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INFERNO – III CANTO – riassunto e analisi

Il canto terzo dell’ Inferno di Dante vv.  1-60

CANTO III dell’Inferno

CANTO III ANALISI E DESCRIZIONE

  • – Lâ€avvenimento principale è lâ€entrata nellâ€antinferno
  • – Scritta al di sopra della porta si conclude così: “lasciate ogni speranza, voi che entrate”
  • – Le parole sono scritte di colore scuro, ma oscuro è anche il loro significato
  • – Esitazione di Dante davanti alla minacciosa scritta + incoraggiamento di Virgilio (lo prende addirittura per manoed entrano insieme)
  • – Viene sottolineato il rapporto affettivo di amicizia tra Dante e Virgilio
  • – Prima sensazione è uditiva(senso principale nellâ€inferno perché non câ€Ã¨ la luce)
  • – Virgilio lo rassicura dicendogli che sono giunti al luogo che gli aveva descritto prima, dove ci sono le persone che “hanno perso il ben de lâ€intelletto”, ovvero la capacità di percepire il reale tenendo a mente che siamo fatti da e per Dio
  • – Ascoltando i sospiri (= segno di una mancanza), i lamenti, le grida Dante piange
  • – Dante continua a fare domande sui primi personaggi che incontrano (ignavi)
  • – Ignavi= coloro che nella vita non hanno mai preso una decisione, non hanno risposto a

                     nessuna chiamata, non hanno mai vissuto (vivere è decidere)

                  » non meritano né il bene né il male, quindi non meritano neanche attenzione

                  » prima tappa dellâ€inferno = luogo del nulla

                  » hanno una vita cieca perché senza direzione

                  » sono invidiosi di qualsiasi altra sorte = pena peggiore è non avere pena

                  » non sono mai vissuti perché vivere è decidere, non hanno avuto peso nella storia

                  » sono costretti a correre nudi dietro per lâ€eternità ad unâ€insegna vuota con il fastidio

                     di insetti schifosi e fastidiosi che li stimolano (mosche, vespe, vermi)

                  » visto che non hanno mai scelto sono costretti a seguire qualcosa, ma visto che

                     hanno scelto il nulla, questa insegna è vuota (contrappasso ha due aspetti insieme)

                  » ci sono anche gli angeli che non hanno scelto tra Dio e Lucifero

                  » il Paradiso li scaccia per non essere meno bello

                  » lâ€Inferno li scaccia cosicché gli altri dannati non si vantino di essere meno cattivi

  • – Pena del contrappasso = pena costituita per analogia oppure per opposizione della colpa

                                           » vieni costretto per lâ€eternità a fare ciò che non si è fatto in vita

                                           » ottieni ciò che desideri per lâ€eternità ma senza Dio

  • – La litote (= figura retorica che per negare qualcosa afferma) regna in questo canto per sottolineare che è il canto del nulla, della negazione di tutto, della non-vita
  • – Nudità» quella nellâ€inferno è diversa alla nudità nei giardini dellâ€Eden, perché con malizia

                  » non vergogna ad essere nudi davanti a qualcuno con cui si ha un rapporto dâ€amore

                  » questa nudità indica lâ€essere indifeso, la debolezza, il non avere più risorse

  • – Dante vede alcuni tra gli ignavi, ma non li nomina perché non ne sono degni

      » si sofferma su una figura di cui non esplicita il nome ma dà delle caratteristiche

      » “colui che fece per viltade il gran rifiuto” può essere o Ponzio Pilato, che è rimasto nella

         storia come colui che non prese una parte nel processo di Gesù, oppure Papa Celestino V

      » Celestino Vsi era ritirato dal papato (non era mai successo nella storia)

      » la colpa era anche di aver lasciato il posto al Papa che usurpò la Chiesa (Bonifacio VIII)

  • – Dante prosegue e vede sulla riva di un fiume (Acheronte) una moltitudine di uomini che sono desiderosi di oltrepassarlo per andare nellâ€Inferno
  • – Avendo ricevuto una risposta che sembrava secca, Dante si astiene dal chiedere di più finché non sarà Virgilio a rivolgergli ancora la parola (aveva paura di aver scocciato Virgilio con tutte le sue domande, ma era solo una sua impressione)
  • – Arrivano alla riva dellâ€Acheronte dove Virgilio e Dante incontrano un nuovo personaggio
  • – Caronte= personaggio mitologico incaricato di traghettare le anime dei morti allâ€inferno

                    » è presente anche nellâ€Eneide (Commedia riprende lâ€Eneide e la migliora come fa

                       il cristianesimo con le altre cose della vita)

                    » non è nellâ€inferno perché è una sua pena, è solo un personaggio mitologico

                    » ad ogni passaggio di livello câ€Ã¨ un agente di Satana (sempre mitologico) che

                       controlla che non avvengano passaggi non consentiti da una fascia allâ€altra

                    » è descritto per la prima volta nella divina commedia come vecchio ma vigoroso

                    » è turbato che ci sia unâ€anima viva lì, ma si zittisce alle parole di Virgilio

                    » preannuncia che Dante debba andare in purgatorio (si va per un fiume anche lì)

  • – Bestemmiatori» coloro che sono vissuti e morti nellâ€ira verso Dio, i genitori, lâ€uomo

                              » non hanno timor di Dio = possibilità di averLo presente in tutto ciò che si fa

                              » maledicono Dio, il momento della loro nascita e tutto il genere umano

                              » la giustizia prevale sul timore di andare allâ€inferno, vogliono entrarci

  • – A questo punto Virgilio si ricorda della domanda di Dante e la soddisfa (diventa maestro cortese ) » conferma che le domande non lo scocciano mai, perché segno di purezza
  • – Alla fine del canto câ€Ã¨ un terremoto che scuote il terreno, e Dante sviene
  • – Allâ€inizio Dante non descrive mai il passaggio da una fascia ad unâ€altra per mantenere unâ€aurea di mistero e farci percepire la grandezza del viaggio che è indescrivibile
  • – Poi negli anni capisce che è meglio descrivere per dare notazione realistica

SIMILITUDINI

  • – verso 112 » bestemmiatori che si buttano nella barca di Caronte sono paragonati alle foglie

                       » viene ripresa anche da Ungaretti (uomo = foglie dâ€autunno)

                       » Dante riprende a sua volta lâ€Eneide con questa similitudine

                       » sottolinea la numerosità dei dannati e il modo disordinato con cui si buttano

  • – verso 117 » Caronte chiamava le anime come il cacciatore richiama gli uccelli

                      » Dante amava molto la caccia

                      » Caronte visto come “trappola” per i dannati che pensano di volere lâ€inferno

  • – verso 136 » Dante cade svenuto come uno avvinto dal sonno

                       » sonno per Dante ha un valore più ampio (anche torpore della mente)

Audio Lezioni su Dante e Divina Commedia del prof. Gaudio

Ascolta “Dante e Divina Commedia” su Spreaker.

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