Io canto per riempire l’attesa di Emily Dickinson – Laura Alberico

Settembre è il mese ideale per
avvicinare una poetessa come Emily Dickinson. Settembre è il mese delle luci e
delle ombre che si toccano senza provocare contrasti, anzi proprio nel loro
manifestarsi esprimono l’essenza catartica di vitalità diffusa e palpitante,
come i versi di Emily.
E’ la poesia che sparge
sentimento come seme destinato a dare frutti assorbendo lentamente la forza
necessaria dalla terra per crescere e tendere sempre verso l’alto.

La
concretezza quasi infantile della poesia sembra ingigantire pian piano una voce
sommessa ma limpida che offre, con una semplicità quasi disadorna, il respiro
profondo dei sentimenti più veri. “Io canto per riempire l’attesa” è una voce
dai toni caldi e pacati che accompagnerà la poetessa per tutta la vita, una
esistenza umile e riservata, nutrita e sostenuta sempre dalle immagini della
natura, una natura amica che riscalda il cuore e accoglie le luci e le ombre,
la vita e la morte, per dare un respiro forte e vigoroso all’anima. Dalla vita
della poetessa possiamo comprendere le emozioni più profonde che si sono
concretizzate nei suoi versi:  la
solitudine e l’abbandono, la rinuncia e il riscatto, il dolore e la sua pura e
libera  interpretazione.  Emily Dickinson visse isolata dal mondo,
nelle quattro mura della sua stanza, fece del colore bianco la sua bandiera
indossando sempre vestiti di questo colore. Ed è proprio nei sentimenti contrapposti,
nel desiderio di cogliere la vita ma di temere la sua caducità e quindi la
morte che la poetessa osserva e interpreta i
propri sentimenti. In  un connubio
felice tra fantasia e realtà, immaginazione e ricordi, l’apparente fragilità
della sua poesia diventa una solida costruzione nella quale conservare e
alimentare i segreti più profondi della vita e del suo divenire.

“ Io canto per riempire l’attesa
annodarmi la cuffia,
richiudere la porta di casa,
nient’altro mi resta da fare,
finché risuoni vicino il suo passo,
e insieme si cammini verso il giorno,
narrandoci a vicenda come abbiamo cantato
per scacciare la tenebra.”
Laura Alberico