Tzigari. Una storia Rom

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presentazione di un film sui cinquecentomila zingari nei campi di concentramento della seconda guerra mondiale

Sassari – Era il 27 gennaio del 1945 quando fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz ad opera delle avanguardie della Prima Armata dell’Armata Rossa. Con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 l’Italia ha scelto questo giorno per commemorare la fine della Shoah, istituendo il “Giorno della Memoria” per ricordare le vittime delle persecuzioni fasciste e naziste: ebrei, oppositori politici, gruppi etnici e religiosi dichiarati da Hitler indegni di vivere.

Il 29 gennaio il Comune di Sassari promuove in collaborazione con l’associazione La città di Ar una giornata dedicata al tema “La Libertà è bella”.

A Palazzo di Città alle 10 verrà proiettato per le scuole cittadine il film – documentario del regista Paolo Santoni “Tzigari. Una storia Rom”. L’opera cinematografica è ispirata all’autobiografia di Giuseppe Levacovich, meglio conosciuto come Tzigari, un Rom che a seguito della deportazione della moglie durante la seconda guerra mondiale si arruolò con i partigiani della brigata Osoppo.

Costruito intorno alla storia di Tzigari, il film getta nuova luce sui circa 500.000 zingari uccisi in Europa tra il 1940 e il 1945 e le migliaia di Rom e Sinti italiani internati nei campi di concentramento istituiti dal regime fascista. Il documentario offre una prospettiva inedita della Seconda Guerra Mondiale: alternando presente (ricostruito) e passato (fatto di immagini di repertorio), vengono raccontate le condizioni di vita quotidiana dei Rom dagli anni venti fino alla fine della Seconda Guerra mondiale, ma anche le condizioni di vita nei campi di concentramento in Italia, l’occupazione fascista dell’Abissinia, i massacri degli Ustascia in Croazia, le persecuzioni e le deportazioni dei Rom in Germania.

Il film – documentario verrà riproposto alle 20.30 sempre a Palazzo di Città alla presenza del regista Paolo Santoni.

Alle 17 verrà presentato il libro “Ondina Peteani, la lotta partigiana, la deportazione ad Auschwitz, l’impegno sociale” con la partecipazione del figlio Gianni Peteani che ha contribuito insieme alla scrittrice Anna Di Gianantonio a ricostruire la vita di una donna che fin da giovanissima fu portatrice di ideali, indomita e coraggiosa. Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, passa attraverso l’orrore dei Lager da vincente, per aver scelto di essere una donna libera che nessun reticolato e nessuna prigione avrebbero potuto sconfiggere. Liberata, riprende il suo ruolo di «pasionaria» con un’esperienza di vita e di morte assolutamente fuori dal comune.

A seguire la videoproiezione a cura del gruppo Ouroboros dell’artista Leonardo Boscani ed EX-Q Teatro: un collage di immagini di vecchi filmati sulle deportazioni naziste.

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