalazioni Speciali sono andate poi a Tempesta dei trevigiani Anagoor e a “A tua immagine” di Davide Gorla, Enrico Ballardini e Giulia D’ Imperio di Varedo, in provincia di Milano. Due menzioni anche a “Come bestie che cercano bestie”, della compagnia Imamama (Palermo), e a Metropolis. Psicopatologie della vita quotidiana di Baloon Performing Club (Torino). I quattro progetti vincitorie segnalati saranno ospitati nel mese di luglio nei festival Volterrateatro e drodesera Fies, nella loro versione completa, in ottobre al festival Vie di Modena.

 

 

32) delteatro.it

14 giugno 2009

Al via le finali del Premio Scenario

È giunto al termine il lungo percorso del Premio Scenario, che vedrà le fasi finali con la proclamazione dello spettacolo vincitore e degli altri segnalati domenica 21 giugno a Santarcangelo di Romagna, dove ha luogo l’omonimofestival. I diciotto progetti finalisti saranno valutati dalla giuria presieduta da Renata Molinari. Chi volesse assistere agli spettacoli – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti (vedi sotto il programma) – dovrà prenotare chiamando Anna Fantinel dell’Associazione Scenario al 392 9433363 (cell.), oppure scrivendo asegreteria@associazionescenario.it. La premiazione è in programma domenica alle 21 presso il Lavatoio di Santarcangelo.

Il premio, vinto la scorsa edizione da Babilonia Teatri con lo spettacolo Made in Italy (leggi larecensione), riserva 8.000 euro e la circuitazione garantita in 15 teatri allo spettacolo migliore; 5.000 euro vanno invece alla pièce che si aggiudica il Premio Ustica, promosso assieme all’Associazione delle vittime e riservato a testi di chiara impronta civile. A due progetti “segnalati” andrà infine un premio da 1.000 euro ciascuno. I quattro progetti costituiranno la Generazione Scenario 2009 e saranno ospitati subito dopo a Volterrateatro e drodesera FIES 09, mentre verranno riproposti in versione definitiva al VIE Festival di Modena in ottobre. I quattro spettacoli avranno inoltre la possibilità di essere ospitati in almeno cinque piazze nell’anno successivo al debutto, secondo una formula che privilegia la visibilità delle nuove creazioni al mero contributo economico.

Quest’anno i progetti candidati al premio – nato nel 1987 e ora assegnato con cadenza biennale – sono stati 279 (146 dal Nord, 97 dal Centro e 36 da Sud e Isole). Valutati da 11 commissioni distribuite su tutto il territorio nazionale, sono stati ridotti a 54, poi ulteriormente selezionati a Parma e L’Aquila in aprile (pochissimi giorni prima del terremoto). Ospitata all’interno del progetto Santarcangelo 2009-2011, la finale del Premio Scenario è realizzata in collaborazione con Santarcangelo dei Teatri e Teatro Petrella di Longiano, con il sostegno di ETI Ente Teatrale Italiano, il contributo di MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il patrocinio e il contributo della Regione Emilia-Romagna. (e.f.)

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