Venerazione delle api verso il re

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Virgilio,Georgiche, IV, 210-218

di Carlo Zacco

 

Georgiche, Libro IV

 

210 – 218. Venerazione delle api verso il re

 

Praeterea

non Aegyptus

et ingens Lydia

nec populi Parthorum

aut Hydaspes Medus

observant

 

Inoltre

non l’Egitto

e la grande India

né i popoli dei Parti

o l’Idape di Media

venerano

 

*di obbedienza

sic regem.

Rege incolumi

una

est mens omnibus;

amisso

rupere

fidem*

altrettanto il Re.

finché il Re è indenne

unica

è la volontà a tutte;

ma una volta perso

rompono

il patto

 

que ipsae

diripuere

constructa mella

et solvere

crates favorum.

Ille

custos operum,

 

e da sole

distruggono

il miele accumulato

e distruggono

i graticci dei favi.

Egli

è custode delleopere

 

 

illum omnes

admirantur

et circumstant

fremitu denso

stipantque

frequentes

et saepe

 

lui tutte

riveriscono

e circondano

con fitto ronzio

e lo scortano

numerose

e spesso

 

                                                                                                                      *si espongono alla guerra, fanno da scudo

attollunt

umeris

et obiectant corpora bello*

que petunt

pulchram mortem

per vulnera.

lo sollevano

sulle spalle

e gettano innanzi i loro corpi in guerra

e cercano

la bella morte

tra le ferite.

 

 

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